Giù le mani dalla scuola

“Diverse persone si sono radunate nel pomeriggio a Paderno Dugnano, davanti al Municipio per protestare contro la chiusura delle scuole.

Al grido  di “La scuola si fa a scuola” e “Giù le mani dalla scuola” i genitori hanno manifestato la loro contrarietà alla decisione di impedire la didattica in presenza per i ragazzi di elementari e medie.

Pamela Tacconi, una delle partecipanti alla manifestazione, chiede il ritorno tra i banchi di scuola dei bambini, sottolineando i gravi danni a livello psicologico per i bambini costretti a questi lunghi periodi di isolamento a casa, senza potersi confrontare con i coetanei.

Anche i bambini presenti in piazza hanno chiesto  in coro di voler tornare il prima possibile a scuola in presenza e in sicurezza.

Una protesta analoga si è tenuta questa mattina nella vicina Senago . Alessandro Sala (Il Notiziario, 12 marzo 2021)”.

I like Enrico Letta but..

Letta, Bersani e Renzi uguali sono? Viene un dubbio.

Ma crediamo davvero che basti un nuovo leader per affrontare, in un partito, i problemi di linea politica, identità culturale, proposta programmatica e campo di alleanze?

Lascia perplessi la prontezza (gattopardesca?) con la quale molti dirigenti invece che affrontare i temi di questo partito, del campo progressista e dell’Italia, cerchino la soluzione salvifica in un nuovo leader. Forse con la speranza che questi faccia da paravento ai soliti noti che, all’ombra delle correnti e dei baronati personali, vogliono continuare a coltivare il loro potere personale?

No, non basta un nuovo leader, per quanto sia carismatico. Anche se si comprendono i motivi dell’urgenza e anche se stimiamo Enrico Letta speriamo che voglia innescare una discussione profonda “non il solito nuovo inizio senza un progetto e l’analisi del passato”.

Secondo me serve un campo largo per essere competitivi con il centrodestra e una politica rinnovata di sinistra ed ecologista. Certo non solo il PD si mette in discussione ma si devono mettere in discussione anche tutte le esperienze fuori del PD. Oggi il campo del centrosinistra è inadeguato. Bisogna costruire una rete con persone, associazioni ed esperienze collocate in punti diversi, ma in grado di promuovere una politica rinnovata. Partiamo dalle cose che vogliamo fare. Possiamo andare avanti con partitini che valgono il 2-3 per cento e che si dividono su qualsiasi cosa?”

Il fallimento delle esperienze del centrosinistra e del governo Conte chiama in causa anche noi.

E brava Elena Lattuada

Meno male che ci sono i sindacati a testimoniare che l’umanità è dura a morire.

Elena Lattuada, attuale segretaria generale della CGIL Lombardia, ha commentato l’accordo tra Regione e Confindustria e Confapi sulla somministrazione dei vaccini anti-covid sul posto di lavoro: “Non c’era alcuna fretta di fare questo accordo. I lavoratori potranno vaccinarsi solo quando inizierà il piano massivo e non sembra che Regione Lombardia stia procedendo velocemente”.

Infatti, come chiunque può verificare, basta osservare il sito del Ministero della Salute per vedere che alla data di oggi 11 marzo ore 15,31, su 6.005.183 di somministrazioni la Regione Lombardia risulta al 16° posto tra le regioni italiane. Con la somministrazione de del 77% delle dosi ricevute.

“Inoltre –continua la segretaria regionale della CGIL- era in corso un confronto nazionale sull’aggiornamento del protocollo di sicurezza firmato nell’aprile scorso dal ministro del Lavoro e quello della Salute. Per cui non capisco questa fretta.”

A smentire l’approccio mercantilistico della Regione Lombardia sembra che verranno in soccorso anche le linee guida del governo Draghi che chiariranno i criteri di priorità. Si procederà-sembra- con il criterio anagrafico e con quello della disabilità fino alla soglia dei 60 enni. Solo dopo si prevede che “quando ci sarà alta disponibilità di dosi queste possano avvenire anche nei luoghi di lavoro, che comunque non avranno priorità”.

“Brava” Moratti

Finalmente la Regione Lombardia un primato l’ha
raggiunto.

Non per la buona organizzazione della vaccinazione antinfluenzale dell’autunno scorso. Non per la distribuzione territoriale dei centri pubblici per i tamponi anti-covid. Non per le Usca, che nel territorio della Asst rhodense non si sono visti, come nel resto della regione. Non per il funzionamento delle piattaforme informatiche regionali per la prenotazione dei vaccini degli over’80 che hanno indirizzato alcuni cittadini padernesi a Lodi e a Trezzo sull’Adda.

Non per l’accordo con i Medici di Medicina Generale che non decolla in molte zone, come nella rhodense. Adesso si vede quanto è stato trascurato il territorio a favore degli ospedali privati

Ma anche la Asst rhodense non scherza in efficienza. I cittadini padernesi over 80 hanno a disposizione un giorno alla settimana per vaccinarsi e ci impiegheranno anni prima di essere vaccinati tutti: una vergogna. Inoltre la vaccinazione a domicilio degli anziani in difficoltà è iniziata a Niguarda, a Sesto e a Cinisello Balsamo. A Paderno Dugnano quando?

Però la Regione Lombardia è la prima in Italia.

La nostra Regione è la prima a firmare un accordo discutibile (che spero il governo non avvalli) con una impresentabile Confindustria per la vaccinazione in azienda. Prima il reddito, poi la cura, hanno tuonato sia la Moratti che Bertolaso. Prima chi lavora e produce, poi gli anziani e i disabili, anche se corrono il rischio della vita.

Brava Moratti!

Aspettavamo te per vedere confermata, con tanto cipiglio imprenditoriale, una concezione mercantile della salute pubblica. Per quanto tempo ancora dovremmo sopportare questi personaggi che amministrano la Regione più importante dell’Italia senza pagare il conto delle loro stupidaggini …

Coronavirus: 44°aggiornamento

Dal sito del Comune di Paderno Dugnano

AGGIORNAMENTO: 05.03.2021 – ORE 17.30

“Emergenza Covid-19, parchi chiusi sabato e domenica per evitare assembramenti. I dati riferiti al contagio da Covid-19 sono in costante aumento in tutto il territorio regionale. Nella nostra città, dai dati resi visibili ai Sindaci dal portale ATS e completi di anagrafica, sono 162 i casi attualmente positivi e di questi 11 risultano ricoverati in strutture ospedaliere.

A seguito dell’ordinanza n. 714 di Regione Lombardia che ha disposto dal 5 al 14 marzo misure ancora più restrittive rispetto a quelle nazionali previste per la zona aranzione (fascia cosiddetta ‘arancione rafforzato’), il Sindaco Ezio Casati ha firmato oggi un’ordinanza che dispone la chiusura dei parchi Lago Nord, Toti, Belloni e Borghetto nei giorni festivi e prefestivi (sabato e domenica) con l’intento di evitare il rischio che si creino assembramenti difficilmente controllabili in queste aree comunali.
“Sono in contatto costante con ATS – anticipa il Sindaco Casati – per garantire ai cittadini di Paderno Dugnano un maggior numero di sedute settimanali per la vaccinazione anti Covid-19, anche grazie al coinvolgimento di strutture sanitarie del territorio”.
Ascolta il videomessaggio del Sindaco Casati.”