Tra i luoghi del FAI da vedere c’è certamente Villa Panza a Varese. Non solo perché un luogo di delizie ma anche perché vi si trova una delle più celebri collezioni d’arte contemporanea costituita da Giuseppe Panza di Biumo. Inoltre fino al 15 ottobre 2017 questa splendida dimora è arricchita dalla personale di Robert Wilson “Tales”. Video installazioni che dialogano con armonia sorprendente con il tardo settecento della dimora, con il suo giardino e i suoi arredi e con l’arte contemporanea, soprattutto americana. Ma procediamo con ordine.
“Villa Menafoglio Litta Panza di Biumo”, circondata da un magnifico giardino all’italiana, è stata costruita alla metà del XVIII secolo per volontà del marchese Paolo Antonio Menafoglio e ampliata in epoca neoclassica dall’architetto Luigi Canonica, su incarico del duca Pompeo Litta Visconti Arese. E qui nel giardino la prima sorpresa: una casa American Shaker, pensata appositamente da Bob Wilson, (A house for Giuseppe Panza) e dedicata appunto al collezionista d’arte contemporanea, sembra ritrovarsi con naturalezza, tra lecci secolari e rododendri nel silenzio.
La villa è celebre nel mondo per la collezione d’arte contemporanea che Giuseppe Panza di Biumo vi ha raccolto a partire dagli anni ’50. Nei saloni e nelle grandi scuderie, sono oggi esposte oltre cento opere di artisti contemporanei, oltre a ricchi arredi del periodo che va dal XVI al XIX secolo e ad un’importante raccolta di arte africana e precolombiana.
Nello snodarsi delle sale si respira una pacata armonia tra arredi, grandi quadri monocromi di artisti americani come Sims, Simpson, Fredenthal, Cole e installazioni temporanee di Bob Wilson. Queste sono dei video portrait, ad alta definizione. A Villa Panza sono esposti i video portrait di Robert Downey jr., Isabella Rossellini, Roberto bolle, Renèe Fleming, Zhan Huan, Lady Gaga, Brad Pitt, Gao Xingjian ma anche ventitré gufi bianchi, una volpe e una pantera nera.
“Grazie alla tecnologia digitale, l’artista sta sperimentando da anni nuove modalità per cogliere quei processi graduali, impercettibili e al tempo stesso inarrestabili, di trasformazione dell’universo intimo dei soggetti interessati”.
Emozionante e anche inquietante osservare la citazione della Lezione di anatomia del dottor Tulp di Rembrandt, dove il soggetto del video non è un cadavere ma un uomo vivo che respira e partecipa alla dissezione del suo corpo. Si resta incantati ed ipnotizzati nell’osservare The death of Marat (citazione da Jacques-Lousi David del 1793) dove il corpo di Lady Gaga emerge lentamente e soavemente dall’oscurità oppure la rappresentazione della Madamoiselle Caroline Riviere (ritratto di Jean Auguste Dominque del 1806). Da non perdere poi la straordinaria collezione permanente con le opere visive di Robert Irwin, James Turrel e le stanze di Dan Flavin dove la luce naturale e al neon recita da protagonista assoluta. L’ultima nota il tributo di Wim Wenders a Ground Zero. “Considero Villa Panza un luogo che rappresenta il cuore della cultura europea e al tempo stesso, grazie alla collezione Panza, l’unione tra l’Europa e l’America nella sua piena espressione.” (Wim Wenders).
Per una migliore presentazione della mostra consiglio:
https://www.youtube.com/watch?v=CBtOqYY7jP8.
