Un saluto a Vittorio Bellavite

E’ morto il 12 aprile a Milano Vittorio Bellavite,
coordinatore e portavoce nazionale del movimento ecclesiale “Noi siamo chiesa”
che esprime da decenni la posizione dei cattolici di base, spesso anche in
disaccordo con le posizioni ufficiali del mondo vaticano. Esponente della
Rete pace e disarmo, fondò la sezione italiana dell’Imwac (International
movement we are church) nato nel novembre del 1996 che si collocò subito
all’interno della Rete pacifista.

Vittorio Bellavite è stato il segretario provinciale di Milano dell’MPL (Movimento politico dei Lavoratori) per poi, dopo le fallimentare esperienza elettorale del 1972, entrare nello PSIUP e poi fondare con gli ex psiuppini di Miniati e Foa il Partito d’Unità Proletaria. Vittorio e gli altri confluirono infine in Democrazia Proletaria. Fu fondatore dei Cristiani per il Socialismo un movimento cristiano di base che si ispirava alla teologia della liberazione dell’America Latina. Quel movimento fatto di parrocchie, chiese di base, preti operai fu fortemente ridimensionato con la scelta del PCI di affrontare il rapporto con le masse cattoliche con la scelta del compromesso storico.

Io ho solo uno sfuocato ricordo di un incontro con Vittorio Bellavite nel lontano 1971, quando insieme ad un gruppo di amici, lasciammo l’Oratorio di Palazzolo e ci ritrovammo in via Borghetto. Lì cercavamo una strada diversa per continuare a crescere. Chi con la musica, chi con il teatro e chi con l’impegno “civile”. Ricordo alcuni incontri di quell’anno.

Con Tonino Govoni, segretario del PCI di Palazzolo, con un gruppo di Lotta Continua di Varedo, con i cattolici di Cusano, con il gruppo “Facciamo qualcosa?” di Palazzolo e anche con Vittorio Bellavite del MPL di Milano. …

Per il ponte è la volta buona..

Secondo Il Notiziario di ieri a Paderno, riprendono i lavori per la costruzione del ponte.

“Dalla prossima settimana è attesa la ripresa dei lavori nel cantiere del ponte tra via Battisti e via Camposanto. Questa settimana è arrivato il via libera dopo la bonifica dagli ordigni bellici effettuata nella seconda metà di marzo, una volta che si era conclusa la demolizione. Con la ripresa del cantiere nei prossimi giorni si assisterà alla costruzione della nuova spalla sul fronte di via Camposanto.”

Atlas Copco di Paderno: Solidarietà operaia in campo

Comunicato ANSA del 14 Aprile:

Mamma monoreddito licenziata da Atlas Copco Blm, sciopero. Fiom-Cgil,”su sito ‘salvaguardare persone’ ma abisso con realtà”

(ANSA) – MILANO, 14 APR
– Una dipendente part-time, madre di tre figli minori in una famiglia
monoreddito, licenziata dalla sede di Paderno Dugnano (Milano) della Atlas
Copco Blm che ha circa 120 addetti ed è specializzata in strumenti e software
per il controllo di qualità.

Questo il motivo dello
sciopero “in massa” – spiega la Fiom-Cgil – attuato questa mattina
dai lavoratori.

 La multinazionale svedese ha sedi in molti Paesi e oltre 49.000 dipendenti ricorda il sindacato che denuncia come sul sito dell’azienda si legga “Abbiamo una lunga tradizione di sostenibilità nelle nostra attività. Ciò significa che facciamo tutto il possibile per creare valore duraturo salvaguardando le persone, i profitti e il pianeta” mentre “tra questa frase e la realtà ci sia uno scarto abissale”. “Giusto per ‘salvaguardare le persone” la società “venerdì 7 aprile ha augurato Buona Pasqua a una lavoratrice consegnandole un preavviso di licenziamento e allontanandola immediatamente dall’ufficio; motivo dell’annunciato licenziamento: una riorganizzazione aziendale. Una riorganizzazione secondo la quale una lavoratrice part time, monoreddito e con tre figlie minori a carico è di troppo”.
    Dipendenti e Fiom-Cgil dopo un’assemblea hanno deciso lo sciopero e chiedono il ritiro del suo licenziamento. “Questa mattina, in un meeting prima dello sciopero – conclude l’organizzazione dei metalmeccanici – l’azienda ha mostrato ai lavoratori una slide sulla riorganizzazione in cui tra le altre cose si legge: ‘Questa decisione – di licenziare una lavoratrice (ndr) – è stata molto difficile ma estremamente importante per la nostra attività e la nostra …

“Piacere” cosa?

Due fatti nuovi interessano la vita politica locale, a seguire la stampa. L’ipotesi di un nuovo assessore in giunta, a un anno dalla scadenza del mandato amministrativo e il lancio di una nuova pagina facebook “Piacere Paderno Dugnano “con slogan e “simbolo” che fanno pensare alle prossime elezioni del 2024.

Cosa significano queste due novità?

Negli ambienti della maggioranza tutti abbottonati. Noi abbiamo registrato solo perplessità, mugugni e contrarietà. Aspettiamo qualche chiarimento, non solo noi.

Politiche energetiche?

Articolo di Ottorino Pagani:

“Tra settembre 2022 e febbraio 2023, in Italia, la domanda di gas è scesa del 20% rispetto allo stesso periodo dei tre anni precedenti. Un calo in linea con quello europeo che ha visto 380 miliardi di metri cubi del 2021 ridursi a 330 lo scorso anno. Risparmi, efficienza energetica e sviluppo delle fonti rinnovabili incidono per l’80% su questa riduzione, contribuendo in modo sostanziale, a sostituire 39 miliardi di metri cubi di gas russo. Le future “politiche” saranno in grado di consolidare gli sforzi virtuosi di famiglie e imprese nel ridurre i consumi? Si continuerà con l’attuazione di “politiche” a sostegno delle azioni di risparmio ed efficienza – che da soli abbassano i consumi di oltre il 14% – e dello sviluppo delle rinnovabili per riportare in sicurezza il sistema energetico?

E sul tema dell’economicità energetica si affronterà
la necessità di avere un “mercato regolato dell’energia”? Forse è il momento di
essere più precisi, basta giri di parole buone per ogni tempo,  è necessario prendere  subito posizione sulla continuazione del
“mercato tutelato”, bloccando le false liberalizzazioni che producono
intermediazione di un bene comune, e per iniziare davvero un ripensamento  profondo su come ricostruire, insieme, un
futuro.

Per il Codacons: “la fine del mercato
tutelato dell
energia
va abolita definitivamente ….. Per evitare il caos e offrire maggiori
garanzie a cittadini e imprese, il nuovo Governo dovrà necessariamente bloccare
la fine del mercato tutelato dell
energia,
misura su cui la stessa Arera ha espresso nei giorni scorsi forti perplessità”.

Per Federconsumatori: “la proroga deve
essere l
occasione per ripensare e aggiornare