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Immigrazione o invasione? Cominciamo a ragionare sui dati

Che il tema dell’immigrazione sia il preferito dal Ministro della “Crudeltà” è un fatto. Come è un dato di fatto che gran parte della popolazione italiana (anche di sinistra) abbia un percezione alterata rispetto alla realtà dei fatti. Ma questa “percezione” è anch’essa un fatto condiviso da migliaia di cittadini europei; perfino dagli ungheresi dove l’immigrazione è quasi assente. Come contrastare questa deriva? Non conosco molte risposte se non quella della ragione. E la ragione mi dice che dobbiamo ripartire dai dati di realtà. Anche sul fenomeno immigrazione a Paderno Dugnano, sul quale tornerò nei prossimi giorni. Oggi partiamo da un articolo del Sole 24, noto quotidiano “estremista”. E’ un’analisi breve  di  Carlo Andrea Finotto,  che riproduco per stralci, e  che ci fornisce informazioni preziose relative al rapporto immigrati/sistema previdenziale, contributo dell’immigrazione nei settori economici e  problema demografico italiano. Di seguito l’articolo:

 

“Immigrati: il rapporto costi-benefici è positivo per l’Italia. Ecco perché”

Gli immigrati regolari residenti in Italia portano più costi o più benefici? La seconda che avete letto. E a dirlo, ripetutamente, sono una serie di studi e report statistici di soggetti autorevoli come la Fondazione Leone Moressa di Venezia e l’Inps.

Proprisul contributo degli immigrati all’equilibrio del sistema pensionistico italiano è ritornato il presidente dell’Inps Tito Boeri durante la relazione annuale, ribadendo quanto detto, peraltro, esattamente un anno prima – il 4 luglio 2017 – con un governo di segno opposto rispetto a quello attuale.

L’impatto sul futuro legato alla mancanza di nuovi immigrati regolari 
Boeri ha ribadito quanto va ripetendo da tempo e che nei giorni scorsi è stato contestato dal

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Profezia e Utopia Un commento di Sandro Bovassi

Il commento che segue è di Sandro Bovassi che ritrovate in seguito del mio post Nord Milano nera di ieri.

Poiché introduce una riflessione importante ritengo doveroso darne il risalto che merita, riportandolo in home page, per favorirne la lettura.

Al tempo stesso ringrazio per l’attenzione.

 

 

“Si è sempre in ritardo
Per quel che accadde ieri
Si può essere a tempo
Quando si coglie il ritmo
Si sarà sognatori
Poi ad immaginare
Quale sarà il futuro

Di seguito mi sono divertito a ritagliare una serie di indicazioni tratte da molteplici interventi (qualcuno riconoscerà…) sulle quali potrebbe partire un confronto-incontro di riflessione.
Disegnare assieme è più bello che rifiutare perché si usano pastelli dai colori diversi.

“”

Paderno Dugnano ha bisogno di persone/gruppi che lavorino insieme con competenza e passione per il bene di questa città.
Può nascere la convergenza di cui c’è bisogno. Una coalizione cioè che non scaturisca da geometrie politiche elaborate a tavolino, né da pretese di blasone o da opportunismi di sorta.
Restare sul piano della concretezza: chi ha voglia di lavorare insieme per un progetto di città più viva, più verde, più coesa, più sicura, più dinamica, più innovativa, più solidale, più eguale, più attrattiva… eccetera, eccetera… non deve fare altro che agire concretamente sul campo, coordinandosi con quanti operano per gli stessi obiettivi.
Risposte basate sul buon senso, sulla fattibilità, sulla concretezza. Io sono convinto che esista un’Italia che voglia il cambiamento, ma non l’avventura, che chieda soluzioni e non slogan, che cerchi esperienza, non improvvisazione.

L’espressione di un’Italia concreta, per bene, ragionevole, dell’Italia che lavora e che produce, che non vuole …

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Gig economy e decreto dignità. L'opinione di Ottorino Pagani

In queste prime settimane di “Governo del cambiamento” i media hanno fatto da “cassa di risonanza” ai soliti slogan del Ministro Salvini (vedi Acquarius ,Rom, Saviano, etc) e non hanno dato particolare rilievo a un possibile / presunto atto legislativo in gestazione presso il Ministero del lavoro : la bozza per regolamentare il lavoro tramite piattaforme digitali che il Ministro Di Maio ha definito “ Decreto Dignità “, riferendosi in particolare ai contratti precari dei fattorini per il cibo a domicilio.

Mi sembra opportuno richiamare l’attenzione, sia perché siamo di fronte al tema dei diritti sociali dimenticati / travisati dai recenti “Governi di centro sinistra”, sia perché il lavoro nell’era delle tecnologie digitali non è stato, a mio avviso, studiato e analizzato criticamente da chi avrebbe dovuto rappresentare/tutelare anche i “lavoratori digitali” ; ad esempio : “sindacati non pervenuti” , neppure al tavolo di lavoro per il “Decreto dignità”…..

Riporto di seguito uno stralcio dell’analisi, che condivido, di Marta Fana su “Il Fatto Quotidiano “ dal titolo “Legati all’algoritmo”:

“Il testo circolato al ministero appare all’avanguardia… La vera novità sta nel definire il rapporto di lavoro come subordinato se la prestazione lavorativa è svolta a favore di un’organizzazione (piattaforme, applicazioni e algoritmi) che appartiene al datore di lavoro o è elaborata per suo conto. Indipendentemente dall’autonomia nella scelta dell’orario di lavoro, di svolgere o meno la presentazione, ciò che definisce la subordinazione è la proprietà del sistema per cui si lavora e chi organizza il lavoro. Questa cornice non esclude la flessibilità oraria: sarà possibile stipulare contratti subordinati part time di poche ore al giorno. Si introducono però pieni diritti, …

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“Prima vennero a prendere gli zingari.. Ricordo del sermone di Martin Niemoller

Tutto lo sbraitare del ministro dell’Interno Salvini di queste settimane mi ha fatto tornare alla memoria il celebre sermone del pastore luterano Martin Niemoller, al tempo dell’ascesa del nazismo in Germania, che è ben rappresentato da questa immagine di Mauro Biani per “il Manifesto” di ieri. Non si può continuare a tollerare le parole di odio che vengono sparse al vento da questo imprenditore della paura.

Non ritengo esagerata la decisione di Roberto Speranza, deputato di Liberi e Uguali, di “denunciare Matteo Salvini, in base alla legge Mancino, per istigazione all’odio razziale. Si è superato il limite. Non bastano le parole, servono azioni concrete per fermare la deriva. Una denuncia è la direzione per arginarla”.

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Civismo contro i partiti? Del civismo (1)

Provo a rispondere all’osservazione che Giuranna (post del 12 giugno:La lezione del voto amministrativo) ricava dai risultati elettorali del 10 giugno in alcuni comuni vicini a noi,:” Un’indicazione importante, a mio parere, è la forza del civismo, sulla quale bisognerà riflettere l’anno prossimo anche a Paderno Dugnano (soprattutto in un momento così delicato per i partiti, ad eccezione del Carroccio).” Accolgo l’invito a riflettere. Partiamo dal “civismo”.

Che cosa è il civismo? Letteralmente il termine civismo deriva dal latino civis «cittadino»]. Secondo il vocabolario si può intendere come “Nobiltà di sentimenti civili, alto senso dei proprî doveri di cittadino e di concittadino, che spinge a trascurare o sacrificare il benessere proprio per l’utilità comune: dare prova di civismo. Questo atteggiamento prende anche la scena politica con la Rivoluzione francese (civisme).

Spesso in questi anni (soprattutto da “Mani pulite”) civismo e partiti sono stati in contrapposizione . A fronte di partiti, a volte, corrotti, incapaci o semplicemente distanti dai cittadini, il civismo si è manifestato come spirito partecipativo e di vicinanza ai problemi quotidiani delle persone e con un disponibilità maggiormente di servziio verso le istituzioni locali. Molti sono gli esempi positivi di un civismo forte e innovatore, in Italia e all’estero. Ma si può generalizzare? Tutto il civismo è sano e tutti i partiti sono malati? Non c’è anche una politica e dei partiti sani e al servizio degli altri e un civismo personalistico ben radicato nel piccolo potere locale? Non c’è stato anche un civismo (il proliferare di liste locali) che ha portato alla degenerazione della vita politica cittadina? Alcuni comuni vicini a