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L’Anpi di Paderno Dugnano non dimentica

10.6.2024

L’ANPI di Paderno Dugnano ha ricordato, con una bella cerimonia che ha visto la presenza anche di Roberto Biscardini storico leader del PSI milanese, l’assassinio di Giacomo Matteotti.

E’ stato posato un omaggio floreale presso la targa commemorativa posta in piazza Matteotti, a cento anni della sua morte, avvenuta appunto il 10 giugno 1924.

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Primo round alla destra..

Il risultato di Paderno Dugnano ci suggerisce alcune considerazioni, in parte in linea con la tendenza nazionale. La destra è appena sopra il 50% e il resto del mondo (campo extralarge) è al 48%.

Meloni benissimo ma bene anche il PD con C.Strada. Bene Alleanza Verdi e Sinistra con Melis, Lucano, Scuderi e Marino. Male la Lega con la vergogna di molte preferenze a Vannacci.

Adesso attendiamo il dislocamento delle forze locali.

Quanti voti DeSimone sottrarrà al centrodestra obbligandolo al ballottaggio? Quanto terranno/prenderanno le forze di governo locale? Quanta differenza faranno i candidati sindaci?

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Una SINISTRA per Paderno Dugnano

Una SINISTRA per Paderno Dugnano

L’8 e il 9 giugno si vota per eleggere il nuovo sindaco di Paderno Dugnano e per le liste che lo sosterranno nei prossimi 5 anni di governo.Io voterò per la lista di Sinistra per Paderno Dugnano che propone ANNA VARISCO come sindaco. Sosterrò Sinistra per Paderno Dugnano per due ordini di ragioni.

La prima perche si possa riprendere e continuare quel filo, democratico e progressista, di riforme che hanno reso la città moderna, accogliente e solidale. Grazie alla Sinistra, e coniugando giustizia sociale e qualità ambientale, la città di Paderno Dugnano è una delle più sostenibili dell’area metropolitana milanese per verde e servizi pubblici.

La seconda per alcune proposte programmatiche specifiche di Sinistra per Paderno Dugnano:

1.Una Casa della Comunità (Inam) con una forte integrazione tra servizi sociali comunali e servizi sanitari dell’ASL;

2.Una anagrafe degli anziani soli;

4.L’acquisto del grande parco privato nel centro di Dugnano e di Paderno;

5.Il prolungamento della metropolitana gialla dal capolina Comasina fino alle aree Tonolli;

3.Un Piano di Governo del Territorio che, da subito, salvi il Parco di via Gorizia;

7.Un Piano di riqualificazione delle aree industriali dismesse con al centro l’interesse pubblico;

6.La creazione di una Consulta della Salute e di una Consulta del Commercio.

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Quale compito per il prossimo Parlamento Europeo?

Articolo di Ottorino Pagani:

“In vista delle prossime elezioni si susseguono gli appelli della “società civile” ai “candidati, al Parlamento e ai decisori europei”; un tema si ripete più frequentemente: “i politici di tutta Europa hanno iniziato a infrangere le loro promesse a favore di interessi a breve termine di coloro più impegnati e spietati nelle attività di lobby, minando ulteriormente la credibilità dell’Ue”.
La coscienza di questa situazione dovrebbe aiutare ad aprire un varco tra la massa dei condizionamenti in corso e  costruire un “buonsenso ecopolitico” che permetta di identificare precisamente ciò che va cambiato nella società per fermare il cambiamento climatico.

La transizione ecologica ha un costo, ma non basta affrontare solo il tema del finanziamento necessario; precisamente, la tassazione degli extra profitti è solo un aspetto marginale se resterà invariato il meccanismo di emissione di un debito (in questo caso “comunitario”…) che sommato ai debiti nazionali peserà sui cittadini europei presenti e futuri, rendendoli sempre più poveri e condizionabili, compromettendo definitamente in questo modo la democrazia occidentale. Infatti, se persistiamo in questa direzione, potremmo ritrovarci con un capitale pubblico sempre più negativo, il che comporterebbe una situazione in cui i possessori di titoli del nostro debito possiedono non solo l’equivalente di tutti i beni pubblici (scuole, edifici, ospedali, infrastrutture, etc), ma anche un diritto di prelievo su una quota crescente delle imposte future dei contribuenti.

Per evitare questo scenario occorre ricostruire nel contesto europeo il capitale pubblico degli Stati membri che è stato dissipato negli ultimi 35 anni, attraverso:

  • lo sviluppo di un patrimonio pubblico industriale nei settori strategici, energetico in primis, ma

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Una città moderna in un’Europa pacifica e solidale

Dicamo la verità: il tema europeo in città è poco sentito e poco dibattuto. Peccato.

Eppure sappiamo quanto l’Europa possa fare anche per le comunità locali. Come sia importante un quadro economico stabile, unito e pacifico per poter mantenere e sviluppare una città con più giustizia sociale e più qualità ambientale. Tre motivi di riflessione, per me:

1.Serve un’Europa che trovi le risorse non solo per i vaccini ma anche per la sanità pubblica, per il lavoro, per la transizione energetica, per i diritti dei cittadini. La lotta comune alla pandemia ci ha dimostrato come sia realizzabile finanziare piani di investimenti comunitari e come logiche di solidarietà possano imporsi sugli egoismi nazionali.

2.Serve un’Europa che non punti al riarmo che comporta un aumento delle spese militari, l’adozione di politiche autoritarie e la riduzione del welfare. Un’Europa più autonoma dalla Nato e più autorevole come forza di pace tra le grandi potenze mondiali (Russia, Cina, Usa..) che promuova la diplomazia, la mediazione e il disarmo.

3.Serve un’Europa che affronti la crisi climatica e la transizione ecologica: un’opportunità unica per ripensare il nostro modello socio-economico, redistribuendo potere e risorse.

L’Europa è ad un bivio: deve scegliere tra la via delle armi e della guerra o quella della pace, investendo nella transizione ecologica, nel lavoro e nei diritti umani.

Per questi tre motivi io voto e invito a votare per Alleanza Verdi Sinistra