E’ tempo di piantare alberi?

Piazza Addolorata: mancano 2 alberi
via Roma: mancano 3 alberi

Ottobre è considerato, solitamente, il mese migliore per la piantumazione di nuovi alberi. Sarà così anche nel nostro comune?

Non voglio dimenticare che nell’accordo di
programma che ha dato vita a questa maggioranza c’è un punto specifico che dice: “Forestazione urbana con 10.000 nuovi
alberi”.

Ora io non so quanti alberi siano già stati piantumati e quanti ne mancano per arrivare a soddisfare, almeno in parte, quella promessa elettorale che in tempi di crisi climatica  è ancora più cogente.

Qui voglio solo ricordare che ci sono numerose situazioni di mancate sostituzioni di alberi che non solo sono doverose per l’aspetto urbano ma la loro mancanza danno un senso di degrado e di abbandono che i cittadini non si meritano.

Le tre immagini sono eloquenti di tre luoghi degradati del nostro Comune.

Via C.Riboldi: mancano diversi alberi

Casa della Comunità a Paderno Dugnano.

Articolo di Ottorino Pagani:

“Su richiesta del Ministero della Salute la Regione Lombardia sta sviluppando la proposta di riforma della Legge Regionale n. 23 per migliorare, in particolare, i presidi sanitari territoriali dopo la terribile esperienza della pandemia; questo progetto di riforma si inserisce nel contesto del PNRR per la realizzazione entro il 2026 di 1288 Case della Comunità (CdC, equivalenti alle Case della Salute della sperimentazione avviata anni fa dal Ministero); in Lombardia sono previste 216  CdC; e la Giunta Regionale ha deliberato il piano per la realizzazione nella Città di Milano delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità (OdC). Il Piano verrà esteso alla Città Metropolitana e le linee guida sono descritte in due documenti facilmente rintracciabili in Internet:

  • “Progetto
    per l’attuazione di Case e Ospedali di Comunità nella Città di Milano” di
    Regione Lombardia.
  • “Linee
    di progetto per l’attuazione di Case e Ospedali di Comunità nel territorio di
    ATS Milano” di Regione Lombardia e ATS Milano Città Metropolitana.

Di
seguito le mie osservazioni, elaborate sulla scorta di quanto indicato da
questi documenti e dalla presa di posizione della CGIL metropolitana:

  • le
    CdC rappresentano un sostanziale miglioramento dei presidi territoriali per la
    salute; e il nostro Comune, con circa 47.000 abitanti, rientra, secondo i “criteri
    generali di progettazione
    ”,

nello Standard DGR XI/4811: “Per Provincia Milano e Lodi 1 CdC per ogni 45-50.000) abitanti.”;

  • è condivisibile: “il criterio della collocazione delle strutture territoriali ha come elemento di valutazione prioritario l’aggregazione dei Medici di Medicina Generale sul territorio stesso”; e considerando che “il progetto di legge di riforma sanitaria ha recepito i

“Sinistra per Paderno” aderisce alla manifestazione di Milano

La Lista Sinistra per Paderno Dugnano aderisce alla piattaforma del Coordinamento lombardo per il diritto alla salute che stamattina manifesta a Milano per una sanità pubblica e per cambiare la l.r.23 (riforma Maroni) che ha stravolto la sanità pubblica, impoverito la sanità territoriale e favorito il privato. Di seguito la piattaforma a cui hanno aderito centinaia di associazioni e realtà lombarde.

“Proposte per una piattaforma alternativa alla politica sanitaria del centrodestra in Lombardia

1. Una nuova legge sanitaria regionale deve garantire il
fondamentale diritto alla salute previsto dall’art.32 della Costituzione e
collocarsi nel quadro dei principi contenuti negli articoli 1 e 2 della legge
833/78 che ha istituito il Servizio Sanitario Nazionale.

2. In primo luogo ciò richiede un forte governo pubblico del
servizio sanitario   regionale, tanto più necessario in Lombardia,
vista la presenza massiccia del settore privato, che intercetta il 35% dei
finanziamenti regionali per le attività ospedaliere e oltre il 40% per la
specialistica ambulatoriale.

3. È necessario partire da una programmazione socio-sanitaria a
livello regionale e territoriale, con la definizione di obiettivi in relazione
all’analisi dei bisogni di salute sulla base dei dati epidemiologici e delle
determinanti sociali di salute, che si traduca in un Piano Socio-Sanitario
Regionale (PSSR) vincolante anche per la ripartizione delle risorse finanziarie
tra i territori.

4. L’accreditamento e l’autorizzazione delle strutture pubbliche e private devono essere rilasciati in base a criteri legati ai fabbisogni di assistenza definiti dalla programmazione socio-sanitaria.…

“Piazze piene e urne vuote”

Articolo di Ottorino Pagani:

“Il teatrino mediatico che riempie la nostra quotidianità tende a inglobare la “politica” in discussioni artificiali e “spettacoli” che riempiono ogni tanto le piazze, ma lasciano, ad ogni

elezione,
le urne elettorali sempre più vuote. Mi riferisco alle manifestazioni
documentate dai vari media in concomitanza con le recenti elezioni
amministrative che hanno visto un’ affluenza molto bassa, circa 53% al primo
turno e 44% al ballottaggio.

Da
un lato, grazie al contributo dei grandi mezzi di comunicazione, la “politica” sembra
mobilitare le piazze e le masse, d’altro lato influenza sempre meno,
concretamente e formalmente, lo sviluppo di un “benessere” e di una società più
equa. La propaganda mediatica, con una eccessiva semplificazione dei problemi e
il ricorso a espedienti retorici che si rivolgono alla pancia più che alla
testa, coltiva un’indifferenza sempre più diffusa, anche tra i pochi “praticanti”,
che allontana la gente dalla partecipazione alla vita comunitaria e a qualunque
acquisizione di responsabilità sociale, compreso l’esercizio del diritto di
voto.

Se
prendiamo atto che in Italia si registra la più elevata concentrazione della
proprietà dei mass media, che il cittadino medio trascorre davanti alla
televisione più ore e
legge meno libri di tutti i suoi pari europei, diventa difficile immaginare
come possiamo invertire questa tendenza che sta costruendo un solco
preoccupante tra cittadini e democrazia.

Anche
la “politica” locale non fa niente per “curare” la partecipazione dei
cittadini: non votare alle elezioni comunali significa semplicemente essere
disinteressati non rispetto ai grandi programmi nazionali distanti dalla nostra
quotidianità, ma anche al piano urbanistico del luogo in cui si vive, al
trasporto pubblico che consente di andare …

Casa della Salute?: Il PD (di Sesto) chiede un consiglio comunale aperto.

“Riceviamo e pubblichiamo:

La
salute a Sesto deve essere di casa! Regione Lombardia, su input del Governo, ha
mappato gli stabili che potranno diventare case di comunità od ospedali di
comunità, due forme di presidio sanitario territoriale previste dal PNRR e che
sono la principale risposta nazionale alle mancanze e debolezze dimostrate dal
sistema sanitario durante la fase più critica della pandemia.

Nonostante l’importanza della nostra città
per l’area metropolitana, ed in particolare per il Nord Milano, Regione non ha
identificato nessuno spazio adeguato alla costruzione di un presidio
territoriale. Vogliamo dirlo con chiarezza: la salute deve avere una casa a
Sesto San Giovanni e se la giunta Fontana non conosce le possibilità della
nostra città è compito del Sindaco portare avanti questa battaglia e far sì che
la voce dei sestesi sia ascoltata.

Come Partito Democratico di Sesto San Giovanni abbiamo già identificato e indicato uno spazio adeguato nel quartiere di Cascina Gatti, una proposta che la destra ha sul tavolo da oltre un anno ma che si rifiuta di ascoltare. Per questo, abbiamo presentato una mozione per chiedere la convocazione urgente di un Consiglio comunale aperto: Sesto non può permettersi di perdere questa opportunità e la giunta ha il dovere di dare voce alle opposizioni e ai cittadini. (Partito Democratico Sesto S. Giovanni) “

Qualcuno si muove.