L’alternativa alle vasche di laminazione c’è !

In questi giorni è stato distribuito, in alcune vie di Palazzolo Milanese, il volantino firmato da un gruppo di associazioni ambientaliste (tra le quali anche Legambiente di Paderno Dugnano) che ho riprodotto.

Le Associazioni ribadiscono che c’è un alternativa alle vasche di laminazione. Anche a quella di Paderno Dugnano.

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Presentazione delle vasche di laminazione..

Dal sito comunale riporto fedelmente il percorso previsto per le Vasche di laminazione di Paderno Dugnano.

Mi sembra corretto sottolineare una incongruenza tra la volontà del Consiglio Comunale del 2014 e la lettera che l’Assessore Giuranna e il sindaco di Paderno Dugnano hanno inviato agli enti preposti il 16.2.2021.

Nell’odg del Consiglio comunale si sottolinea che l’A.C. non può:”
prescindere nel considerare come prioritario, non procrastinabile e come condizione sine qua non il disinquinamento delle acque e la sistemazione del corso d’ acqua e delle aree golenali ” mentre nella lettera questa priorità e imprescindibilità non compare tra le 7 condizioni che l’A.C. pone per realizzare le vasche di laminazione.

Abbiamo letto male?

8 Luglio 2021. Sito Comune di Paderno Dugnano

Area di laminazione del torrente Seveso, il video della
presentazione del progetto

Sul sito di AIPO è possibile vedere il video integrale del webinar di lunedì 5 luglio organizzato dall’Agenzia insieme a Regione Lombardia sul progetto dell’area di laminazione del torrente Seveso previsto sull’ex SNIA che ricade sui Comuni di Paderno Dugnano, Limbiate e Varedo. Il video è consultabile a questo link https://www.agenziapo.it/documentazione/area-laminazione-torrente-seveso/le-tappe-del-percorso/report-degli-incontri-con-i-cittadini. Qui puoi riascoltare l’intervento dell’Assessore all’Ambiente Giovanni Giuranna che ha richiamato la posizione dell’Amministrazione Comunale in apertura del confronto: “Di questo progetto in città si è parlato poco e poco si conosce di ciò che sarà realizzato… Un’opera che il Comune di Paderno Dugnano non vede di buon grado, pur riconoscendo la criticità che le piene del Seveso comportano a seguito di eventi metereologici eccezionali. Già nel 2014 il Consiglio Comunale ha preso una posizione chiara avviando un ragionamento costruttivo.
Nella delibera approvata si ribadiva,

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Vasche di laminazione?(2)

di Ottorino Pagani:

“Un contributo al “Percorso di presentazione pubblica e progettazione partecipata dell’intervento previsto  nell’area (inquinata) ex SNIA al confine tra Varedo e Paderno Dugnano” organizzata da AIPO, Regione Lombardia e i Comuni di Varedo, Paderno Dugnano e Limbiate nel mese “feriale” di luglio 2021: quanto indicato nel Comunicato sopra riportato continua ad essere valido: non è stato fatto niente di quanto necessario per l’inquinamento e la soluzione dei colli di bottiglia idraulici, in particolare il sistema fognario di Milano e il canale scolmatore, del fiume Seveso; per questo, mi immagino che l’attuale maggioranza che governa il nostro Comune ribadirà la sua contrarietà alle vasche di laminazione, coerentemente con quanto presentato in campagna elettorale.

E questa posizione è oltremodo necessaria per la sobrietà richiesta dalla transizione ecologica che sta investendo tutti i territori del nostro pianeta: non è possibile spendere 150 milioni di euro, circa, in opere che non risolvono i problemi idraulici del fiume e che non salvaguardano in alcun modo il bene più prezioso per l’umanità: l’acqua “

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E Legambiente?

La pandemia ha cambiato e modificato la vita di tutti noi e
anche quella delle organizzazioni politiche e del volontariato. E’ oggi più
difficile riprendere una “normalità” anche partecipativa.

Le amministrazioni, ripiegate sull’emergenza e sull’aiuto alle famiglie e alle imprese in difficoltà, stentano a mettere in campo scelte coraggiose. Anzi le attività pubbliche sono in ritardo e in forte sofferenza. Se ne accorgono tutti i giorni i cittadini che hanno bisogno dei pubblici uffici. Inoltre la fine dei lockdown significa, per molti, tornare a “come prima”. Nessuna idea di innovazione e di trasformazione.

Eppure importanti scelte attendono il nostro territorio: la
casa della salute e della sanità pubblica, la revisione del PGT, il parco
dell’Acqua (pulita?), il tracciato della Metropolitana (studio di fattibilità),
le mitigazioni ambientali della Rho-Monza, che non si vedono. La definzione del
contenzioso del comparto Re3 oltre alle scelte di equità fiscale (tari e irpef)
sempre rinviate.

In questo contesto segnalo due notizie.

La prima è l’attivismo del vicesindaco che civetta con il
centrodestra e fa mostra di sè alle iniziative di Fratelli d’Italia e della
Lega. Per chi lo conosce nulla di nuovo. Primi segnali di un riposizionamneto
in vista delle prossime amministrative.

 L’altra è più
sorprendente: il silenzio di Legambiente di Paderno Dugnano.

Non sappiamo i motivi per i quali Legambiente, di cui conosciamo il forte impegno di cura del territorio profuso negli ultimi anni che l’hanno resa un importante interlocutore per le politiche ambientali della comunità padernese, non abbia speso una parola e non abbia partecipato alla mobilitazione di giugno contro la Pedemontana; né abbia comunicato la sua posizione sul Parco dell’Acqua. E perché …

Cinisello chiama a rapporto l’ATS. E Paderno?

Dal sito di Dialogonews il giornalista Franco Pontoriero riferisce che:

La direzione di Ats, azienda sanitaria del NordMilano, dovrà
presentarsi in aula consiliare per rispondere alle domande dei consiglieri
sulla salute della medicina territoriale. L’ordine del giorno, approvato
all’unanimità, è stato presentato dalle minoranze e in particolare dal gruppo
“Cinisello Balsamo Civica” che da  tempo affronta i problemi dei medici di
base e degli ambulatori.

“La
richiesta delle forze di minoranza di un consiglio comunale aperto con la
presenta della direzione di Asst Milano è stata approvata all’unanimità
 –
sostengono le minoranze -. Sarà l’occasione, anche alla luce dell’anno
di pandemia, per un confronto sui temi sociosanitari territoriali. Abbiamo
portato in aula temi importanti come la presenza dei consultori nei nostri
quartieri, la difficoltà nel reperire i medici di base, l’urgenza di una
presenza più capillare della medicina territoriale”.

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