Un saluto ad Emilio Zucca

Ho lavorato per molti anni al Comune di Cinisello Balsamo e lì ho avuto modo di conoscere persone straordinarie come Enrica Brambilla storica dirigente dei Servizi Sociali, recentemente scomparsa, ed Emilio Zucca a lungo impegnato nella vita politica e sociale di quella città. Mi piace ricordarlo con un articolo di Ivano Bisòn scritto per l’occasione per il sito della “Città di Cinisello Balsamo”.

***

“Cinisello piange Emilio Zucca, una vita di impegno civile e politico” di Ivano Bisòn, 10 Aprile 2021

 Emilio Zucca, non è più tra noi. La sinistra di Cinisello Balsamo perde un altro importante protagonista della sua storia. Emilio fin da giovanissimo, dagli anni ’60, ha operato con grande efficacia per mantenere vive le radici e le tensioni ideali arricchendo con il suo impegno una civile convivenza fatta di conquiste a favore dei cittadini più bisognosi.

Egli ha assolto (e non in modo marginale) anche un grande compito, da un punto di vista storico e culturale, ricostruendo le vicende politiche, le lotte e le iniziative condotte e portate a compimento dalle amministrazioni cinisellesi succedutesi dopo la Liberazione. Il nostro giornale ha ospitato, per lungo tempo, le sue intense pagine ricche di situazioni e perspicaci riflessioni. Un lavoro di certosina ricerca, sui fatti e sui personaggi, poi raccolto in un fascicolo ancor oggi reperibile presso la Biblioteca del Pertini. Un’opera poi rivelatasi utile per molti giovani ricercatori.

E’ stato animatore e puntiglioso analista
nel conservare i ricordi della Resistenza. Emilio ha lavorato e bene nel
movimento cooperativo, assolvendo ad un importante incarico nel rapporto con
quel composito universo formato dai soci. Sempre pronto a schierarsi in prima

Ma non esiste il reato di apologia?

Rilancio l’articolo di Pier Mastantuono del Cittadino di Monza del 10 aprile che segnala questo spiacevole episodio. Nell’avvicinarsi del 25 aprile il messaggio di ostilità alla Resistenza è evidente. I Carabinieri di Paderno Dugnano l’avranno vista la bandiera nazista?

“La bandiera nazista su un balcone a Paderno, i residenti: «Da almeno due settimane, nessuno fa niente?»

Nel quartiere di Calderara di Paderno Dugnano
la bandiera della Germania nazista ha preso il posto degli striscioni
arcobaleno. I residenti: «Nessuno fa niente?».

Nel quartiere di Calderara di Paderno Dugnano
la bandiera della Germania nazista ha preso il posto degli striscioni
arcobaleno con la scritta “Andrà tutto Bene”. E la comparsa dello stendardo con
la croce di ferro, che configura apologia a tutti gli effetti, non è passata
inosservata: tanti passanti di questo angolo di Paderno Dugnano, alla periferia
sud della città, hanno notato la presenza e si sono meravigliati che le forze
dell’ordine e il Comune non siano ancora intervenuti.

In una zona della città, tra l’altro, che ha
diversi monumenti dedicati alle vittime delle persecuzioni e della lotta anti
fascista.

«Sono almeno due settimane che la bandiera
garrisce da un balcone di via Paisiello – riporta C.P. giovanissimo impiegato
calderarese – Non credo di averlo notato solo io e i miei vicini di casa. Ma
possibile che nessuno abbia ancora fatto una segnalazione a chi di dovere?».

Si attende ora che qualcuno intervenga, ai sensi della legge 645 del 1952, la cosiddetta legge Scelba che disciplina la fattispecie dell’apologia di fascismo con riferimento anche a manifestazioni esteriori e simboli. “

Riders & Gig economy.

Articolo di Ottorino Pagani:

“Anche l’Ispettorato del Lavoro ha respinto il ricorso di Glovo, Deliveroo, JustEat e UberEats contro la maxi multa di 733 milioni di euro scattata poche settimane fa dopo le indagini della Procura di Milano. Gli ispettori, contrariamente a quanto sostenuto dalle aziende, confermano che “i riders non sono lavoratori autonomi, ma etero-diretti, seppure senza vincolo di esclusiva, e l’organizzazione della loro attività è imposta dalla società. Il rispetto di determinati standard e le penalizzazioni o i riscontri premiali rappresentano una limitazione della libertà di effettuazione della prestazione”. L’evoluzione di questa situazione induce alcune considerazioni:

  • il business del cibo a domicilio è in forte crescita; solo per i cibi a domicilio: sono 16.000 i ristoranti in Italia che esercitano questo servizio, per un giro di affari che supera i 750 milioni di euro. In UE la percentuale di chi acquista cibo on line è passata dal 11% nel 2007 al 24% nel 2017. E con la pandemia, nel 2020, i ricavi sono ulteriormente aumentati in tutta Europa.
  • il crollo in borsa di Deliveroo (Borsa di Londra, 30 marzo 2021), una delle “piattaforme” leader per la consegna del cibo a domicilio sconta in borsa le debolezze strutturali di questo mercato: l’avvicinarsi della fine della pandemia, che nel 2020 ha gonfiato i ricavi per le consegne a domicilio, accrescerà la concorrenza nel settore, mentre la fine dello sfruttamento dei rider selezionerà le aziende che sopravviveranno; inoltre l’azienda, nel 2020, ha perso 262 milioni nonostante i ricavi saliti del 54%, in linea con i concorrenti.
  • con la fine della “libertà di sfruttamento” dei rider, l’avvenire di Deliveroo e soci si

#FontanaVattene

E’ pervenuto il comunicato stampa della Lista Sinistra per Paderno Dugnano che aderisce e invita alla manifestazione di protesta contro la gestione della pandemia del Presidente della Regione Lombardia Fontana.