Cambiare l’agenda dei Comuni. La fase 2

Home Notizie Cambiare l’agenda dei Comuni. La fase 2


Il Piano Territoriale degli Orari della città

“Se tutto andrà bene non lo sappiamo”. Ma è certo che si aprirà un dibattito su come riprendere. Chi vorrà che tutto torni come prima (tutto) e chi invece si batterà perché non dovremo “tornare alla normalità, perché la normalità era il problema!”. Dobbiamo già pensare a nuove priorità per il dopo. Per l’economia, per l’ambiente, per la società e per la vita indiviudale.

Oggi molti parlano, anche a sproposito, di ripartenza. Ma anche nella ripartenza io dico: prima la salute e poi l’economia. Dovremo tenere insieme la salute e il lavoro ed evitare il dilemma “Contare i morti o contare i soldi” (M.Giannini su Repubblica). Rimettere al centro la vita e la salute anche nel lavoro, oltre che nella vita sociale, e lascire in secondo piano (quando c’è contrasto) l’economia.

Nelle aziende sarà decisiva la collaborazione tra imprenditori, lavoratori, sindacati e esperti di medicina del lavoro, come si sta già sperimentando. E sarà utile anche il Comitato, insediato da Governo, fatto di esperti in materia economica, e sociale per “elaborare le misure necessarie per una ripresa graduale nei diversi settori delle attività sociali, economiche e produttive, anche attraverso l’individuazione di nuovi modelli organizzativi e relazionali, che tengano conto delle esigenze di contenimento e prevenzione dell’emergenza”.

Per preparare la” fase due” il ruolo dei Comuni sarà ancora centrale. Paderno Dugnano, potrà fare fare la sua parte nell’organizzazione della vita sociale della propria comunità. I Comuni infatti possono fare molto per favorire il distanziamento sociale. Pensiamo ad esempio a uno strumento su cui si è fatta tanta enfasi, tanti convegni e poco pratica: il Piano Territorale degli orari previsto da una legge regionale (l.r.28 del 2004).  

Il Piano Territoriale degli Orari (P.T.O.) è uno strumento di programmazione che serve ai Comuni per dotarsi di indirizzi strategici per il coordinamento e l’amministrazione dei tempi e degli orari della città, con la finalità di migliorare la qualità della vita di tutti coloro che vivono e lavorano in città.

Affonda le su radici nel potere ordinatorio e nella competenza dei sindaci proprio rispetto alla organizazione gli orari della città. L’art.50 del Testo unico degli enti locali al comma 7 espressamente recita: Il sindaco, altresì, coordina e riorganizza, sulla base degli indirizzi espressi dal consiglio comunale e nell’ambito dei criteri eventualmente indicati dalla regione, gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici, nonchè, d’intesa con i responsabili territorialmente competenti delle amministrazioni interessate, gli orari di apertura al pubblico degli uffici pubblici localizzati nel territorio, al fine di armonizzare l’espletamento dei servizi con le esigenze complessive e generali degli utenti.”

Il PTO di Paderno Dugnano, avviato nel 2009 e approvato il 28 febbraio 2011, ha ad esempio alcune parti molto interessanti ed utili. Rileggendolo si capiscono quante possibilità abbia il sindaco per favorire ed attuare il distanziamento sociale. Nella prima parte, oltre alla descrizione dei caratteri temporali e spaziali della città, ci sono capitoli riguardanti” i ritmi quotidiani dei servizi locali”, i calendari dei servizi pubblici e le relazioni tra Paderno Dugnano e il circondario (trasporti) e nella seconda parte sono indicati gli strumenti per l’attuazione del PTO.

Inoltre il sindaco può, ma in questo caso con accordi, procedere a regolare anche gli orari di altre attività. Comunque tutti i bar e ristoranti, tutti gli esercizi commerciali piccoli, grandi e medi, tutti i servizi pubbli comunali e d’altra natura (sanitari, previdenziali, trasporti…) possono essere regolati diversamente da oggi. E come? Non ci sono soluzioni facili. L’Amministrazione Comunale deve studiarle e sperimentarle. E’ certo che se tutti i lavoratori di questi settori invece che avere orari simili avessero orari differenziati per tempo, luogo, e utenze l’affollamento e il distanziamento sociale sarebbero più semplici.  

Se l’inizio (e la fine) della giornata lavorativa di molte attività pubbliche e private (e delle scuole) fosse differenziato, non sarebbe meglio? E anche i trasporti pubblici non potrebbero essere differenziati per età?

Certo serve una rilevazionne capillare dell’offerta commerciale e lavorativa dei singoli quartieri. Ma non è imposibile. Carrefour non ha forse iniziato a  differenziare per fasce d’età? E siamo sicuri che anche le aziende produttive del nostro territorio non abbiano idee in proposito? Bisognerebbe ovviamente coinvolgerle insieme ai sindacati e ai servizi di controllo della salute sul lavoro. Coordinando tutti i soggetti, interessati alla ripresa della fase 2, si potrebbe ricavarne delle indicazioni utili. Vale la pena rileggere e utilizzare, questo PTO.