I diritti dei “riders”

La Procura di Milano ha chiesto, nei giorni scorsi, l’assunzione di 60.000 persone (rider) dimostrando, attraverso controlli capillari che questi lavoratori non sono autonomi. Queste persone non sono schiavi ma lavoratori subordinati gestiti in forma anonima, ma niente affatto neutra, da un algoritmo: è la tesi della Procura.

Le quattro aziende coinvolte (Just eat, Uber eats, Glovo e Deliveroo) hanno ricevuto delle ammende per non aver rispettato le norme su salute e sicurezza. Tali ammende ammontano a 733 milioni di euro.

E’ stato questo un altro passo avanti dopo la sentenza storica, stavolta dalla Corte Suprema di Londra, che ha riconosciuto lo status di lavoratore dipendente agli autisti di Uber e quella del ”Tribunale del lavoro di Bologna contro l’app e il sistema del ranking reputazionale che classifica e mappa i turni dei lavoratori di Deliverroo.

Oltre alla gioia per la vittoria e l’affermazione dei diritti di così tante persone, c’è anche un sentimento amaro per l’insufficienza della la politica, delle parti sociali, e dei i media che hanno chiuso occhi e orecchie per non vedere la realtà di sfruttamento e non sentire il grido di dolore della parte più debole del lavoro. E la sinistra?

Dobbiamo aspettare Michel Serra che, sulla Repubblica, si chiede ” perché a dare un colpo decisivo allo sfruttamento dei rider non è stata la politica, ma la magistratura”?…E aggiunge: “L’organizzazione sindacale e politica dei senza voce, degli sfruttati, della carne da profitto, è stata, per circa due secoli, la ragione stessa dell’identità, della cultura e dell’azione della sinistra”.

Oggi dov’è la sinistra?

Il Giro 2021 passa da Paderno Dugnano

Paderno Dugnano al centro dell’attenzione dei media. Dopo la gag di Crozza sull’hinterland milanese e l’indice di attrattività immobiliare segnalato dal Sole 24 ore oggi è il sito del Cittadino di Monza a raccontare come il giro d’Italia passerà anche da Paderno Dugnano per il gran finale. Di seguito l’articolo del giornalista Stefano Arosio.

“Giro d’Italia 2021: crono da Senago per il gran finale, passaggio da Paderno Dugnano di Stefano Arosio

Svelato il percorso completo dell’edizione 104 della
Corsa rosa. Ultima frazione da 29,4 chilometri con partenza dall’area mercato
di Senago, prima dell’arrivo in piazza Duomo sotto la Madonnina

Serviranno 29400 metri, neanche 30 chilometri, per decretare il vincitore dell’edizione 104 del Giro d’Italia. E sarà necessaria l’appendice a cronometro per stabilire chi, sotto il Duomo di Milano, potrà alzare il Trofeo senza fine e prendersi un posto nella storia del ciclismo. Quel giorno sarà il prossimo 30 maggio, una domenica. E la corsa contro il tempo dei superstiti del Giro partirà da Senago, designata sede di partenza dell’ultima delle 21 frazioni della Corsa rosa.
Il sipario che si apre sul Giro svela il palcoscenico di più grande prestigio al comune milanese che fa da cintura con la provincia brianzola. Partenza da piazza Aldo Moro – la piazza del mercato – poi attraverso le vie del centro in direzione del quartiere Mascagni e l’arrivo nel territorio di Garbagnate Milanese. Lungo un percorso differente da quello ipotizzato in prima battuta dal Comune di Senago, in un corteggiamento all’assegnazione di tappa lungo un paio d’anni. Dopo aver sconfinato a Garbagnate, percorso a ritroso lungo la tangenzialina senaghese tra il Villoresi e Traversagna, …

Ricordando Franco Cassano

Ieri è morto Franco Cassano, sociologo e docente universitario della facoltà di Scienze politiche di Bari. Era nato ad Ancona il 3 dicembre 1943. Fu esponente di una corrente di pensiero politico definita “scuola barese” insieme a  Beppe Vacca e a Biagio De Giovanni.

Un uomo che ha rivoluzionato con il suo saggio del 1996 Il pensiero meridiano «i paradigmi del racconto del Sud e dell’essere meridionali. Per Cassano  la questione meridionale è parte della questione mediterranea. Affrontarle separatamente non ha senso e porta solo a risultati parziali. Su questo obiettivo occorre incalzare l’Unione europea e il governo italiano spingendoli a uscire da una micidiale miscela di retorica e inerzia”.

Cassano si impegna anche civilmente e nel 2000 da vita alla straordinaria esperienza di Città plurale, l’associazione di cittadinanza attiva della quale è stato fondatore e primo presidente. Sarà deputato del PD per una legislatura.

Io lo ricordo non tanto per Il pensiero meridiano, che non ho letto, ma soprattutto per 4 libri illuminanti che consiglio di leggere o di rileggere.

1.Homo civicus. La ragionevole follia dei beni comuni, Dedalo 2004: “L’onnipotenza del mercato produce l’inarrestabile distruzione di tutti i beni pubblici. La prevalenza di un individualismo cieco e distruttivo riempie il mondo di merci, ma lo rende sempre più ingiusto e disperato. In un mondo siffatto la cura e la tutela dei beni che appartengono a tutti sembra una follia: eppure essa costituisce l’unica ragionevole risposta al processo di privatizzazione del mondo, l’unico rimedio per evitare che esso divenga il bottino esclusivo dei più forti”.…