Il fascismo è qui?

Ieri sera le forze del centro-destra padernese hanno offerto, in Consiglio comunale, una pessima prova di sé. Hanno mostrato il volto feroce e intollerante di una destra assetata di rivincita, violenza verbale, manipolazione della verità. In questa canea manipolatoria e violenta, nell’aggressione verbale all’istituzione del Sindaco, si sono particolarmente distinti alcuni consiglieri comunali della Lega, di Fratelli d’Italia e di Forza Italia. Non tutti.

L’occasione? Una mozione di censura per “rapporti politicamente e istituzionalmente inopportuni” con un soggetto indagato per presunte contiguità con il terrorismo e appartenente alla moschea di Paderno Dugnano. Diciamo innanzitutto che al momento degli incontri (incriminati) questa persona non era indagata. Ora sappiamo che c’è la Procura di Milano in campo e che farà il suo dovere. Pieno sostegno e nessun dubbio. Quindi?

Cosa restava da indagare con una mozione allusiva, insinuante oscure verità nascoste, tutta tesa a squalificare la figura istituzionale della Sindaca per chiederne addirittura una censura per i suoi comportamenti? Nulla. Ma l’occasione era ghiotta per uno sfogo aggressivo finalizzato a creare confusione e falsi allarmi, alimentando la paura per l’immigrazione e il bisogno di sicurezza. Uno schema già visto in epoche passate.

Peggio però sono stati gli interventi verbali di tre consiglieri. Uno ha accostato sfacciatamente il terrorismo alla maggioranza di centrosinistra; un altro si è lamentato dei rischi per la presenza di una Moschea e un terzo, presso dalla foga oratoria ha parlato di: “zone d’ombra nei rapporti tra Amministrazione Comunale e Centro islamico”, ”rapporti imprudenti con un indagato”, ”voto di scambio elettorale”, ”ipotesi di Variante a favore della Moschea”.

La cultura fascista della destra era tutta lì condesanta: più negli interventi che nel testo della mozione presentata.L’immigrazione è un pericolo, ci porta in casa gli amici del terrorismo, crea insicurezza e la sinistra è complice quindi colpevole. Se a queste argomentazioni farlocche aggiungiamo il nazionalismo meloniano, il riarmo nell’economia, l’insofferenza per l’autonomia della Magistratura e la richiesta di più libertà d’azione e d’immunità per la Polizia, siamo a un passo… E questi sono gli amici della RE-immigrazione violenta. Piccoli Trump crescono.

Il fascismo è qui?

E’ una domanda impegnativa e non si può rispondere con leggerezza. Riguarda tutti, anche noi. Anche quelle componenti più ragionevoli e moderate del centrismo civico e cattolico che dall’alleanza strategica con i fascisti rischiano la cancellazione e l’irrilevanza. Non c’è più tempo da perdere per una risposta democratica e forte. Del resto dagli ideatori delle ronde padane che cosa bisognava aspettarsi?

Dalle ronde alle squadre brune dell’ICE il passo (dell’oca) è breve.