#SOS Bacino Seveso

Home Notizie #SOS Bacino Seveso

Ricevo da Ottorino Pagani la seguente riflessione:

“L’accelerazione dei cambiamenti climatici che stiamo vivendo impone una verifica dei progetti idraulici di modifica del torrente nati 20 anni fa per evitare l’alluvione di Niguarda in caso di forti precipitazioni su tutta l’area del bacino; progetti mai realizzati, eccetto il tratto del “Canale scolmatore nord ovest” da Palazzolo a Senago. La previsione di lunghi periodi di siccità e il problema della portata del Seveso suggeriscono un ripensamento profondo del modo con cui viene utilizzata l’acqua, il bene comune più importante per l’uomo, nei 52 comuni dell’asta del Seveso.

Il Seveso ha una portata ridotta con solo due affluenti naturali e molti affluenti artificiali: i depuratori dei vari comuni e circa 1400 scarichi abusivi; questi affluenti artificiali portano nel torrente le acque di falda sporcate dalle nostre attività, sia domestiche che industriali e agricole; acque che in presenza di eventi meteorici si mischiano con le acque piovane, e in caso di forti precipitazioni la portata del fiume diventa insufficiente a causa della forte impermeabilizzazione del suo bacino.

La nuova tipologia di precipitazioni, le bombe d’acqua, provocano esigenze locali straordinarie di portata; il 21 ottobre 2019 il Seveso a Paderno Dugnano, a valle dello scolmatore, aveva pochissima acqua, ma la bomba d’acqua sul Nord Milano ha provocato l’allagamento di Niguarda, anche in assenza dell’esondazione del torrente.

La prevista siccità che i modelli scientifici ci annunciano e gli eventi meteorici estremi conseguenti, devono essere presi in seria considerazione per definire come dovremo utilizzare le acque del bacino del Seveso nei prossimi anni. Non è etico, in questo scenario, continuare a mischiare e sporcare le acque e realizzare interventi idraulici per risolvere il problema di portata del torrente con vasche di laminazione che rischiano di essere sottodimensionate rispetto ai nuovi eventi meteorici estremi, e che non “curano” in alcun modo il bene più prezioso per l’umanità.

A nostro avviso, occorre realizzare in tutti i Comuni dell’asta del Seveso un “Piano di adattamento climatico” del bacino che salvaguardi la risorsa acqua per le generazioni future. In questo Piano, oltre alla pulizia delle acque usate per le nostre attività (vedi soprattutto il miglioramento drastico dei sistemi di depurazione), bisognerà salvaguardare con molta cura le acque naturali, sia di sorgente che di falda. Le acque piovane, anche di eventi estremi, non potranno essere disperse con artifici idraulici (vasche di laminazione) sulla portata del torrente.

Per questo, sarà anche necessario: ridurre la superficie impermeabile del bacino, ridurre gli sprechi e le perdite, dividere le acque chiare dalle scure, realizzare vasche volano meteoriche e sistemi per invarianza idraulica per depurare le acque e rimpinguare le falde acquifere che si stanno prosciugando e inquinando.