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In bici nel parco del Grugnotorto e lungo il Villoresi

Merita una segnalazione l’articolo di Angelo De Lorenzi per “nordmilano24.it” del 22 giugno che invita alla conoscenza del nostro territorio.

“C’è chi l’estate la trascorrerà nei nostri Comuni. Le occasioni di divertimento comunque non mancano anche per chi non raggiungerà quest’anno le località di mare e o di montagna.  Ecco, per esempio, un itinerario in bicicletta. Green e fresco, anche in estate. Si presta per una pedalata in mountain bike o con una bici gravel.

Partenza a nord di Cinisello Balsamo, ci si immette sulla
ciclabile del Parco del Grugnotorto Villoresi: una ventina di chilometri
immersi nel verde, su ciclabili, strade sterrate, lungo un canale artificiale –
il Villoresi –
poi sino a Monza, un assaggio di città e ritorno.

Alla scoperta dell’Oasi di Sant’Eusebio
Ci si immette quindi sulla ciclabile del Grugnotorto, la si percorre puntando
verso nord in direzione di Muggiò. Sulla sinistra la distesa dei campi e
all’orizzonte – quando è bello – si vedono le montagne. Si incontra poi un
semaforo sul confine di Cinisello – quartiere S.Eusebio – e si prosegue fino ad
arrivare agli orti. Qui si può prendere confidenza con l’Oasi di Sant’Eusebio e
con il laghetto realizzato col recupero di una delle ex vasche di ravvenamento
della falda.

Poi si prosegue a pedalare e si affronta la salitella per
superare la tangenziale nord, poi giù lungo un sentiero sterrato. Filari di
alberi accompagnano la pedalata come in un abbraccio.

Si prosegue verso nord fino ad arrivare alla strada, la si
attraversa facendo attenzione al traffico e dopo poche pedalate si incontra il
Villoresi, svolta a sinistra, ponte, si va a destra in …

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Idee per il PGT

Ricevo da Ottorino Pagani questa riflessione, utile a mio parere, per approntare il prossimo Piano di Governo del Territorio:

” Transizione: come reagiranno i territori?

Un
“Nuovo Piano di Governo del Territorio” richiede una riflessione sullo sviluppo
futuro, che risponda anche alle domande: il territorio stesso riuscirà a stare,
in maniera soddisfacente, dentro ai processi di trasformazione che avvengono ad
una scala territoriale superiore? e che cosa ne sarà di un dato territorio che
deve affrontare una transizione strutturale?                           

La
prossima revisione del PGT di Paderno Dugnano avverrà nel post pandemia, ci
auguriamo…, e nel corso della transizione ecologica governata dagli
investimenti europei del Next Generation EU per far fronte ai cambiamenti
climatici in corso. Questi eventi concomitanti suggeriscono una particolare
attenzione a tutto il processo che porterà al “Nuovo
PGT”; attenzione richiesta agli amministratori, ai tecnici preposti e anche ai
cittadini che dovranno essere maggiormente coinvolti, a partire da una analisi
partecipata delle linee guida, al fine di evitare la “de politicizzazione” del
dibattito sulla città e sulle sue trasformazioni. Attenzione andrà posta anche
nella scelta di eventuali consulenti esterni che dovranno conoscere, oltre all’urbanistica,
le tecnologie partecipative adeguate ad 
agevolare la vera partecipazione e la co-progettazione, evitando la
manipolazione per raggiungere condizioni di consenso.

Cioè il nuovo PGT dovrà impostare una transizione strutturale che somma le necessità del post pandemia con le necessità della transizione ecologica; non credo sia possibile, oggi, continuare a sostenere il paradigma dell’auto organizzazione, o le prassi tradizionali per la sua revisione, sottovalutando l’importanza delle “politiche” territoriali. Senza un orientamento strategico non credo che oggi sia possibile “partecipare” in modo soddisfacente alla epocale transizione …

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Arredo urbano R11?

Ecco la segnalazione di un cittadino:

“Continua la situazione indecorosa… Di seguito la foto odierna della recinzione verso l’area più inquinata del comparto: ma perché questa incuria? e perché gli uffici preposti non intervengono?

Inoltre le aiuole del piazzale del supermercato, verso la pista ciclabile, sono piene di erbacce: chi le deve sistemare/manutenere? “

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Ecologia & capitalismo?

Ricevo da Ottorino Pagani la seguente riflessione:

“Le contraddizioni evidenziate dalle Associazioni ambientaliste del “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” presentato dall’Italia per il finanziamento europeo “Next Generation EU” e la “fretta” di tornare allo stile di vita pre pandemia senza una disanima critica dei rischi che questo “stile” produce per l’emergenza dei cambiamenti climatici che stiamo vivendo, ripropongono, a mio avviso, il tema di fondo: ecologia o capitalismo?

Di seguito una riflessione pertinente del filosofo Emanuele Severino: “Ecologia o capitalismo: bisogna scegliere (17 gennaio 1992).

Un conto è salvare l’ambiente per
vendere di più e salvare l’economia, altro è render sana l’economia per salvare
l’ambiente. Nel primo caso il capitalismo vive, nel secondo è morto. I
cosiddetti “obiettivi complementari” sono sempre gerarchizzati; uno è
dominante, l’altro è subordinato. Se vogliono essere tutti e due dominanti
diventano contraddittori…. Ma anche nel primo di questi due casi la salute
dell’ambiente è una palla al piede dello sforzo per realizzare la salute
dell’economia. Nonostante i suoi mille volti, il capitalismo ha sempre come
obiettivo primario il profitto. L’esistenza del fine subordinato frena, riduce,
limita il conseguimento di quello primario. Anche gerarchizzati, sono contraddittori.

Anche la Chiesa cattolica sollecita
l’attività economica ad avere come obiettivo primario non il profitto, ma il
“bene comune della società”. Chiede cioè che il profitto, non più giudicato da
essa come obiettivo contraddittorio al “bene comune”, divenga obiettivo
complementare e subordinato. Ma in questo modo la Chiesa chiede al capitalismo,
né più né meno, di non essere più capitalismo.

Tutto questo per quanto riguarda la
questione di principio. Poi, lo so, ci sono le “mediazioni“. Aver la botte

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Cultura e arredo urbano

In occasione del VII centenario della morte di Dante Alighieri (1321-2021) molte sono state le iniziative culturali in tutto il paese.

Il Comune di Monzambano, nell’alto mantovano, ha trovato una modalità semplice e accattivante.

Mette insieme cultura e arredo urbano invitando alla scoperta dei versi del sommo poeta camminando per la via principale del borgo.