Categoria: Notizie

Home Notizie
Articolo

Mamme o non mamme? Le opinioni di Barbara Pollastrini e Bia Sarasini

Non commento la decisione della segreteria nazionale PD di istituire un “dipartimento Mamme”. Lascio il compito a Barbara Pollastrini (lettera del 24 luglio) e Bia Sarasini (il Manifesto del 25 luglio).

“Nella miscellanea dei Dipartimenti, Diritti umani dimenticati o rimossi? 40 dipartimenti, ben più di quanti ne contino tante tra le prestigiose università italiane. Eppure c’è un vuoto imperdonabile in quella miscellanea di titoli e parole, tra cui la ormai immancabile “mamma”. Il tema dei diritti umani che per me rimane il titolo dei titoli. Mi si può dire “abbiamo fatto 40, nessun problema a fare 41”. Ma non è una risposta sufficiente. Sono colpita che la parola diritti umani non compaia nel vocabolario del primo partito del centrosinistra italiano. E’ una dimenticanza? E’ una rimozione? Qualsiasi cosa sia è qualcosa che stride con l’identità di una sinistra contemporanea che alza lo sguardo al mondo e si batte per la dignità di ogni donna, uomo e bambino che camminano sulla terra in cui viviamo, anche la nostra”. (on. Barbara Pollastrini).

* * *

“Ridere fa ridere, il «dipartimento mamme» varato tra altri 40 nella nuova direzione Pd. Accanto a «pari opportunità», mentre è assente «diritti civili». Evoca gli anni cinquanta cantati da Edoardo Bennato, «viva la mamma con quella gonna un po’ lunga», un mondo retrò, nostalgico, regressivo.  In cui le donne sono come devono essere. Madri. E allora la risata si spegne. Perché neanche la Dc dei tempi d’oro ha mai fatto nulla del genere. E questa operazione furbetta di marketing politico, che strizza l’occhio alle tante mamme blogger a vario titolo sparse per il web, si rovescia contro

Articolo

Giovanni Bianchi Le ACLI e non solo lo piangono

Stamane l’Ufficio stampa delle ACLI nazionali hanno diffuso un comunicato stampa per informare della morte di Giovanni Bianchi. Ne riporto il testo formulando le più sentite condoglianze alla famiglia di un persona che ho avuto la fortuna di avere come insegnante al Liceo classico Omero.

“Dopo una breve malattia, questa mattina Giovanni Bianchi è tornato alla casa del Padre.
Politico, fondatore del Partito Popolare Italiano ed ex presidente delle Acli, le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani, Giovanni Bianchi è stato uomo di cultura, intellettuale squisito ed appassionato, filosofo e poeta.

Con Giovanni Bianchi se ne va un grande uomo e un grande presidente delle Acli – afferma Roberto Rossini, presidente nazionale delle Acli -. Un uomo che, nonostante i numerosi e importantissimi incarichi a livello politico nazionale, è rimasto sempre attaccato alla nostra associazione. Era con noi anche nell’ultimo incontro di spiritualità delle Acli a Bose. Con lui, se ne va un amico e una guida”.

Giovanni Bianchi era nato a Sesto San Giovanni il 19 agosto del 1939 e si era laureato in Scienze Politiche presso l’Università Cattolica di Miano. Dopo aver ricoperto importanti incarichi nelle Acli a livello regionale succede a Domenico Rosati come presidente nazionale dal 31 maggio 1987 al febbraio 1994.

La sua ricca esperienza nelle Acli lombarde gli consente di approfondire “il solco e la radice” delle Acli: il cattolicesimo sociale e politico. Di qui il suo richiamo all’esperienza di Luigi Sturzo e alla spiritualità di Giuseppe Dossetti.

Se durante la Presidenza di Rosati le Acli erano pervenute alla consapevolezza del “cambio d’epoca”, con Bianchi si afferma esplicitamente la necessità di aprire una “nuova

Articolo

Il bluff di Alparone e la "cadrega" di Bogani

L’articolo del cittadino:“Appesi al filo dello Sprar. Se il sindaco mette la firma la Lega lo manda a casa”, oggi in edicola ci svela alcune dinamiche che è bene evidenziare. In altre pagine e in altri media si discute di come le nuove giunte di centro destra stiano ” cambiando “il volto e le politiche dell’accoglienza nel milanese.

Il nuovo sindaco di Sesto San Giovanni esibisce i muscoli dichiarando che ha “fermato (in realtà dichiarato) la costruzione della grande moschea di Milano. Il sindaco leghista di Senago ho subito ritirato la firma dal protocollo accoglienza sottoscritto dal suo predecessore  Fois insieme ad altri sindaci della città metropolitana di Milano, qualche mese fa.

Protocollo che aveva firmato tra lo stupore dei più ( ma con il nostro nostro plauso) anche il sindaco forzista di Paderno Dugnano Marco Alparone. Ora il momento della verità si avvicina e il (possibile)  bluff si disvela. Il nostro Sindaco è abile  a dire e a non fare; ad apparire di centrodestra ma non troppo, di Forza Italia ma anche civico. Insomma, senza offendere nessuna tradizione storica, è un perfetto democristiano.

Ora, nell’articolo citato, il capogruppo leghista Fabrizio Riboldi parla chiaro.” Non è il sindaco Marco Alparone a decidere della tenuta della sua giunta, se firma il protocollo per l’accoglienza dei profughi. Ma via Bellerio: un attimo dopo aver messo la firma noi ritiriamo gli assessori. Il sindaco lo sa e non farà mai un gesto del genere”. Ora noi cittadini ci chiediamo se quanto affermato dal capogruppo leghista sia vero oppure no: se l’atto di firma del sindaco fosse un bluff oppure no. …

Articolo

Addio a dom Franzoni Un cattolico marginale

Si sono svolti oggi  presso il Centro anziani del Parco Schuster (via Ostiense 182/G), accanto alla basilica di San Paolo fuori le mura a Roma, i funerali di Giovanni Franzoni, ex abate di San Paolo e poi – dopo la sospensione a divinis e la dimissione dallo stato clericale – fra i principali animatori della Comunità di base di San Paolo.

«Un cattolico marginale». Così si era definito egli stesso, nella sua autobiografia pubblicata qualche anno fa (da Rubbettino). Giovanni Franzoni, monaco benedettino, abate della basilica di San Paolo fuori le mura a Roma prima di essere allontanato, sospeso e dimesso dallo stato clericale dal Vaticano per le sue scelte politiche troppo di sinistra per la Chiesa democristiana di allora.

Articolo

Porta una sedia al Parco di via Gorizia Sit in di protesta del PRC

Rilancio l’appello del Circolo Casaletti del P.R.C. di Paderno Dugnano: “..la giunta comunale padernese ha previsto di rendere edificabile il parco di via Gorizia., un polmone verde, anche se poco frequentato, utile non solo a rendere l’aria meno irrespirabile, ma anche a ritrovare la frescura in giornate estive in cui la canicola si fa particolarmente sentire. Invitiamo tutti i cittadini , le associazioni, i partiti politici e i movimenti padernesi che sono contrari ad una nuova cementificazione nelle aree verdi del nostro territorio ad un incontro nel parco di via Gorizia il giorno 24 luglio ore 20,30.

PORTATE UNA SEDIA AL PARCO PER DIRE NO ALLA CEMENTIFICAZIONE DEL VERDE A PADERNO DUGNANO.”

Una iniziativa opportuna per chiedere il sostengo e sensibilizzare l’opinione pubblica padernese (oltre ai partiti di opposizione) alla giusta protesta contro una variante urbanistica in palese contrasto con l’interesse pubblico. Come già detto nel mio precedente post del 1 luglio (Tira una brutta aria per l’ambiente) aggiungo che:

“quando c’è uno scambio di aree -come nel caso della variante R3- si tratta anche di valutare il valore (reale) delle aree in gioco. Quello che preme è  capire se la somma di tante piccole azioni di variante sono finalizzate a realizzare un progetto di città o solo la soddisfazione di interessi (legittimi) particolari. E’ prioritario l’integrità dei parchi (Grugnotorto e di via Gorizia) e la salvaguardia di aree libere (consumo di suolo) o la soddisfazione della richiesta di un privato? E’ prioritario (e di pubblico interesse) sostenere la centralità urbana di Paderno o è meglio de-localizzare ancora funzioni di commercio e di cinema nell’area dell’Euromercato? Perché la costruzione di