RE3 e il cosiddetto “diritto edificatorio”

A commento dell’articolo precedente un cittadino mi ha inviato un interessante stralcio dell’opinione di un importante avvocato urbanista milanese che vi propongo di seguito:

“Il cosiddetto ius
aedificandi”.

Sul piano pratico, c’è una importantissima conseguenza da
sottolineare. Se la “proprietà collettiva” “prevale” su quella privata, ed il
contenuto della proprietà privata è soltanto quello previsto dalla “legge”, davvero non c’è più alcuna possibilità di riconoscere
il “ius aedificandi”, come insito nel diritto di proprietà privata.
Il diritto di edificare è rimasto nei “poteri
sovrani del popolo”, rientra cioè nei contenuti della proprietà collettiva del
territorio e non risulta affatto “ceduto” a privati con la “cessione” di
parti del territorio a singoli cittadini.

Quando ci lamentiamo degli scempi paesaggistici, della
cementificazione, delle distruzioni della natura non possiamo limitarci alla “denuncia”: è un nostro “diritto di
proprietà collettiva” che è stato leso, e questo diritto è ben più grande e più
tutelato del diritto di proprietà privata. E, comunque, come si è detto, il
ius aedificandi non ha nulla a che vedere con il diritto di proprietà privata.
Non c’è nessuna disposizione del codice civile che lo preveda e lo si è fatto
discendere dal semplice convincimento che la proprietà si estenda
usque ad coelum et usque ad inferos. Questo poteva valere per il “dominium ex iure Quiritium”, non certo per il moderno concetto di “proprietà privata”,
che, da sempre ha dovuto fare i conti con i “limiti posti
dall’ordinamento
giuridico”. Il diritto di superficie è distinto dal diritto di proprietà e,
d
altronde, le leggi urbanistiche consentono ledificazione
solo a seguito di una

Brutta notizia da Sesto San Giovanni

Secondo la sezione di Sinistra Italiana di Sesto San Giovanni è stata rimossa la targa dedicata al presidente Sandro Pertini, dopo il restyling dei giardini di via Fiorani.

Sinistra Italiana chiede che il ripristino della targa che dedica quello spazio pubblico all’amato Presidente della Repubblica. “Sia rispettata e onorata la storia di combattente per la Libertà di Sandro Pertini dall’occupazione nazifascista, di protagonista delle lotte sociali per la difesa dei lavoratori e delle lavoratrici, di garante dei diritti di quella Costituzione repubblicana che lui stesso aveva contribuito a scrivere”, scrive la sinistra in una nota.

“Spinta dal consueto furore ideologico, l’Amministrazione
comunale prova ora a cancellare la memoria del Presidente. A lui erano
intitolati i giardini di Spazio Arte ma evidentemente una targa per un
Presidente socialista e partigiano non poteva risultare gradita alla Giunta di
destra. E così, come fatto ben notare da Paolo Vino che per primo ha denunciato
la cosa, hanno approfittato del solito restyling di facciata dei giardini per
cancellare il riferimento a quel nome, sperando forse di farla franca e che
questo oltraggio alla memoria collettiva passasse inosservato”, scrive Sinistra
Italiana.

La salute è un diritto costituzionale

Articolo di Ottorino Pagani:

Roma 24 giugno: in Piazza con la CGIL per la salute e la
Costituzione.

Art. 32 della
Costituzione: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto
dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli
indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario
se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i
limiti imposti dal rispetto della persona umana.”

La manifestazione di
Roma ci ricorda la “vera partita” che oggi è in corso: la riqualificazione del
sistema sanitario pubblico, la responsabilità pubblica della gestione della
sanità e l’urgenza di una politica radicale che metta “al centro” il diritto
fondamentale alla salute. Un sistema che recuperi l’impostazione con cui fu
istituito negli anni Settanta: “salute” non è solo “sanità”, è integrazione
dell’intervento sanitario e di quello sociale, è centralità del momento
preventivo, è tutela della salubrità dei posti di lavoro e dell’ambiente. E’
quindi cura del territorio e per questo deve avere una capillare organizzazione
territoriale e una “governance” locale partecipata.

Non può essere un
sistema privatizzato in balia dei meccanismi e delle logiche di mercato,
non  può essere un sistema in ostaggio a
misure di prestazioni senza senso in nome di una falsa autonomia differenziata
e non può continuare ad ignorare le pesanti ricadute sulla salute di città
asfissiate dallo smog, dall’inquinamento e dal consumo d suolo.

E il ponte ciclopedonale sulla FNM?

Il Comune di Paderno Dugnano informa che la:

“Città metropolitana di Milano dispone limitazioni, restringimenti, deviazioni, e/o chiusure temporanee lungo la ciclovia del Villoresi dal 28 giugno 2023 fino al 31 marzo 2024 per la realizzazione di lavori di manutenzione straordinaria di messa in sicurezza delle piste ciclabili e ciclovie metropolitane.

La chiusura e la riapertura delle
tratte della Ciclovia Canale Villoresi saranno rese note all’utenza tramite la
collocazione e la rimozione dell’apposita segnaletica stradale.

Per l’ordinanza Città metropolitana di Milano n. FF226897Y del 25/06/2023 clicca qui

Grave interrompere il “servizio “nel periodo estivo e più grave ancora non dire nulla sullo stato dei lavori del ponte ciclopedonale sulla FNM fermo ormai da mesi.