6 Agosto 1945

A giant column of smoke rises more than 60,000 feet into the air, after the second atomic bomb ever used in warfare explodes over the Japanese port town of Nagasaki, on August 9, 1945. Dropped by the U.S. Army Air Forces B-29 plane “Bockscar,” the bomb killed more than 70,000 people instantly, with ten thousands dying later from effects of the radioactive fallout. (AP Photo)

Brutalismo: ancora?

di Ottorino Pagani:

“Uno stralcio tratto dal libro “Lessico metropolitano” di Gianni Biondillo: “… Chiamare uno stile architettonico “brutalismo” è un po’ come buttarsi la zappa sui piedi. Le origini del termine sono innocenti, viene dal francese “beton brut”. Cemento grezzo, a vista. Vorrebbe semplicemente descrivere la purezza, l’onestà dei materiali……. C’è nel brutalismo, in tutte le sue declinazioni globali, una pretesa di eticità quasi francescana. Come a dire: dopo la mattanza della guerra dobbiamo smetterla di essere frivoli. L’architettura sembrò aver messo il cappotto, il cappello e gli occhiali scuri, a seguito del funerale della cultura occidentale. Ricostruire l’Europa era anche ricostruire la moralità… Realizzando opere, come il Marchiondi Spagliardi a Milano, fatte da geometrie decise, cemento a vista, colori primari. Una palestra formale di sobrietà e purezza monastica….”

Nel post
del 5 marzo 2020 (ttps://www.quipadernodugnano.info/palazzo-inam-un-bene-culturale/)
abbiamo informato della registrazione dell’ex Palazzo INAM, progettato
dall’Arch. Marco Romano, presso l’archivio gestito dal Deutsches Architektur
Museum:  www.sosbrutalism.org .

Le
parole di Biondillo suggeriscono un parallelo con la situazione locale che si
sta occupando del futuro del Palazzo senza escludere la possibilità di
abbattimento o l’alienazione: il clima post pandemia e l’alba di un Piano
Nazionale di Ripresa e Resilienza per evitare il riscaldamento globale,
ripropongono, a mio avviso, le condizioni che hanno permesso lo sviluppo di
questo stile architettonico nel dopoguerra (anni 1950/1960), un periodo in cui
gli architetti diventano attori attivi del “cambiamento” con opere attente alla
sobrietà e con l’impegno diretto nelle amministrazioni comunali (vedi:
“Collettivo di architettura” nato nel 1949 e la “Lega dei Comuni Democratici”
nata nel 1947) con l’obiettivo comune di “rafforzare e

Manutenzione della città(3)

Da qualche settimana il Parco Borghetto è stato finalmente riaperto al pubblico. E questo grazie al servizio gratuito di alcuni volontari dell’associazionismo.

Ma nessuno dei responsabili dei Lavori pubblici o della manutenzione del verde si è ancora preoccupato di informare i cittadini sugli orari di apertura.

Un foglio anche scritto a mano sarebbe sufficiente a sostituire quello che vedete in fotografia e che anche oggi fa “brutta mostra” di sè.

E’ un problema di manutenzione o di incuria e disinteresse?

Invano i passanti chiedono, al primo che incontrano in via Borghetto: “a che ora apre il Parco” ?

3 agosto 2021: un anno di lotta contro le vasche

Dal sito DialogoNews riportiamo l’articolo di Franco Pontoriero del 30 luglio:

“Le sentinelle del territorio presidiano il giardino di via Papa Giovanni per protestare contro i lavori della vasca di laminazione sull’area Parco Nord nell’anniversario dell’Ecocidio.

Com’era la zona prima dei tagli degli alberi

BRESSO – I cittadini che da un anno si battono contro
la distruzione del verde del Parco Nord e la cementificazione della zona per
costruire la vasca di laminazione per le acque del Seveso in piena, non
desistono dalla protesta e hanno programmato una giornata di lotta in occasione
dell’inizio dei lavori, il 3 agosto. I cittadini che hanno organizzato la
protesta si ritrovano nel giardino di via Papa Giovanni a Bresso alle 10.30 per
ricordare il danno causato all’ambiente.

Il
Comitato ha riassunto in un comunicato la storia di questo intervento che da un
anno mobilita centinaia di persone.

 “Quel maledetto giorno è stato un anno fa,
precisamente il 03 agosto 2020. Al mattino presto, ore 7.30,
le prime
ruspe hanno cominciato a fare il loro sporco lavoro, cioè abbattere alberi e
scavare terra per
realizzare la vasca di laminazione del Torrente Seveso
a Bresso, in un’area del Parco Nord e a ridosso
di vari condomini. Un
anniversario triste.

Come si presenta oggi la zona.

 Un anno di proteste di cittadini, comitati No vasca, associazioni ambientaliste contro questa scelta politico amministrativa sbagliata, perché legata a progetti di emergenza contro le esondazioni del Seveso superati e fautori di ulteriori disastri ambientali.
Un anno, dall’altra parte, dalla parte delle varie istituzioni, Comune di Milano, Città Metropolitana, Regione Lombardia, di sordità assoluta, di muro di gomma e addirittura

“Matita solidale”

Ricevo da Laura Bassanetti il seguente messaggio:

“I genitori delle scuole di Incirano lanciano ” Matita solidale”, iniziativa benefit per le famiglie in vista della ripresa dell’anno scolastico.

Ogni anno la spesa per
l’ acquisto di materiale scolastico pesa sui genitori degli studenti, messi a
dura prova da rincari ed erosione salariale quando non precarietà ed
instabilità economica.

I cittadini hanno preso direttamente l’iniziativa e si propongono di aiutare più famiglie possibile anche incentivando reti stabili di mutuo aiuto, autogestione, partecipazione e solidarietà.

Tutto si svolgerà il prossimo settembre, nel rispetto delle norme Covid, nel quartiere Incirano fuori dalle scuole.”

Cordiali saluti

Laura Bassanetti per il Comitato per la Scuola Pubblica Paderno Dugnano