Non solo “Laudato si”

Papa Francesco: Terra Casa Lavoro

Nella settimana del “Laudato si” mi piace ricordare anche il bel libro, pubblicato da “Ponte alle grazie” e distribuito dal quotidiano Il Manifesto. Di seguito la presentazione che ne ho fatto, nell’ottobre 2017, su questo blog.

Pubblicato 6 Ottobre 2017 | Da Gianfranco Massetti

Non sono avvezzo a tirare per la giacca e a citare frasi estrapolate dei Pontefici per giustificare posizioni politiche ma,dopo il grande ascolto che ha avuto anche a sinistra, l’enciclica di Papa Francesco ”Laudato si”, ora siamo di fronte a un nuovo piccolo fatto straordinario. Il quotidiano comunista il Manifesto veicola e propone i discorsi di Papa Francesco ai movimenti popolari. E anche stavolta si è aperto un dibattito franco e molto interessante sulle pagine del quotidiano che leggo da anni. Ha cominciato Luciana Castellina nel presentare il volumetto edito da Ponte alle Grazie e curato da Alessandro Santagata. Il 4 ottobre con un articolo da titolo “Perché sentiamo nostro il suo messaggio” Castellina si chiede:

Rivoluzione in Vaticano, dunque (e al manifesto)? No, ma per la Chiesa certamente una discontinuità forte, pratica e teorica.Il comunismo non c’entra ma il focus significante delle parole del papa ha certo a che fare con i movimenti rivoluzionari. E poi conclude Se il manifesto veicola i discorsi di papa Francesco, non è per ospitalità, o per strumentale ammiccamento. È perché questo suo messaggio lo sentiamo nostro. Utile anche ai nostri lettori. Molti generosamente impegnati nella solidarietà, e però spesso, per disillusione, ormai scettici verso la politica.

Il dibattito continua  con  un  intervento  interessante a cui rimando di Nichi Vendola il 5 ottobre: “Un …

Coronavirus. 22°aggiornamento

Dal sito del Comune di Paderno Dugnano

AGGIORNAMENTO – 15.5.2020: ORE 19.00

Dai dati visibili ai Sindaci sulla piattaforma ATS, i casi di positività al Coronavirus riscontrati su Paderno Dugnano sono 364. Di questi risultano: 59 deceduti, 22 ricoverati, 20 dimessi ancora positivi dalle strutture ospedaliere, 35 seguiti presso il domicilio, 105 in RSA (questo dato tiene conto sia delle strutture presenti in città sia dei cittadini che risultano ancora residenti a Paderno Dugnano ma ospiti in strutture fuori città), 123 risultati guariti perché negativi ai tamponi di controllo.
Considerato che l’aggiornamento dei casi di contagio al Covid19 sulla piattaforma ATS (completo con l’anagrafica dei casi stessi) visibile ai Sindaci non è tempestivo, la comunicazione sui dati avverrà a cadenza settimanale per consentire l’elaborazione delle informazioni sul decorso sanitario di chi ha contratto il virus anche a seguito dei contatti diretti con i cittadini interessati.
Si ricorda, inoltre, che il report quotidiano sui contagi divulgato da Regione Lombardia fornisce un mero dato numerico che viene caricato gradualmente nei giorni successivi (con le specifiche anagrafiche) sulla piattaforma ATS accessibile ai Sindaci, per questo i dati non possono essere contestualmente coincidenti.


AGGIORNAMENTO – 8.5.2020: ORE 19.45

Dal 4 maggio le misure
di contenimento del rischio contagio da Coronavirus ci consentono sicuramente
una maggiore mobilità, sempre con l’obbligo di portare la mascherina e
mantenere il distanziamento sociale necessario.
La speranza condivisa è quella di superare presto questa
emergenza per affrontare confiducia la ripartenza. Ma oggi più che mai tutto dipende
dal nostro senso di responsabilitàAscoltate perchè.

IL RECUPERO DI VIALE BAGATTI — Legambiente Circolo Grugnotorto

Leggo, su sito di Legambiente di Paderno Dugnano, una testimonianza di
G.Alberti sul recupero ambientale del viale Bagatti. Consiglio di leggerla anche per i più smemorati. E’ un modo per fare”storia locale”.

Il recupero e la riqualificazione del Viale Bagatti è stata una bella pagina della nostra storia sociale. Mi permetto però di aggiungere qualche informazione non per contraddire ma per completare e dare la giusta dimensione politico-amministrativa a quel grande successo. Un successo che diventò un cambiamento “storico” per la città di Paderno Dugnano.

Centrale e decisiva è stata la sensibilizzazione che gli ambientalisti padernesi seppero portare alla città. Ma non furono i soli. Aggiungo tre precisazioni doverose, per me.

1°.Qualche aiuto, è giusto riconoscerlo, venne anche da personalità di Varedo e da forze politiche della sinistra palazzolese e padernese che si batterono contro l’ipotesi della giunta in carica -dal 1990 al 1995 (DC-PSI)- di realizzare una strada di alleggerimento del traffico (tangenzialina) dentro il viale Bagatti;

2°.Dopo la mobilitazione ambientalista del 1991, come riconosce la stessa Alberti:”le cose non cambiarono molto” ma “fortunatamente ci fu una svolta con le elezioni comunali. Grazie ad una folta presenza degli ambientalisti tra le file della maggioranza, l’amministrazione comunale fu indotta ad occuparsi del problema.” Affermazione un pò ingenerosa. Non fu “fortuna” e la nuova giunta (PPI-PDS-Verdi) non fu “indotta”. Fu una precisa e convinta scelta politica nata dalla convergenza ambientalista tra verdi, pds e ppi attorno ad una nuova idea di Città e di Piano regolatore generale;

3°.Sempre Alberti afferma che: “Qualche tempo dopo la nuova amministrazione mise a dimora nuovi alberi a sostituzione delle piante morte.” Io …

#SOS Bacino Seveso

Ricevo da Ottorino Pagani la seguente riflessione:

“L’accelerazione dei cambiamenti climatici che stiamo vivendo impone una verifica dei progetti idraulici di modifica del torrente nati 20 anni fa per evitare l’alluvione di Niguarda in caso di forti precipitazioni su tutta l’area del bacino; progetti mai realizzati, eccetto il tratto del “Canale scolmatore nord ovest” da Palazzolo a Senago. La previsione di lunghi periodi di siccità e il problema della portata del Seveso suggeriscono un ripensamento profondo del modo con cui viene utilizzata l’acqua, il bene comune più importante per l’uomo, nei 52 comuni dell’asta del Seveso.

Il Seveso ha
una portata ridotta con solo due affluenti naturali e molti affluenti
artificiali: i depuratori dei vari comuni e circa 1400 scarichi abusivi; questi
affluenti artificiali portano nel torrente le acque di falda sporcate dalle
nostre attività, sia domestiche che industriali e agricole; acque che in
presenza di eventi meteorici si mischiano con le acque piovane, e in caso di
forti precipitazioni la portata del fiume diventa insufficiente a causa della
forte impermeabilizzazione del suo bacino.

La nuova
tipologia di precipitazioni, le bombe d’acqua, provocano esigenze locali straordinarie
di portata; il 21 ottobre 2019 il Seveso a Paderno Dugnano, a valle dello
scolmatore, aveva pochissima acqua, ma la bomba d’acqua sul Nord Milano ha
provocato l’allagamento di Niguarda, anche in assenza dell’esondazione del
torrente.

La prevista
siccità che i modelli scientifici ci annunciano e gli eventi meteorici estremi
conseguenti, devono essere presi in seria considerazione per definire come
dovremo utilizzare le acque del bacino del Seveso nei prossimi anni. Non è
etico, in questo scenario, continuare a mischiare e sporcare le …