Un protocollo a tutela del lavoro

Il 5 giugno 2025

è stato firmato un Protocollo “Appalti e tutela del lavoro” tra Comune, CGIL, CISL e UIL.

Di seguito il comunicato stampa dell’Amministrazione comunale.:

👉Paderno Dugnano compie un passo concreto per garantire legalità, trasparenza e diritti negli affidamenti pubblici: è stato siglato il Protocollo “Per la qualità e la tutela del lavoro negli appalti” tra Comune di Paderno Dugnano e CGIL, CISL e UIL di Milano con l’obiettivo di meglio tutelare le lavoratrici e i lavoratori operanti negli appalti pubblici e contrastare fenomeni di irregolarità.

👉L’intesa, firmata lo scorso giovedì 29 maggio con le organizzazioni sindacali, è frutto di un lavoro congiunto che ha visto coinvolti, oltre alla Sindaca Anna Varisco e all’Assessora al Bilancio Antonella Caniato, anche la parte tecnica e in particolare l’Ufficio Appalti e Qualità, l’Ufficio appalti opere pubbliche e l’Avvocatura.

👉Questo importante accordo si inserisce in un percorso già avviato dall’Amministrazione comunale che, nei mesi scorsi, ha approvato in Consiglio Comunale un Ordine del Giorno sul salario minimo e durate il mandato a guida Casati, ha firmato un protocollo d’intesa con la Guardia di Finanza per la tutela dei fondi del PNRR e ha istituito il Nucleo di controllo della Polizia Locale, previsto nel PIAO, con compiti di monitoraggio e vigilanza sui cantieri pubblici.

👉Un accordo che unisce equità, legalità e qualità, per una Paderno Dugnano che mette al centro i diritti delle persone e il valore del lavoro.

Leggi sul sito del Comune il comunicato stampa completo con i dettagli e i punti chiave del Protocollo.”

Bollate Data Center: perché?

Articolo di Ottorino Pagani:

“La propaganda dei sostenitori di questi artefatti digitali è aggressiva e infarcita della solita retorica sul futuro che, secondo loro, dipende solo dalla “sovranità digitale di un paese”; ad esempio, secondo l’IDA (Italian Data center Association), “È essenziale che lo Stato riconosca i data center come infrastrutture strategiche, al pari delle reti di telecomunicazione, dell’energia o dei trasporti. Solo così sarà possibile attivare iter autorizzativi accelerati, tutela contro vincoli urbanistici incoerenti, piani industriali coordinati a livello nazionale”.

A dispetto di queste “certezze”, anche la Regione Lombardia incomincia a porsi il problema:

Dal sito web della rivista Wired del 2-3-2025: “Data center in Lombardia, sono troppi? Dopo moda, design e business, Milano vuole diventare anche la capitale dei bit. I numeri, in realtà, la rendono già tale: in termini di richiesta di potenza energeticaper i macchinari il capoluogo lombardo (238 MW) vale quasi la metà del totale italiano (513 MW). Non solo: il quantitativo cresce a velocità doppia rispetto al resto del paese. Oltre il 70% dei data center più energivori, quelli che da soli consumano il 37% della potenza IT totale della Penisola, sono infatti situati nei dintorni della città. E si allacciano alla sua rete….La rete elettrica potrebbe “rischiare più facilmente dei blackout”, accenna Elisabetta Confalonieri, dirigente della Regione Lombardia, intervenendo a un incontro sull’AI organizzato dagli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano. “La sola Lombardia non può gestire questo carico per tutta l’Italia, se poi il territorio non ne trae effettivi benefici”. Perché da considerare ci sono, oltre