Categoria: Notizie

Home Notizie
Articolo

La battaglia contro i brevetti è urgente

Dopo “il vaccino per il pil” della Moratti ecco, con simile idea produttivistica il “basta con il criterio anagrafico. Sotto a chi lavora” di Bertolaso.

Quindi non dobbiamo vaccinare secondo il bisogno primario di cura ma secondo quello più funzionale al sistema produttivo; un tempo si sarebbe detto più funzionale al “Capitale”. Con una cultura così è chiaro come sia difficile impostare una battaglia per il diritto alla cura (Right to cure) che ha visto Vittorio Agnoletto tra i principali protagonisti. Una battaglia che vedrà l’ 11 marzo e il 7 aprile due giornate di mobilitazione per una moratoria sui brevetti per i farmaci e i vaccini Covid. Da novembre un comitato internazionale di ricercatori ha proposta una raccolta di firme: una Ice (iniziativa di cittadini europei). Ma per raggiungere questo obiettivo servono 1 milione dii firme a livello europeo.

L’obiettivo è ”proporre una modifica legislativa della Commissione Europea per garantire che i diritti di proprietà intellettuale, compresi i brevetti non ostacolino l’accessibilità o la disponibilità di qualsiasi futuro vaccino o trattamento contro la covid-19 e di “introdurre obblighi giuridici per i beneficiari di finanziamenti della Ue e per condividere la conoscenza in materia di tecnologie sanitarie..”

Serve un adeguato sostegno popolare e una presa di posizione dei parlamentari italiani e della sinistra in particolare. Già115 europarlamentari si sono detti favorevoli. In Italia si sono già raccolte 23.000 adesioni e ci sono 60 organizzazioni (Acli, Arci, Emergency..) che sostengono questa battaglia. Tocca ora anche a noi.

Per questo invito a firmare questa iniziativa dei cittadini europei sul sito di MEDICINA DEMOCRATICA. Per essere sicuri che la Commissione europea faccia …

Articolo

Per Luca Attanasio

Riporto l’editoriale di Don Ettore Dubini, del 28 febbraio 2021, nel ricordo del “limbiatese” Luca Attanasio.

“Vivi ora che sono morti.
Li conosciamo ora che sono morti. Luca Attanasio e Vittorio Iacovacci non devono essere ricordati per la morte ingiusta e tragica che hanno subito. Stavano li in Congo “ad aiutarli a casa loro” come spesso abbiamo sentito nella retorica di chi auspica, ma non fa.

Vanno ricordati non per la morte ingiusta, ma per il loro modo di vivere da giusti. Chi di noi sapeva di loro? Chi di noi ha apprezzato il lavoro di tanti che a “casa loro” portano passione, competenza, intraprendenza, umanità? Purtroppo il finale tragico di vite apparentemente normali li porta alla ribalta dell’opinione pubblica. Loro la miseria e l’ingiustizia non la vedevano da lontano, e hanno vissuto una forma di eroismo normale, compiendo ogni giorno il proprio dovere. Luca e Antonio il carabiniere vedevano ogni giorno miseria e ingiustizia e si prodigavano oltre il compito assegnato attivando opere umanitarie a favore di quelle popolazioni. Sul campo erano stimati e apprezzati.

Ma il loro lavoro non arrivava a noi. Fanno parte di quell’Italia che senza clamore porta nel mondo il meglio della nostra storia, della nostra cultura aperta e solidale. Dentro un sogno: ridisegnare il mondo in quella terra, il Congo, preda di affamatori senza scrupoli interessati allo sfruttamento delle enormi risorse a disposizione. Mario Delpini vescovo di Milano ha detto di Luca: “Ricordava il suo passato in oratorio, la sua educazione nella comunità cristiana, le radici della sua scelta professionale in una considerazione della fraternità universale che nella sua stessa famiglia si è realizzata”. …

Articolo

I diritti dei “riders”

La Procura di Milano ha chiesto, nei giorni scorsi, l’assunzione di 60.000 persone (rider) dimostrando, attraverso controlli capillari che questi lavoratori non sono autonomi. Queste persone non sono schiavi ma lavoratori subordinati gestiti in forma anonima, ma niente affatto neutra, da un algoritmo: è la tesi della Procura.

Le quattro aziende coinvolte (Just eat, Uber eats, Glovo e Deliveroo) hanno ricevuto delle ammende per non aver rispettato le norme su salute e sicurezza. Tali ammende ammontano a 733 milioni di euro.

E’ stato questo un altro passo avanti dopo la sentenza storica, stavolta dalla Corte Suprema di Londra, che ha riconosciuto lo status di lavoratore dipendente agli autisti di Uber e quella del ”Tribunale del lavoro di Bologna contro l’app e il sistema del ranking reputazionale che classifica e mappa i turni dei lavoratori di Deliverroo.

Oltre alla gioia per la vittoria e l’affermazione dei diritti di così tante persone, c’è anche un sentimento amaro per l’insufficienza della la politica, delle parti sociali, e dei i media che hanno chiuso occhi e orecchie per non vedere la realtà di sfruttamento e non sentire il grido di dolore della parte più debole del lavoro. E la sinistra?

Dobbiamo aspettare Michel Serra che, sulla Repubblica, si chiede ” perché a dare un colpo decisivo allo sfruttamento dei rider non è stata la politica, ma la magistratura”?…E aggiunge: “L’organizzazione sindacale e politica dei senza voce, degli sfruttati, della carne da profitto, è stata, per circa due secoli, la ragione stessa dell’identità, della cultura e dell’azione della sinistra”.

Oggi dov’è la sinistra?

Articolo

Il Giro 2021 passa da Paderno Dugnano

Paderno Dugnano al centro dell’attenzione dei media. Dopo la gag di Crozza sull’hinterland milanese e l’indice di attrattività immobiliare segnalato dal Sole 24 ore oggi è il sito del Cittadino di Monza a raccontare come il giro d’Italia passerà anche da Paderno Dugnano per il gran finale. Di seguito l’articolo del giornalista Stefano Arosio.

“Giro d’Italia 2021: crono da Senago per il gran finale, passaggio da Paderno Dugnano di Stefano Arosio

Svelato il percorso completo dell’edizione 104 della
Corsa rosa. Ultima frazione da 29,4 chilometri con partenza dall’area mercato
di Senago, prima dell’arrivo in piazza Duomo sotto la Madonnina

Serviranno 29400 metri, neanche 30 chilometri, per decretare il vincitore dell’edizione 104 del Giro d’Italia. E sarà necessaria l’appendice a cronometro per stabilire chi, sotto il Duomo di Milano, potrà alzare il Trofeo senza fine e prendersi un posto nella storia del ciclismo. Quel giorno sarà il prossimo 30 maggio, una domenica. E la corsa contro il tempo dei superstiti del Giro partirà da Senago, designata sede di partenza dell’ultima delle 21 frazioni della Corsa rosa.
Il sipario che si apre sul Giro svela il palcoscenico di più grande prestigio al comune milanese che fa da cintura con la provincia brianzola. Partenza da piazza Aldo Moro – la piazza del mercato – poi attraverso le vie del centro in direzione del quartiere Mascagni e l’arrivo nel territorio di Garbagnate Milanese. Lungo un percorso differente da quello ipotizzato in prima battuta dal Comune di Senago, in un corteggiamento all’assegnazione di tappa lungo un paio d’anni. Dopo aver sconfinato a Garbagnate, percorso a ritroso lungo la tangenzialina senaghese tra il Villoresi e Traversagna, …