
Ricevo da Ottorino Pagani la seguente riflessione sull’ambiente e il cambiamento climatico:
“Di seguito riporto uno stralcio di due articoli sul cambiamento climatico registrato nel 2018:
1) articolo di Gaia Scorza Barcellona del 7-1-2019 su “Repubblica.it“:
“Il 2018 è stato l’anno più caldo dal 1800 ad oggi per
l’Italia. Con una anomalia di +1.58°C sopra la media del periodo di
riferimento (1971-2000) ha superato il precedente record del 2015 (+1.44°C
sopra la media).
A registrare il record è il Consiglio
nazionale delle ricerche-Isac di
Bologna, segnalando che a parte i mesi di febbraio (con un’anomalia negativa) e
marzo (nella media rispetto al trentennio di riferimento), tutti gli altri 10
mesi dello scorso anno hanno fatto registrare anomalie positive, nove di essi
di oltre 1°C rispetto alla media.
Particolarmente eccezionali sono stati i mesi di gennaio (il
secondo gennaio più caldo dal 1800 ad oggi, con una anomalia di +2.37°C
rispetto alla media) e aprile (il più caldo di sempre, con un’anomalia di
+3.50°C rispetto alla media). “Abbiamo osservato e incrociato i dati per
ottenere un andamento tutt’altro che rassicurante”, spiega Michele
Brunetti, responsabile della Banca dati di climatologia storica dell’Istituto
di scienze dell’atmosfera e del clima di Bologna.
Due secoli di storico analizzati recuperando i dati degli
osservatori su tutto il territorio dall’Ottocento a oggi raccontano il
cambiamento climatico che allarma scienziati
ed esperti di tutto il mondo. “Per quanto riguarda l’Italia siamo ben
oltre i limiti imposti dagli accordi di Parigi
sul clima“, – chiarisce Brunetti
– “visto che si tratta di +1,5-2°C: lo dimostrano le anomalie positive che abbiamo registrato
in buona parte dell’anno …



