Quando nevica ricorda che..

Dal sito del Comune si ricordano i contenti del piano neve 2020. Ma è stato fatto proprio tutto di quello che era previsto nel Piano? Soprattutto i marciapiedi di interesse pubblico sono stati curati?

“Il comune attiva il piano di sgombero con appositi mezzi, qualora sul terreno siano presenti almeno 5 cm di neve.
Sulla base dell’esperienza maturata negli anni precedenti gli interventi sono stati suddivisi in due fasi distinte e separate:

  1. immediato utilizzo di mezzi
    spargisale
    , al fine di evitare la formazione di ghiaccio sul piano
    stradale
  2. sgombero della neve dalle strade e
    dalle altre aree pubbliche per mezzo di un adeguato numero di mezzi spartineve
    opportunamente distribuiti sul territorio che intervengono secondo le seguenti
    priorità:
  • grande
    viabilità di scorrimento
     e attraversamento (principali
    strade di ingresso e di uscita)
  • viabilità
    secondaria
     cominciando
    dalle via di maggior scorrimento fino a quelle più piccole dei quartieri

Si ricorda però che alcune strade di collegamento non sono
comunali ma di competenza della Provincia (es. Milano-Meda) e che quindi sono
fuori dal Piano della Neve comunale.

In condizioni di freddo intenso e di gelo sulle strade e sui
passaggi pedonali viene sempre garantito lo spargimento di sale, sabbia o
sostanze antigelo.

Per quanto riguarda lo sgombero della neve dai marciapiedi:

1. all’Amministrazione Comunale competono i
tratti prospicienti gli edifici pubblici o di competenza comunale o dove non
siano presenti edifici sul fronte stradale

2. per tutti gli altri casi la pulizia
deve essere effettuata dai proprietari
. A
questo proposito si ricorda che in caso di nevicate tutti i proprietari,
locatori, concessionari di beni immobili di edifici che si affacciano
direttamente sulla via …

Appalto calore: si discute

Il tema dell’Appalto calore fa discutere le Amministrazioni, le associazioni e i cittadini. Non solo a Paderno Dugnano ma anche Milano è alle prese con una vicenda non semplice. Di seguito come il Comune di Milano sta affrontato la questione.

E’ morto Giorgio Galli

Giorgio Galli è morto ieri, all’età di 92 anni. E’ stato per trenta anni docente alla Statale di Milano dove aveva insegnato Storia delle Dottrine Politiche.
Collaboratore di Panorama, Linus e altre testate giornalistiche fu per cinque anni anche direttore della casa editrice Il Mulino. Rispettato studioso si è dedicato alle vicende politiche fino all’ultimo istante. Di qualche giorno fa la sua ultima intervista ad “Affaritaliani.it” dove criticava l’atteggiamento irresponsabile di Renzi, nel minacciare una crisi di governo in piena pandemia. Lucido concludeva “spero che l’avvicinamento tra Pd, Leu e M5S approdi presto ad un’intesa ben strutturata come avvenne agli inizi degli anni ’60 con il primo governo Fanfani, quello delle grandi riforme di struttura di cui fu protagonista Riccardo Lombardi che anelava ad una società più ricca perchè diversamente ricca”.

Divenne noto al grande pubblico per il suo libro sul “Bipartitismo imperfetto” del 1966 quando analizzò il blocco della politica italiana priva di un alternativa perché stretta tra Dc e PCI . Ma Galli fu soprattutto un attento studioso dei fenomeni politici italiani ed europei. Con i suoi studi ha proposto analisi importanti sulla sinistra nel dopo guerra. Tra le sue produzioni, si annoverano importanti studi sul nazismo, sul totalitarismo e sulle influenze esoteriche nella politica nazista. Per continuare le sue ricerche aveva fondato nel 2017 l’Istituto di studi politici..

Autore di tantissimi libri, alcuni pionieristici come “Storia del
Partito comunista italiano” (1953); “La sinistra italiana nel dopoguerra” (1958);
“La sinistra democristiana. Storia e ideologia” ( 1962); “Il difficile governo.
Un’analisi del sistema partitico italiano, Bologna” (1972); “La crisi italiana
e la destra internazionale” (1974); “Dal bipartitismo imperfetto alla …

Buona Natale, con Banksy

Buon Natale 2020, ai miei 4 lettori, con le immagini di Banksy.

La prima è Scar of Bethlehem (il presepe crivellato di colpi), la seconda è
Santa Claus versione homeless e la terza è quella della United Methodist Church di Claremont, in California, che ha illustrato la natività rinchiudendo Giuseppe, Maria e Gesù Bambino in tre gabbie. Obiettivo: puntare l’attenzione sulle condizioni dei tantissimi migranti che, dal Messico, cercano di raggiungere gli Stati Uniti.

Il 25 dicembre non è solo luci e addobbi scintillanti, neppure per noi.