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What’s up?

Dal comunicato stampa della Fondazione Cineteca:

” Dal 19 febbraio 2019 Fondazione Cineteca Italiana propone, presso Area Metropolis 2.0 a Paderno Dugnano (MI), la rassegna What’s Up? Il futuro prossimo in 3 film, che intende esplorare i temi della sostenibilità,  globalizzazione e rivoluzione digitale. In collaborazione con Legambiente Paderno Dugnano, i tre appuntamenti propongono una importante riflessione sul nostro futuro c on tre film inediti di grande interesse e importanza. 

Inaugura la rassegna, martedì 19 febbraio, il film L’economia della felicità di Helena Norberg-Hodge, Steven Gorelick e John Page, un documentario sulla ricerca di una soluzione per salvare il pianeta. Analizzando il mercato e la società ai giorni nostri, il film mostra un nuovo modo di consumare, con valori legati alla comunità, all’autoproduzione, alla famiglia. “

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Salviamo i Parchi

Continua la campagna di sensibilizzazzioe e sottoscrizione per fermare la costruzione di case private nel parco pubblico di via Gorizia.Servono anche risorse finanziare per pagare il ricorso amministrativo contro l’atto della Giunta comunale Bogani-alparone.

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Parla la DIA..

E’ sempre impressionante leggere quanto il fenomeno criminale sia non più infiltrato ma ormai radicato nell’economia e nella società italiana. Ne è, purtroppo, una conferma la Relazione semestrale della DIA al Parlamento per il periodo gennaio –giugno 2018 di ben 518 pagine. ”Attività svolta e risultati conseguiti dalla Direzione  Investigativa Antimafia”. Vi si ripercorre tutta l’attività della Dia e si riscopre il radicamento ”strutturale” delle attività illegali della criminalità organizzata da Nord a SUD.

Ma la sgradevole impressione non muta, anzi si fa più stringente quando leggiamo al Capitolo 6 “Proiezione della criminalità organizzata sul territorio nazionale” le 10 pagine dedicate alla LOMBARDIA (da pag 241-a pag.251).  

Praticamente in tutte le province lombarde il radicamento mafioso è ormai forte e “consolidato” e investe moltissimi campi delle attività criminali: prostituzione, droga, armi, estorsioni, fatturazioni false, usura, riciclaggio, autoriciclaggio, scambio elettorale politico-mafioso…con legami ormai provati con la criminalità di diversi paesi.                                                        

E’ una relazione che aiuta a comprendere la realtà che ci circonda e che è un monito per non far calare l’attenzione. Riporto solo l’incipit della pagina 241:

“Trascorsa la stagione dei collaboratori di giustizia – compresa tra la fine degli anni ‘80 e gran parte degli anni ’90 – ed esaurita la relativa fase giurisdizionale che ha inferto duri colpi alle consorterie, in Lombardia i gruppi criminali hanno costituito, all’occorrenza, occasionali alleanze con organizzazioni criminali anche di altra matrice, sia italiana che straniera, per la realizzazione di svariati interessi illeciti. Al pari della Liguria, il risalente radicamento della ‘ndrangheta in Lombardia ha consentito alla matrice mafiosa calabrese di dotarsi di una struttura di coordinamento sul territorio denominata, appunto, “la Lombardia”, …

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Messaggi dall’Abruzzo

I cittadini dell’Abruzzo, domenica,hanno mandato a tutti noi diversi messaggi. Per la verità solo il 50 % dei cittadini abruzzesi hanno parlato chiaro, un altro 50% si è detto semplicemente sfiduciato dalla Politica e ha scelto di voltarsi dall’altra parte.            

 Il primo messaggio è stato quello della vittoria del centrodestra con il 49%. Qualcuno, anni fa, parlava del pericolo della destra in arrivo con parole colorite. Oggi “la mucca in corridoio” ha il volto feroce della destra di Salvini e della Meloni. 

Un secondo messaggio sembra a prima vista “rassicurante”: il centrosinistra è arrivato al 31%. Io non sono d’accordo. E’ stato fatto un passo nella giusta direzione ma una sconfitta è una sconfitta.   

 Il terzo messaggio è al PD che ha perso ancora voti passando dal 17 all’10% in un solo anno.

E che dire di questo risultato? Lascio il commento a Rosy Bindi (La Repubblica del 11.2.2019) sulla capacità di rinnovamento del PD.

La mozione di “ Zingaretti mi sembra la più interessante. Riconosce che va cercata una discontinuità con il passato. Ma mi chiedo come sia possibile quando tra i suoi sostenitori ci sono gli artefici delle fasi precedenti”. A chi si riferisce, a Franceschini?-chiede il giornalista –“A Franceschini, a Paola De Micheli, a Piero Fassino, a Stefano Bonaccini agli ex-ministri. La mia domanda è: c’è stata davvero una autocritica? Nella linea di Zingaretti c’è la consapevolezza degli errori compiuti dai dem?A chi obietta che solo gli stupidi non cambiano idea, rispondo che sarei stupida io se ora credessi al cambiamento senza ottenere una spiegazione.Tanto più che la vittoria della mozione che invoca la discontinuità dovrà