Dal Il Fatto quotidiano di ieri leggo che: “Dopo giorni di silenzio sull’astensione dell’Italia all’Unesco in merito alla risoluzione adottata sui luoghi santi di Gerusalemme, il presidente del Consiglio ha deciso di condannare il comportamento dei diplomatici italiani. Il 18 ottobre scorso infatti, hanno scelto di non prendere posizione sul documento che definisce Israele “potenza occupante” e utilizza solo la terminologia araba per definire posti simbolici come “il Monte del Tempio”. “Allucinante”, ha detto a Rtl 102.5 il presidente del Consiglio. “Ho chiesto al ministro degli Esteri Paolo Gentiloni di vederci subito al mio ritorno a Roma. E’ incomprensibile, inaccettabile e sbagliato. Ho chiesto espressamente ai nostri di smetterla con queste posizioni. Non si può continuare con queste mozioni finalizzate ad attaccare Israele. Se c’è da rompere su questo l’unità europea che si rompa”. Il testo è stato adottato dall’Unesco martedì scorso con 23 voti a favore, sei contrari (Usa, Germania, Gran Bretagna, Estonia, Lituania e Olanda) e ventisei astenuti. “
Trovo sfasata, fuorviante e sbagliata la polemica del presidente del Consiglio sull’astensione dell’Italia, nel voto all’Unesco, fatto insieme ad altri paese europei. Bisogna non votare con i paesi europei perché ora c’è la moda “elettoralistica” di rompere” sempre e comunque con l’Europa? E’ questo il senso della frase? O invece si vuole far prendere all’Italia una posizione non equidistante nel conflitto israelo-palestinese? Stefano Folli, sulla Repubblica di oggi plaudendo, dice che: “a prendere per buone le affermazioni di Renzi, siamo di fronte a una svolta significativa che avvicina la politica italiana in M.O. e nel Mediterraneo a quella degli Stati Uniti” e la …



