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Continua a fa discutere l’annullamento del concerto degli “Zhadan and the dogs”, guidati dal principale scrittore ucraino Serhiy Zhadan.
Il concerto era previsto per il 2 settembre allo Slaughter Club di Paderno Dugnano, via Tagliabue 4.
Ma l’esibizione della band punk rock ucraina “Zhadan and the dogs”, con base a Kharkiv, è saltata. Il motivo della cancellazione, secondo le comunicazioni del locale del 21 agosto, è che con quella serata si sarebbero raccolti fondi per l’esercito ucraino. Quindi niente live.
Oggi il quotidiano La Repubblica, a pagina 21 riporta una intervista di Fabio Tonacci allo scrittore e cantante ucraino Serhiy Zhadan che riportiamo:
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“Il mio concerto per Kiev annullato dal locale italiano. Questo non è pacifismo”
La serata del più noto artista
ucraino, Serhiy Zhadan, cancellata nel Milanese: “Pressioni dai filorussi, ma
noi non possiamo comprare le armi”
ROMA – Nella chat del proprietario di una sala concerti dell’hinterland milanese c’è tutto il dibattito sul pacifismo nell’era della guerra di Putin. La chat, che poi sono tre messaggi su whatsapp, è quella con cui i titolari dello Slaughter Club di Paderno Dugnano comunicano a Serhiy Zhadan, il più noto artista ucraino, che il suo spettacolo è annullato. “Scusa ma è illegale nel nostro Paese fare un concerto per raccogliere fondi per la guerra. Ti ridiamo i soldi. Non ci possiamo fare niente, rischiamo di essere arrestati”, gli scrivono. “Ma è un tour di solidarietà, non ci compreremo armi ma solo automobili…”, l’inutile risposta. Niente da fare.…


Sopra il Comunicato stampa dell’Amministrazione Comunale con il quale si annunciano i progetti per il Distretto del Commercio. Da segnalare e seguire con attenzione quelli relativi alla piazza della Divina Commedia e al recupero dei capannoni, abbandonati da anni, dell’area AGES, in piazza del Mercato a Paderno.
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Di seguito l’articolo di Tommaso Di Francesco (Il Manifesto del 31 agosto 2022):
“Addio a Michail Gorbaciov, l’occasione persa dall’Urss e dall’Occidente”
L’ADDIO. Aveva 91 anni. Il leader che con la perestroika ha cercato di cambiare il volto dell’Unione Sovietica e di costruire una casa comune europea mettendo fine alla Guerra Fredda.
È morto ieri sera all’età di 91 anni Michail Gorbaciov, l’ultimo leader dell’Unione sovietica. E sicuramente l’unico e l’ultimo ad avere tentato in extremis di riformare quel sistema ma con una apertura che per la portata delle proposte e dell’iniziativa, avrebbe spiazzato l’Occidente, così tanto che i leader occidentali sarebbero diventati incredibilmente suoi presunti fan. In realtà Gorbaciov, che pure era stato sponsorizzato come segretario nel 1985 da Andropov e dall’apparato del partito, voleva ancora salvare l’idea di trasformazione socialista ma coniugandola alla democrazia, voleva la glasnost e la perestrojka, una ventata di verità, apertura, libertà e trasparenza per modificare dall’interno un regime di chiusura, omertà e potentati. Intanto mettendo subito in discussione il ruolo del partito e della stessa figura del segretario che non sarebbe dovuta essere più centrale rispetto alla società. Quasi ad imitazione della Primavera di Parga voluta da Dubcek nel 1968 e repressa dai carri armati del Patto di Varsavia. Gorbaciov propose per questo il Congresso dei deputati del popolo, un organismo di nuova rappresentatività della società civile sovietica, riattivando una memoria critica – furono gli anni della nascita di Memorial – sostanzialmente antistalinista (fu riabilitato Bucharin).…

Da lunedì 29 Agosto riapre, con i suoi servizi, la Camera del Lavoro di Paderno Dugnano.
Dal lunedì al venerdi dalle ore 9,00-12,00 e dalle 14,00 alle 17,30. Tel.02-55025737-oppure 02-55025736
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