2,8 milioni per Fiumi Seveso, Lambro e Torrente Lura

In arrivo finanziamenti su territori interessati dai 3 ‘Contratti di Fiume’

“La Giunta regionale lombarda, su proposta dell’assessore al Territorio e Protezione civile, Pietro Foroni, ha approvato martedì 3 novembre finanziamenti sui territori interessati dai tre ‘Contratti di Fiume’ promossi e coordinati da Regione Lombardia sin dai primi anni 2000.
Grazie a un finanziamento del valore complessivo di oltre 2,8 milioni di euro, è previsto lo sviluppo di azioni e progettualità di elevato valore ambientale, fruitivo e didattico.

Opportunità
di incontro e programmazione

“Per
il territorio lombardo, ricchissimo di fiumi, laghi e torrenti, i Contratti di
Fiume rappresentano un’opportunità di incontro e di programmazione condivisa
con le diverse realtà del territorio alla quale Regione Lombardia ha sempre
creduto – ha commentato l’assessore Foroni – soprattutto quali strumenti
volontari di programmazione nella lotta all’inquinamento e nella protezione
dell’ambiente e degli ecosistemi fluviali, e per mitigare gli effetti delle
inondazioni e della siccità”.

Seveso

La prima azione riguarda il territorio comunale di Paderno Dugnano e il territorio della Città Metropolitana. Territorio dove saranno investiti 2,7 milioni di euro tra il 2020 e il 2022, destinati all’Ufficio d’ambito della Città Metropolitana, ente attuatore del progetto ‘Seveso River Park’. L’obiettivo è aggiornare il Programma d’Azione del ‘Contratto di fiume Seveso’. Modificando la scheda relativa al censimento scarichi lungo l’asta del Seveso e dei suoi principali affluenti. E soprattutto quello di finanziare appunto la nascita del ‘Seveso River Park’. Ovvero un ‘parco dell’acqua’. Che coniuga opere di trattamento delle acque meteoriche (in capo al Servizio Idrico Integrato) con opere paesaggistiche, naturalistiche e fruitive.”

ASST Rhodense: ancora tu?

Ieri, come molti cittadini, ho provato a prenotare il vaccino antinfluenzale secondo le indicazioni dell’ASST Rhodense attraverso il call center. Dopo qualche tentativo mi sono accorto che dal sito del Comune di Paderno Dugnano si avvertiva che a causa di un malfunzionamento dei sistemi informatici del call center regionale, le prenotazioni per il vaccino antinfluenzale attraverso i numeri 800.638.638 da linea fissa e 02.999.599 da cellulare in questo momento non consentono di avere un appuntamento su Paderno Dugnano. Il Comune ha urgentemente interessato gli enti preposti che stanno lavorando ad una celere risoluzione del problema. Vi comunicheremo tempestivamente quando il servizio sarà ripristinato e regolarmente funzionante.”

Non restava che utilizzare il servizio on-line. Utilizzo non disponibile ad ogni cittadino, specie se anziano. Siamo poi riusciti a sapere che forse dal 7 novembre la modalità telefonica tornerà nella disponibilità di tutti  i cittadini. Un bel disservizio e una domanda: ma il 7 novembre quanti cittadini di Paderno Dugnano troveranno ancora vaccini disponibili vista la carenza, di cui si parla, di dosi disponibili in Lombardia ? La domanda è beffarda ma va posta. Dal sito di ASST Rhodense ovviamente silenzio; da quello di ATS Milano altrettanto.

La situazione poi della prevenzione e cura per il Covid 19, vista la recrudescenza dell’epidemia anche in città, è altrettanto incomprensibile. Quello che si avverte è la mancanza di di sensibilità e attenzione di ASST Rhodense per il territorio Padernese. Ne abbiamo avuto diverse conferme.

1.Io stesso ho chiesto il 25 maggio e il primo giugno informazioni circa la costituzione di una USCA per il nostro territorio senza avere ad oggi nessuna risposta;

2.Mi risulta …

Architetture da valorizzare

Pubblico volentieri una segnalazione interessante di Ottorino Pagani:

“Un altra costruzione di Paderno Dugnano viene inserita nell’archivio storico del Museo Tedesco di Architettura (DAM).

IL Museo di Architettura Tedesco (DAM) inserisce nel suo archivio un altra costruzione di Paderno Dugnano.

Dopo il Palazzo INAM (vedi post del 20 marzo 2020 su questo blog: ttps://www.quipadernodugnano.info/palazzo-inam-un-bene-culturale/) viene accolta la segnalazione di un cittadino dell ‘edificio di via Alessandrina riportato in fotografia;

Le informazioni archiviate, e in via di completamento, sono disponibili al link: http://www.sosbrutalism.org/cms/15802395#19697529        

Considerando il rilievo internazionale di questa registrazione, non è il caso di evidenziare queste costruzioni di architettura “brutalista” anche sulle mappe di Paderno Dugnano e segnalarli con opportuni cartelli descrittivi (italiano/inglese) posti in prossimità? “

Coronavirus: 35° aggiornamento e appello del Sindaco

Dal sito del Comune di Paderno Dugnano:

AGGIORNAMENTO – 29.10.2020: ORE 18.00
Emergenza Coronavirus. Anche nell’ultima settimana abbiamo registrato una costante crescita dei contagi da Covid19 in tutta l’area metropolitana di Milano, compresa la nostra città. Dai dati visibili ai Sindaci sul portale ATS in continuo aggiornamento, i casi attualmente positivi con relativa anagrafica, a Paderno Dugnano sono 418 di cui 21 ricoverati presso strutture ospedaliere. …

No che non “andrà tutto bene”

Eccoci alla seconda ondata dell’epidemia. E ci
sembra di essere ancora indifesi. Ritorna la paura e, in qualche misura, anche
l’angoscia. Ce la faremo? Anche questa volta?

L’ottimismo, quasi infantile, della prima ora (“andrà tutto bene”) ha lasciato il posto allo scetticismo. Intendiamoci per me il governo, gli enti locali (chi più chi meno), la sanità pubblica e l’intera società italiana hanno affrontato bene l’emergenza sanitaria e sociale. Anche nella nostra Città. Ma ora, di fronte all’impennarsi della “curva subdola e repentina” del nuovo contagio come l’affronteremo? Come prima?

E’ palese a tutti che la stessa risposta risulterà insufficiente per la vastità della crisi economico e sociale. Il sistema Scuola reggerà? La sanità pubblica è stata rinforzata? E i trasporti ? E gli orari delle città sono stati cambiati? E le priorità sociali sono state riviste, ricalibrate? Niente di tutto questo.

Ma quello che lascia più perplessi è la mancanza di un progetto di futuro per il paese, in termini di risposte di fondo. Ancora una volta il motto sarà “fare in fretta perché tutto ritorni come prima”? Se è comprensibile che questo pensiero alberghi nelle teste di Confindustria e delle forze della destra italiana, non lo è per la sinistra. Non più. Non ce lo possiamo più permettere.

Di fronte alla rabbia sociale delle categorie autonome , di quelle meno tutelate e di quelle più esposte alla crisi non bastano più le risposte dei DPCM governativi.

 ”Le forze sindacali e i partiti di sinistra, in particolare quelli che stanno al governo, devono farsi carico del momento, tra i più drammatici della nostra storia, affrontando l’esplosiva miscela sociale.