
Ieri, alla Casa della Cultura di Milano c’è stata la presentazione del libro di Ferruccio Capelli:“il futuro addosso.L’incertezza, la paura e il farmaco populista”. Una serata stimolante davanti ad un pubblico attento e numeroso. Ma chi è Ferruccio Capelli?
Ferruccio Capelli è il direttore della Casa della Cultura di Milano dal 2000. Da allora è riuscito a riportare questa importante istituzione culturale milanese ai suoi migliori fasti. Un lavoro meticoloso, puntuale e determinato sui fondamentali della cultura italiana e internazionale senza perdere di vista mai l’attualità politica. Un’attualità scandagliata però con le armi della scienza e del sapere. Nessun cedimento alle mode e ai nuovismi. Ma un lavoro costante con le migliori menti delle università e dei saperi che non a caso sono tornate a frequentare e ad arricchire l’offerta culturale milanese e non solo. Oltre a questo lavoro collettivo ha maturato anche una riflessione personale utile alla cultura della sinistra italiana che lo ha visto autore di diverse pubblicazioni.
Ricordo fra l’altro: “Per una geografia della morale. Dalla Cina all’Islam, dall’Europa all’America” (2006), “Sinistra light. Populismo mediatico esilenzio delle idee” (2008), “Indignarsi è giusto” (2011), “La formazione (è)umanistica” (2012), “La porta rossa. 70 anni di Casa della Cultura fra storia e storie” (2016).
Ad introdurre l’autore c’erano diverse voci.Massimo Rebotti diRadio Popolare, il filosofo Salvatore Veca, il politologo Roberto Biorcio, il giornalista Gad Lerner e la sociologa della cultura Carmen Leccardi.
Un libro che parla di dinamiche e processi che aiuta a spiegare, nel medio e lungo periodo, come sia cambiato il mondo e che consente di collocare i fatti. Un libro prezioso per capire quanto è successo …




