L’allarmismo di “Paderno cresce”

Una volta li chiamavano “estremisti di centro” ed era un’appellativo rivolto soprattutto ai seguaci di Comunione e Liberazione. Oggi possiamo attribuire questo “atteggiamento politico” ai suoi epigoni locali: quelli della Lista Paderno Cresce, o meglio almeno a Roberto Boffi. Il quale, dopo essere stato in giunta per dieci anni con M.Alparone e G.Bogani condividendone tutte le scelte senza fare alcun plissè, oggi lancia l’allarme di un pericolo per i cittadini che nascerebbe dagli alberi piantumati in via Serra e in via Europa:” Ormai non è più solo una questione ambientale-tuona da un video della Lista-, ma si parla della sicurezza dei nostri cittadini. Questi alberi non sono adatti alle nostre città..”

Si potrebbe provocatoriamente rispondergli –con la stessa faccia tosta- con una domanda: “perché in dieci anni di governo non ha fatto togliere quegli alberi pericolosi e non li ha fatti sostituire con altri più sicuri?”. Ma, appunto, è una domanda inutile.

La verità
è che non si vuole comprendere che è cambiato il clima, che siamo in un’epoca
di “ebolllizione” del pianeta, non più e non solo di “riscaldamento” del
pianeta.

Ora si deve pensare ad un’altra organizzazione della città, delle sue infrastrutture, dei suoi corsi d’acqua, della sua impermeabilità, della sua temperatura. Ed è un impegno che riguarda tutte le città, anche la nostra, particolarmente fragile ed esposta. Il Seveso, le vasche di laminazione, il parco dell’Acqua sporca, i secondari e il Villoresi, le falde, le fognature, l’impermeabilizzazione (PGT)..sono da rivedere anche nelle normative, spesso non di competenza comunale.

Ora invece di affrontare come risolvere questi nuovi problemi, come sarebbe compito di una Lista di centro …

Segnalazione danni ..

Dal sito comunale riporto la seguente segnalazione:

Emergenza nubifragi e segnalazione danni

A causa dei violenti
nubifragi che si sono abbattuti negli ultimi giorni sulla nostra Città, sono
tuttora in corso operazioni di messa in sicurezza, recupero di piante e
fogliame e completa verifica di tutti i parchi, giardini e aree pubbliche,
compresi i camminamenti e i percorsi ciclopedonali.

É ancora in corso di stima l’entità dei danni, ma sono state
superate tutte le situazioni di criticità registrate a seguito degli eventi
grazie alla sinergia messa in campo dagli addetti comunali, dalle Forze
dell’Ordine, dalla Protezione Civile, dai Vigili del Fuoco e da tutti gli
operatori dei servizi comunali attivati per far fronte all’emergenza: a tutti
va la nostra gratitudine per il grande sforzo messo al servizio della comunità con
generosità e instancabile impegno

Un lavoro che sta proseguendo ancora oggi e, confidando in
previsioni meteo più rassicuranti, andrà avanti anche nei prossimi giorni. Si
raccomanda comunque la massima attenzione per la fruizione di aree attrezzate e
percorsi in aree alberate, soprattutto a quelle in cui sono segnalate situazioni
di pericolo.

Si evidenzia che l’Amministrazione Comunale ha avviato una raccolta delle segnalazioni dei danni subiti anche per abitazioni private e attività produttive che verranno inoltrate tramite il portale messo a disposizione da Regionale Lombardia. La procedura prevede che gli Enti locali segnalino alla Regione i danni (pubblici e privati) conseguenti ad eventi calamitosi naturali entro 7 giorni dal verificarsi dell’evento stesso.

Pertanto, i cittadini e le attività produttive possono compilare
l’apposita scheda che si trova in fondo alla notizia dichiarando una
descrizione e una stima sommaria dei danni subiti.

I …

Una discussione fuorviante?

Dal settimanale Il Notiziario leggiamo del risultato del Forum dei cittadini convocato sul tema delle vasche di laminazione del fiume Seveso di Senago.

Le preoccupazioni dei cittadini di Senago continuano e si scontrano con i “muri di gomma”…Una nota: le vasche di Senago hanno una capacità di un 810.000 mc, quelle previste a Paderno Dugnano – Varedo di 2.180.000 mc .

Forse qualche riflessione andrebbe fatta anche a Paderno Dugnano.

Rogo Rsa di Milano, lo Spi Cgil sarà parte civile

Dopo il grave incendio che ha coinvolto la RSA del Comune di Milano, tornano al centro le insostenibili condizioni delle gestioni in appalto di alcuni servizi sociali. Anche il sindaco pensionati SPI-CGIL prende una posizione dura. Di seguito il loro comunicato stampa:

“Cinque giorni fa il tragico rogo divampato nella residenza per anziani “Casa per i Coniugi” di Milano e costato la vita a sei anziani, con 80 feriti. Un fatto inaudito e di cui vanno accertate le responsabilità: per questo lo Spi Cgil si costituirà parte civile nel processo.  Ad annunciarlo lo Spi Cgil di Milano e lo Spi Cgil Lombardia con il sostegno della struttura nazionale.

“Giustizia e verità per le vittime –
spiega il segretario generale dello Spi Cgil nazionale Ivan Pedretti – sono la nostra priorità. La nostra
organizzazione aveva già avviato negli scorsi anni un’attività di monitoraggio
delle strutture per anziani in Italia, oggi il presidio e la vigilanza su di esse diventa imprescindibile e
intendiamo richiamare le amministrazioni pubbliche alle loro responsabilità.
Non solo la salute e la sicurezza degli anziani ospitati in queste strutture
deve essere sempre garantita ma non si può neppure lasciare solo il personale
che spesso si trova a operare sottodimensionato e in condizioni di enorme
difficoltà”.

Per il sindacalista questo paese deve
tornare a prendersi cura degli anziani. Serve una riforma delle case di riposo
e delle Rsa

A Milano, lo scorso febbraio, i
pensionati di Cgil, Cisl e Uil avevano siglato un
accordo con il Comune 
per l’avvio di un tavolo di confronto
sulle strutture socio-sanitarie territoriali e sulla loro evoluzione con una
particolare attenzione proprio a …

Papa Francesco e i preti operai

Ieri, 11 luglio, ho letto un Interessante articolo da “Il Fatto Quotidiano” a firma di Carlo Giorni dal titolo “Dopo 38 anni di pregiudizi (e accuse di comunismo) la Chiesa si riconcilia con i preti operai” a cui rinvio e che mi da modo di ricordare l’esperienza di un prete operaio padernese.

Il giornalista racconta le alterne vicende italiane
dei preti operai che a partire dal Concilio Vaticano II, e dopo la
contestazione operaia e studentesca del 1968, ebbero una certa diffusione in
molte realtà d’Italia. Esperienza contrastata spesso dalle autorità religiose e
che cominciò a declinare a partire dagli anni 80 perdendosi anche nella
tradizione cattolica. Certamente non ebbe fortuna presso i due papati di Wojtyla e
di Ratzinger.

Ora però –afferma
Giorni- “Il filo
spezzato è stato riannodato in questi giorni, 38
anni dopo, ad opera del cardinale
Matteo Zuppi che ha convocato a Bologna i preti operai ancora vivi e
operanti per dire loro che sono un fiore all’occhiello di papa Francesco: “Talvolta la
vostra aspra critica alla
Chiesa può aver radicalizzato le posizioni, ma penso che oggi sia il momento di
ribadire a tutto tondo che la vostra è un’esperienza
di Chiesa. Senza di voi i modelli di evangelizzazione sarebbero più
stantii. Per questo desidero rendere lode al Signore per quello che siete e che siete stati”.

Noi cogliamo l’occcasione per riannodare il
filo della nostra memoria cittadina per ricordare Cipriano Cortinovis il prete
operaio bergamasco che divenne prima operaio della Tonolli e poi sindacalista.

Ricordiamo Cortinovis, il cui ritratto potete leggere nel libro di Luigi Minuti ( Profili di preti operai bergamaschi al crepuscolo della rivoluzione industriale) perché lui fu, insieme ad altri, protagonista delle …