Autore: Gianfranco Massetti (Gianfranco Massetti)

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Responsabilità e meriti Una precisazione

Le discussioni sul passato non mi appassionano ma non posso nè voglio sottrarmi alle mie responsabilità, visto che ho fatto l’amministratore pubblico di Paderno Dugnano dal 1995 al 2009. Proprio per questo, condividendo tutto quanto scritto dall’on.Ezio Casati al blog La Scommessa a proposito dell’operato del centrosinistra al governo di Paderno Dugnano debbo aggiungere una precisazione: “Il centrosinistra padernese ha governato per tre “consiliature”. Dal 1995 al 2004 con sindaco Casati e con assessore all’urbanistica il sottoscritto. Nel corso del 1999 approvammo anche una Variante Generale al PRG. Poi dal 2004 al 2009 il centrosinistra governò con sindaco Massetti e assessore all’urbanistica Michele Crapuzzo. In quest’ultimo periodo non furono approvati altri strumenti urbanistici generali.”. Dal 2013 è in vigore il PGT approvato dal centrodestra.

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Mamme o non mamme? Le opinioni di Barbara Pollastrini e Bia Sarasini

Non commento la decisione della segreteria nazionale PD di istituire un “dipartimento Mamme”. Lascio il compito a Barbara Pollastrini (lettera del 24 luglio) e Bia Sarasini (il Manifesto del 25 luglio).

“Nella miscellanea dei Dipartimenti, Diritti umani dimenticati o rimossi? 40 dipartimenti, ben più di quanti ne contino tante tra le prestigiose università italiane. Eppure c’è un vuoto imperdonabile in quella miscellanea di titoli e parole, tra cui la ormai immancabile “mamma”. Il tema dei diritti umani che per me rimane il titolo dei titoli. Mi si può dire “abbiamo fatto 40, nessun problema a fare 41”. Ma non è una risposta sufficiente. Sono colpita che la parola diritti umani non compaia nel vocabolario del primo partito del centrosinistra italiano. E’ una dimenticanza? E’ una rimozione? Qualsiasi cosa sia è qualcosa che stride con l’identità di una sinistra contemporanea che alza lo sguardo al mondo e si batte per la dignità di ogni donna, uomo e bambino che camminano sulla terra in cui viviamo, anche la nostra”. (on. Barbara Pollastrini).

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“Ridere fa ridere, il «dipartimento mamme» varato tra altri 40 nella nuova direzione Pd. Accanto a «pari opportunità», mentre è assente «diritti civili». Evoca gli anni cinquanta cantati da Edoardo Bennato, «viva la mamma con quella gonna un po’ lunga», un mondo retrò, nostalgico, regressivo.  In cui le donne sono come devono essere. Madri. E allora la risata si spegne. Perché neanche la Dc dei tempi d’oro ha mai fatto nulla del genere. E questa operazione furbetta di marketing politico, che strizza l’occhio alle tante mamme blogger a vario titolo sparse per il web, si rovescia contro

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Giovanni Bianchi Le ACLI e non solo lo piangono

Stamane l’Ufficio stampa delle ACLI nazionali hanno diffuso un comunicato stampa per informare della morte di Giovanni Bianchi. Ne riporto il testo formulando le più sentite condoglianze alla famiglia di un persona che ho avuto la fortuna di avere come insegnante al Liceo classico Omero.

“Dopo una breve malattia, questa mattina Giovanni Bianchi è tornato alla casa del Padre.
Politico, fondatore del Partito Popolare Italiano ed ex presidente delle Acli, le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani, Giovanni Bianchi è stato uomo di cultura, intellettuale squisito ed appassionato, filosofo e poeta.

Con Giovanni Bianchi se ne va un grande uomo e un grande presidente delle Acli – afferma Roberto Rossini, presidente nazionale delle Acli -. Un uomo che, nonostante i numerosi e importantissimi incarichi a livello politico nazionale, è rimasto sempre attaccato alla nostra associazione. Era con noi anche nell’ultimo incontro di spiritualità delle Acli a Bose. Con lui, se ne va un amico e una guida”.

Giovanni Bianchi era nato a Sesto San Giovanni il 19 agosto del 1939 e si era laureato in Scienze Politiche presso l’Università Cattolica di Miano. Dopo aver ricoperto importanti incarichi nelle Acli a livello regionale succede a Domenico Rosati come presidente nazionale dal 31 maggio 1987 al febbraio 1994.

La sua ricca esperienza nelle Acli lombarde gli consente di approfondire “il solco e la radice” delle Acli: il cattolicesimo sociale e politico. Di qui il suo richiamo all’esperienza di Luigi Sturzo e alla spiritualità di Giuseppe Dossetti.

Se durante la Presidenza di Rosati le Acli erano pervenute alla consapevolezza del “cambio d’epoca”, con Bianchi si afferma esplicitamente la necessità di aprire una “nuova

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Il bluff di Alparone e la "cadrega" di Bogani

L’articolo del cittadino:“Appesi al filo dello Sprar. Se il sindaco mette la firma la Lega lo manda a casa”, oggi in edicola ci svela alcune dinamiche che è bene evidenziare. In altre pagine e in altri media si discute di come le nuove giunte di centro destra stiano ” cambiando “il volto e le politiche dell’accoglienza nel milanese.

Il nuovo sindaco di Sesto San Giovanni esibisce i muscoli dichiarando che ha “fermato (in realtà dichiarato) la costruzione della grande moschea di Milano. Il sindaco leghista di Senago ho subito ritirato la firma dal protocollo accoglienza sottoscritto dal suo predecessore  Fois insieme ad altri sindaci della città metropolitana di Milano, qualche mese fa.

Protocollo che aveva firmato tra lo stupore dei più ( ma con il nostro nostro plauso) anche il sindaco forzista di Paderno Dugnano Marco Alparone. Ora il momento della verità si avvicina e il (possibile)  bluff si disvela. Il nostro Sindaco è abile  a dire e a non fare; ad apparire di centrodestra ma non troppo, di Forza Italia ma anche civico. Insomma, senza offendere nessuna tradizione storica, è un perfetto democristiano.

Ora, nell’articolo citato, il capogruppo leghista Fabrizio Riboldi parla chiaro.” Non è il sindaco Marco Alparone a decidere della tenuta della sua giunta, se firma il protocollo per l’accoglienza dei profughi. Ma via Bellerio: un attimo dopo aver messo la firma noi ritiriamo gli assessori. Il sindaco lo sa e non farà mai un gesto del genere”. Ora noi cittadini ci chiediamo se quanto affermato dal capogruppo leghista sia vero oppure no: se l’atto di firma del sindaco fosse un bluff oppure no. …

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Chi l’ha vista? Gloria Mazzitelli

Un’amica mi ha invitato a rilanciare la notizia, già apparsa sul sito della trasmissione televisiva “Chi l’ha visto”,che  riguarda una minorenne di Paderno Dugnano.

“Una ragazza di 17 anni, Gloria Mazzitelli, è scomparsa da una comunità di recupero di Rivoli ormai da una settimana. Gloria si è allontanata giovedì 13 luglio 2017 e non ha più dato sue notizie. Gloria è alta un metro e 65 centimetri, ha capelli e occhi castani ed è residente a Paderno Dugnano, nel Milanese. Era da poco arrivata alla comunità di Rivoli e sono stati gli stessi responsabili della struttura a dare l’allarme segnalando che non ha con se i farmaci che le sono stati prescritti dai medici. Gloria non ha documenti al seguito.”