C’è una USCA del Rhodense?

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E’ una domanda che sorge spontanea visti i dati COVID di questo territorio. Ragioniamo. Secondo il sito del Comune di Paderno Dugnano, al 22 maggio le persone positive erano 370 mentre, secondo il settimanale Settegiorni, erano 411. Partiamo però dai dati comunali: 370 i positivi e di questi 66 sono deceduti, 18 sono stati dimessi ancora positivi, 29 seguiti presso il domicilio, 109 in RSA (anche fuori Comune) e 140 guariti perché negativi ai tamponi.

Quindi dal novero dei 370, tolti i deceduti (66), i 102 in RSA, i 15 in Ospedale e i 140 guariti restano, 147 in casa di cui solo 29 sono seguiti a domicilio? Cosa significa? Gli altri 118 in che stato di salute sono? E i 147 a domicilio che vivono ovviamente con altri famigliari quanti altre persone hanno contagiato? In questi giorni sono usciti di casa? Qualcuno li tracciati? C’è stata una visita delle USCA?

Ma esiste una USCA dell’ASST Rhodense? Esiste una USCA di riferimento del territorio comunale?

La DGR XI/2986 del 23.3.2020 di Regione Lombardia ha deciso di creare le Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA) che “debbono svolgere attività domiciliari per i pazienti COVID. Le loro funzioni sono principalmente rivolte alle cure al domicilio per pazienti COVID (dimessi dalle strutture ospedaliere o mai ricoverati) con bisogni di assistenza compatibili con la permanenza al domicilio e per la cura al domicilio di pazienti con sintomatologia simil influenzale, di cui non è nota l’eventuale positività e che devono essere considerati come sospetti casi COVID”. La stessa DGR afferma:

1.“di istituire, ai sensi del citato articolo 8 del Decreto Legge n. 14/2020, le Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA) finalizzate alla gestione domiciliare dei pazienti affetti da COVID-19 che non necessitano di ricovero ospedaliero anche in relazione alla necessità di fornire risposte alla popolazione nelle aree in cui sono maggiori i casi di positività per i medici della medicina generale;”

2.di mantenere attiva per tutto l’anno 2020 la sorveglianza sindromica secondo le modalità meglio indicate nell’allegato 1, parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, ed in particolare indicando alle ATS di arruolare un numero di medici tale da poter effettuare la sorveglianza di almeno il 4 % della popolazione di ogni distretto;

3. di approvare: – l’allegato 1 “Sorveglianza e presa in cura territoriale”; – l’allegato 2 “Unità Speciali di Continuità Assistenziale – USCA”; – l’allegato 3 “Prestazioni domiciliari per monitoraggio persona affetta da Covid-19 e per pazienti con sintomatologia similinfluenzale di cui non è indagata l’infezione da Sars Cov-2; – l’allegato 4 “La rete regionale di cure palliative nell’emergenza Covid19: documento di riorganizzazione straordinaria del modello erogativo e della capacità di offerta delle reti locali di cure palliative”; – l’allegato 5 “Servizio di telemonitoraggio Pazienti COVID-19”,

Cosa è stato fatto dalla AST Rhodense? E perché non esiste una informazione al riguardo? Forse l’Amministrazione Comunale dovrebbe informare meglio dell’attività dell’ASST visto che questa non lo fa e visto che l’Amministrazione Comunale ha anche un addetto stampa retribuito che potrebbe aiutare la cittadinanza a capire quanto sta succedendo.