
Ricevo da Gianni Rubagotti la seguente “lettera aperta” sui test sierologici
“Gentile Signor Sindaco,
in questi giorni dovevano essere già partiti i test sierologici della Regione Lombardia: non ho più notizie su questo ma comunque non sarebbero stati qui perché (giustamente) la sperimentazione doveva partire a Bergamo e nelle zone più colpite del nostro territorio.
Alcuni comuni però si sono mossi lo stesso: Robbio ha messo a disposizione i test per tutti i cittadini a un prezzo raggiungibile divenendo un caso di studio mondiale, essendo ringraziata pubblicamente dall’infettivologo Bassetti dell’Università di Genova e portando a fare lo stesso altri comuni vicini.
Il comune di Milano si sta muovendo per permettere di fare il test agli autisti dell’ATM, Sesto San Giovanni ha fatto una convenzione con Multimedica. Robbio ha 6000 abitanti e non quasi 50.000 come Paderno Dugnano ma il nostro comune non può agevolare l’accesso al test perlomeno ad alcune categorie che lavorano a contatto col pubblico?
L’attivismo dei comuni sarebbe di pungolo per le regioni e per il governo nazionale oltre che indicare la via per la ripartenza senza la quale alle vittime della epidemia si sostituirebbero quelle della carestia.
Sindaco, è più facile chiudere tutto che progettare (come chiede giustamente il Sindaco di Milano) la convivenza con il virus: i test sierologici sono un ingrediente fondamentale nella ricetta della ripartenza. Se non ci pensa la Protezione Civile nazionale o il Pirellone copiamo i comuni che, seguendo la saggezza popolare, hanno deciso di fare da sé.”
Cordiali saluti, Gianni Rubagotti,Segretario Associazione per l’Iniziativa Radicale “Myriam Cazzavillan”