
Trovo utile rilanciare un articolo della Redazione di Milano del quotidiano “Il Giorno ” del 27 agosto 2025. In particolare è illuminante la “confusione” di competenze e funzioni che ha svolto, in questi anni, la Commissione Paesaggio.
“La “nobile veste” che nascondeva il trucco occulto del Comune di Milano per “aggirare le regole urbanistiche”. Il consulente dei pubblici ministeri: “Dal 2014 volontà politica di occultare funzioni urbanistiche sotto la veste del paesaggio”. Competenze miste non ammesse dalla normativa. Milano – Il Comune di Milano ha violato il “Codice dei beni culturali e del paesaggio” mescolando impropriamente le funzioni della Commissione per il paesaggio, finita al centro della maxi-inchiesta sull’urbanistica milanese. È quanto emerge dalla relazione tecnica dell’ex docente di urbanistica Alberto Roccella, consulente dei pubblici ministeri, depositata il 13 agosto agli atti del tribunale del Riesame.
Secondo l’esperto, l’amministrazione comunale ha attribuito alla commissione “funzioni in materia urbanistica ed edilizia” invece di limitarsi alla sola “tutela paesaggistica”, mentre le norme non consentono “possibilità di contaminare” le due competenze. Una violazione che si protrae dal 2014 e che nasconderebbe, secondo Roccella, una “volontà politica” di occultare “sotto la nobile veste del paesaggio lo svolgimento delle funzioni di rilevantissimo impatto, anche economico, in materia di urbanistica e edilizia”.
La commissione, sciolta ad aprile scorso, operava infatti “in composizione unica” svolgendo contemporaneamente sia funzioni paesaggistiche che edilizie, in violazione dell’articolo 146, comma 6, del Codice dei beni culturali e del paesaggio. Questa norma stabilisce che gli enti delegati dalla Regione “devono garantire la differenziazione tra attività di tutela paesaggistica ed esercizio di funzioni amministrative in materia urbanistico-edilizia”.
Il problema …




