Categoria: Cultura

Home Cultura
Articolo

PADERNO D’OGNUNO Arti e cultura per l'inclusione sociale

PADERNO D’OGNUNO 
arti e cultura per l’inclusione sociale

8 maggio – 5 giugno 2018
Paderno Dugnano (MI)

Ricevo il seguente comunicato stampa:

“Nel quadro del progetto Paderno D’ognuno, promosso dalla cooperativa Caf due e dalla Fondazione Nord Milano al fine di creare una comunità attiva e unita sul territorio di Paderno Dugnano, Fondazione Cineteca Italiana propone da martedì 8 maggio a martedì 5 giugno una rassegna cinematografica sui temi della diversità e dell’inclusione sociale attraverso l’arte e la creatività.

Gli appuntamenti in sala, tutti a ingresso libero, saranno proposti presso Area Metropolis 2.0 (Via Oslavia 8 – Paderno Dugnano) e presso CDI Ein Karem(Via Gadames 47 – Paderno Dugnano).

Martedì 8 maggio alle ore 21 apre l’iniziativa presso Area Metropolis 2.0 il film La mélodie  (2017) del regista algerino Rachid Hami, presentato fuori concorso alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia 2017, che racconta la storia di un famoso ma disilluso violinista che ritrova la passione grazie al talento dei suoi scapestrati studenti.

Le proiezioni all’Area Metropolis proseguono martedì 15 maggio con Ricomincio da noi  (2017) di Richard Loncraine, una storia di rivalsa sulla terza età; martedì 22 maggio con  Frida (2002) di Julie Taymor, che ripercorre la vita e gli amori della celebre pittrice messicana; infine martedì 29 maggio con Easy – un viaggio facile facile (2017) di Andrea Magnani, una commedia surreale dall’umorismo nordico, applauditissima al Festival di Locarno, che si apre in Friuli per approdare nelle sterminate steppe ucraine.

Chiude la rassegna martedì 5 giugno presso CDI Ein Karem Un profilo per due (2017) diretto dal regista francese Stéphane Robelin e interpretato dal volto …

Articolo

Allarme aria Flatlandia. di Ottorino Pagani

Flatlandia. E’ il titolo di un libro molto istruttivo scritto da E.A.Abbott nel 1882 che racconta la vita in un mondo a due dimensioni e dell’esperienza sconvolgente di un suo abitante (un “quadrato”) nel comprendere l’esistenza della terza dimensione.

Nel nostro mondo le tre dimensioni fanno parte del nostro vivere , abbiamo qualche problema a comprendere bene la quarta dimensione, ma in molte circostanze ci comportiamo come gli abitanti di Flatlandia; soprattutto negli ultimi tempi, riusciamo ad articolare pensieri che risulterebbero troppo banali anche a loro : le “flat taxes”, gli “indici volumetrici di edificazione flat”, l’IMU flat (zero) , etc.

“Flat” in italiano si traduce “piatto” , come l’encefalogramma delle persone in coma , il cui cervello non reagisce più agli stimoli del mondo esterno. La stessa situazione si presenta anche nel caso delle persone in stato di ipnosi, e questa sta diventando una situazione normale anche per noi , ipnotizzati dalle pubblicità e dalle propagande che ci propinano in dose massicce, non siamo più in grado di reagire e articolare pensieri complessi.

Un esempio : a fronte di uno studio fatto da due Istituti di Ricerca Internazionali ( IIASA e MetNorway, pubblicato a settembre 2017, e ripreso da www.ilfattoquotidiano.it/2018/04/17/ ) che indica il più alto tasso di “decessi prematuri” a livello europeo nella zona tra il Nord Milano e Monza ( cioè , anche a Paderno Dugnano!) a causa dell’inquinamento di polveri sottili ( vedi auto Diesel, caldaie, elevatissima densità abitativa e insufficiente quantità di alberi e prati) non abbiamo prodotto alcuna reazione: nessuna presa di posizione della “politica” ( cosa aspettiamo a dimezzare il traffico con le …

Articolo

Pensare il potere Giorgio Galli a Senago

Conosco il prof.Giorgio Galli non solo per i libri che ha scritto ma anche perché è con lui che mi sono laureato, all’Università degli Studi di Milano. E debbo ringraziarlo ancora per aver accolto la mia idea di una riflessione su Vittorio Foa, quando ancora non andava di moda.

Fatta questa doverosa premessa, ricordo che tutti gli riconoscono di essere stato un politologo tra i più brillanti (sua é l’idea del bipartitismo imperfetto) e un ricercatore delle dottrine politiche fuori dagli schemi mainstream. Non tutti invece lo ascoltano oggi, con la stessa attenzione, perché non è un sostenitore del pensiero unico del liberismo che fino a ieri aveva tutte le luci del palcoscenico. Seguire le sue riflessioni sul potere e sull’attualità politica può essere d’aiuto alla comprensione del presente.

A tal proposito suggerisco di leggere due delle sue recenti interviste.Una di Alessandro Franzi (Linkiesta del 10 ottobre 2016) dal titolo: “Comanda la finanza:o la controlliamo politicamente o siamo finiti”e un’altra di Di Carlo Patrignani ( Affari italiani del 2 marzo 2018 )”Dal flagello del neoliberismo si può dar vita a nuova prospettiva alla sinistra”. Della sterminata produzione saggistica cito solo tre dei suoi libri più significativi: Il bipartitismo imperfetto. Comunisti e democristiani in Italia, Bologna, Il Mulino,1966. Hitler e il nazismo magico, Milano, Rizzoli,1989. Il golpe invisibile. [Come la borghesia finanziario-speculativa e i ceti burocratico-parassitari hanno saccheggiato l’Italia repubblicana fino a vanificare lo stato di diritto], Milano, Kaos, 2015.

E ‘ per questo che consiglio di ascoltarlo di persona Domenica 22 aprile, h. 18:00 a Villa Sioli, Via S. Bernardo

Articolo

Commercio di vicinato: che fare? Servono scelte chiare

Nel nord Milano si sta organizzando e sviluppando una battaglia culturale e politica contro la Grande Distribuzione Organizzata. A Cinisello Balsamo contro l’HUB di Auchan, a Paderno Dugnano contro l’ampliamento del Carrefour e a Bollate contro l’ipotesi di un nuovo ipermercato ai confini con le aree ex-Tonolli di Paderno.

Ma intanto cosa si può fare;  quali politiche concrete per aiutare il commercio di vicinato a non morire, ad ammodernarsi e a crescere? Non saremo certo noi a indicare la ricetta giusta. Gli esperti del commercio si stanno interrogando con serietà ma hanno bisogno anche di un partner politico-amministrativo che non renda vane le analisi condivise ormai da tutti. A questo riguardo segnalo lo sforzo della Confcommercio che in questi giorni ha sviluppato una riflessione su “Il negozio nell’era di internet”. Vi sono riportati alcuni dati significativi che riporto.

 “Attualmente il settore del commercio al dettaglio conta una rete di circa 623mila esercizi, di cui oltre il 90% (escludendo la componente degli esercizi non specializzati) è rappresentato dal “piccolo dettaglio”, ovvero imprese generalmente a gestione familiare la cui principale funzione è quella di offrire un indispensabile servizio di prossimità……Tuttavia, è importante sottolineare che, anche in paesi dove l’online ha raggiunto “livelli di guardia” (pochi negozi sono in grado di sostenere una riduzione del 20-30% delle proprie vendite), come L’Inghilterra, gli Stati Uniti, la Cina (che su questo tema è un paese leader da studiare), l’85-90% delle vendite avviene ancora offline, e tanti operatori di successo nati online cercano di sostenere la propria crescita aprendo negozi fisici. Le librerie di Amazon e l’acquisto della catena Whole Foods sono solo il

Articolo

Di Gori, Zingaretti e altri Dio è morto?

La notizia di ieri è che “Gori torna a fare il sindaco di Bergamo”. Bene. Era il minimo che potesse e dovesse fare. Perché dico questo? Perché sono convinto che una persona non può e non deve chiedere fiducia ai cittadini affermando un impegno che il giorno dopo non conferma. Io non ho votato Gori anche per questo motivo. Ma è credibile che una persona che sta facendo il sindaco di una grande città (da due anni) si lanci in un candidatura a presidente della Regione abbandonando di fatto il suo impegno per la città che aveva il dovere di rappresentare?

Ma il sindaco di Bergamo (o il presidente della Regione Lazio) è un ruolo di responsabilità istituzionale o un luogo di potere e prestigio personale? E perché nessuno ha contestato loro questo semplice fatto di incoerenza? Non lo ha fatto la grande stampa e neppure i loro partiti che sono stati in silenzio. Eppure io credo che una parte dell’ insuccesso di Gori sia dovuto anche a questo. “ Se consideri i ruoli istituzionali come strumento di prestigio e potere personale non sei molto credibile“.

 Leggendo poi il suo intervento al Consiglio regionale vi ho letto un misto di ipocrisia e disinformazione, tipico di una certa classe politica di questi anni che forse non si rende conto neppure di quello che dice. Ne riporto solo alcuni stralci: “Ho preso la mia decisione: continuerò a fare il sindaco a Bergamo. Scelgo di stare dove credo di poter essere più utile. Ho assunto un impegno con i cittadini di Bergamo, che sento di dover onorare“. Ma perché allora ti sei …