
Ieri è stato presentato il IX Rapporto consumo di suolo SNPA che nel 2022 ha toccato il valore più alto degli ultimi dieci anni. Il Rapporto tiene conto dei dati 2020 e 2021: un periodo di pandemia nel quale qualcuno credeva che le attività edilizie si sarebbero rallentate. Il consumo di suolo nel 2021 è tornato a crescere, con una media di 19 ettari al giorno, il valore più alto negli ultimi dieci anni, per un valore che sfiora i 70 chilometri quadrati di nuove coperture artificiali in un solo anno
Di questo Rapporto, purtroppo pochi media ne hanno parlato, a dimostrazione di quanto la sensibilità ambientalista sia diffusa. E riguarda il dato più importante; che regola l’intera sfera della protezione ambientale: il consumo di suolo. Per la verità ne hanno parlato solo Il Giorno, Il Fatto quotidiano e il Manifesto. Da questo Rapporto emergono dati sorprendenti che dovrebbero far impallidire ogni singola persona, associazione e partito politico.
Per quanto ci riguarda sottolineiamo solo che a livello regionale gli incrementi maggiori sono avvenuti in Lombardia (con 883 ettari in più), Veneto (+684 ettari), Emilia-Romagna (+658), mentre la Valle d’Aosta è la regione con il consumo inferiore. Ricordo che la Regione Lombardia si vanta di avere una legge contro il consumo di suolo: infatti se ne vedono gli effetti. A dimostrazione di quanto quella legge sia una “manipolazione lessicale” e serva al contrario a far consumare suolo. Chissà se lo ricordano i nostri amministratori e chissà se stanno introducendo delle contro misure legittime prima di dover dire- a fronte di richieste di privati- che “bisogna rispettare le leggi regionali”?
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