
Riassumo in breve la notizia diffusa da ANCI Lombardia insieme al Comune di Brescia, riguardo ad una sentenza, depositata il 16 luglio, della Corte Costituzionale sul consumo di suolo che pone fine a tutte le “remore” (interessate) sui poteri dei comuni in materia di pianificazione urbanistica.
” La Corte Costituzionale con la sentenza 179 del 2019 ha accolto la domanda di incostituzionalità presentata dal Comune di Brescia, con il sostegno di ANCI Lombardia, di una norma della legge regionale lombarda n. 31 del 2014 per la disciplina sul contenimento del consumo di suolo.
“Una sentenza che conferma la libertà pianificatoria del proprio territorio da parte dei Comuni, così come sancito dalla Costituzione”.
“Una libertà che arriva da molto lontano visto che come riporta anche la sentenza della Corte Costituzionale “La funzione di pianificazione urbanistica nel nostro ordinamento è stata tradizionalmente rimessa all’autonomia dei Comuni fin dalla legge 2359 del 1865”.
La sentenza n. 179 della Corte Costituzionale rappresenta il punto di arrivo di un lungo contenzioso che ha coinvolto in questi anni il Comune di Brescia e Anci Lombardia da un lato e alcuni privati dall’altro che avevano ricorso al Tar ritenendo illegittima la decisione del Comune.
La norma contestata, l’art. 5, comma 4, nel frattempo modificata da Regione Lombardia, faceva divieto ai Comuni, nell’attesa che si completasse l’iter attuativo previsto dalla legge regionale, di procedere autonomamente, alle varianti dei propri piani di governo del territorio per ridurre il consumo di suolo.
I Termini della vicenda
La vicenda ha avuto inizio quando il Comune di Brescia, come molti altri Comuni, ha modificato il suo Pgt, eliminando una vasta area di trasformazione urbanistica.
Contro questa decisione i privati proprietari hanno presentato ricorso al TAR per il suo annullamento. Il TAR bresciano con sentenza accoglieva il ricorso e annullava. Il Comune affiancato da Anci e da Legambiente ricorreva in appello in Consiglio di stato, il quale con sentenza non definitiva confermava la decisione di primo grado. Nello stesso tempo il Consiglio di Stato, accoglieva la domanda del Comune e di Anci di sottoporre la norma all’esame della Corte costituzionale, ritenendola illegittima per violazione del principio di autonomia comunale in materia di governo del territorio.
L’udienza si è svolta lo scorso 22 maggio e la Corte costituzionale con la sentenza n. 179 ha accolto i rilievi del Comune e di Anci, riconoscendo che la Regione con questa norma ha illegittimamente compresso i poteri comunali, che si sono visti esautorati della facoltà, attribuita dalla Costituzione, di effettuare scelte autonome di riduzione del consumo di suolo.
In sostanza la Corte ha riconosciuto che la Regione ha limitato i poteri comunali in materia di governo del territorio che ANCI Lombardia ha invece inteso difendere a noma degli artt. 117 e 118 della Costituzione.
La Corte Costituzionale ha dunque ri-attribuito questo potere ai Comuni e, quindi, non solo quello di Brescia, ma tutti i Pgt in riduzione del consumo di suolo, sono legittimi.”