
Ho letto con attenzione il comunicato stampa di Legambiente di Paderno Dugnano, di commento alla sentenza del TAR che dà ragione alla giunta di centrodestra sulla variante Re3. Sembrerebbe legittimo costruire alloggi privati in un parco pubblico. Aberrante. Ma nella Lombardia liberista dell’urbanistica contrattata, delle leggi regionali riguardanti il suolo tutte piegate agli interessi non pubblici questo è possibile. Dico subito che condivido il commento di Legambiente, ma. Ma non mi basta.
“Le sentenze vanno rispettate”. Ma l’iniziativa e le responsabilità politiche non si possono fermare. Ripeto: bene le valutazioni di Legambiente che contestano le motivazioni del Tar e che possono portare ad una nuova fase della battaglia legale. Le ragioni “etiche (e politiche ndr) della opposizione alla variante Re3 restano tutte e immutate”. Ma la conclusione del ragionamento di Legambiente mi sembra non sufficiente quando afferma che bisogna “proseguire nel percorso giudiziario ricorrendo anche al Consiglio di Stato”. Ipotesi che condivido ma che non basta.
Oggi serve anche un percorso politico e amministrativo se vogliamo fermare quella scelta scellerata. Come anticipava anche Sinistra per Paderno Dugnano, in un suo recente comunicato, bisogna mettere in cambio e “richiedere di mettere in campo altre scelte politiche e amministrative”. Oltre tutto adesso possiamo anche farci forza di una presa di posizione chiara dell’amministrazione comunale a cui bisogna chiedere azioni coerenti con il comunicato stampa emesso giorni fa.
Quindi, per me, non solo Consiglio di Stato, se si decide per questa via, ma anche Consiglio di Stato. Adesso servono anche scelte e iniziative politiche e amministrative per cambiare quell’atto perché diversamente mettere in campo solo il Consiglio di Stato potrebbe rivelarsi una scelta perdente.