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Riapre il Cinema Metropolis

E’ con piacere che rilancio il comunicato stampa di Fondazione Cineteca che annuncia la riapertura del Cinema Metropolis 2.0 di Paderno Dugnano:

“Cari amici di Area Metropolis 2.0,
siamo lieti di annunciarvi che da venerdì 28 agosto Cineteca Milano riaprirà il museo e le sue sale cinematografiche – Cineteca Milano MIC e Cineteca Milano Metropolis – nel rispetto della normativa vigente in ambito di sicurezza.
Le due sale del nostro amato cinema di Paderno Dugnano, rinnovate in termini di servizi al pubblico e condizioni di sicurezza, ripartiranno con la consueta programmazione di film di prima visione di qualità.

In programma Volevo nascondermi, il nuovo film di Giorgio Diritti interpretato da un inarrivabile Elio Germano nel ruolo di Ligabue, premiato a Berlino con l’Orso all’interpretazione maschile, e che fa suo il genio, il tormento, la profonda sofferenza interiore di un artista fondamentale nella storia dell’arte contemporanea.

In sala anche Non conosci Papicha di Mounia Meddour, tra i film rivelazione dell’ultimo Festival di Cannes e vincitore di due Premi César. Nel film, interpretato da giovani e straordinarie attrici, una sfilata diventerà il simbolo di un’indomita battaglia tutta al femminile per la libertà.

Da venerdì 28 agosto sarà possibile acquistare i biglietti per gli spettacoli sul rinnovato sito di Cineteca Milano www.cinetecamilano.it! 

Buona visione, finalmente in sala!

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Coronavirus. 29° aggiornamento

Dal sito del Comune di Paderno Dugnano segnaliamo la “ripresa” dell’ordinanza del Ministero della Salute, relativo all’obbligo dell’uso delle mascherine. Nulla di nuovo sui contagi e sui dati dei ricoveri che continuano a crescere anche in Lombardia, e presumibilmente, anche in città. Ma i dati non ci sono o meglio non sono accessibili.

AGGIORNAMENTO – 17.08.2020: ORE 13.30

Dalle 18 di oggi scatta l’obbligo di usare la mascherina anche negli spazi all’aperto dove possono crearsi assembramenti. È quanto disposto dal l’ordinanza del Ministro della Salute in vigore dal 17 agosto al 7 settembre: “è fatto obbligo dalle ore 18.00 alle ore 06.00 sull’intero territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie anche all’aperto, negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico nonché negli spazi pubblici (piazze, slarghi, vie) ove per le caratteristiche fisiche sia più agevole il formarsi di assembramenti anche di natura spontanea e/o occasionale”.
L’appello rivolto ai nostri concittadini, soprattutto i più giovani, è di rispettare con responsabilità e senso civico anche questa nuova disposizione a tutela della propria salute e di quella degli altri. Viviamo la città in modo sicuro è consapevole.

Per leggere il testo dell’ordinanza vedi il sito del Comune.

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Ancora quella sofferenza..

Di seguito il comunicato stampa di Legambiente di Paderno Dugnano del 7 agosto. Presa di posizione di condividiamo pienamente.Con alcune considerazioni per la riflessione.

La prima è che è meglio non fare (non distruggere) prima che correre alle riparazioni (compensazioni) dopo. E questo vale sempre, anche per la vicenda della Rho-Monza. C’è chi l’ha sostenuta prima e poi è corso ipocritamente a contrastarla dopo (quando era ormai inutile).

La seconda è che la battaglia contro le vasche di laminazione ci dovrà vedere protagonisti anche quando si tratterà di quella di Paderno Dugnano e quando qualcuno (certamente ci sarà) verrà a raccontarci i benefici e i doverosi sacrifici da fare.

La terza riguarda l’inadeguatezza politica e culturale dei governi dei Parchi. E la loro non indipendenza. Come fidarsi? Se il Parco Grugnotorto ha avvallato tutte le scelte di riduzione delle aree che doveva proteggere e il Parco Nord ha accettato la devastazione di centinaia di alberi?

” Era il 14 luglio del 2014. Dopo 3 giorni, schierati a difendere la collinetta della Rho Monza fronteggiando la polizia, la capitolazione. Serravalle ne prende possesso e subito dopo procede con il taglio dei circa 800 alberi che su di essa stavano crescendo da alcuni anni. I pomodori, appena acquistati all’Unes per una insalata estiva, lanciati disperatamente e inutilmente contro il capo cantiere che dirigeva in quel momento l’operazione.

Impossibile guardare
fino in fondo il video circolato ieri, che mostra freddamente il braccio
meccanico di una gru che strappa dal terreno, uno per uno, depositandoli poi a
terra, uno sull’altro, gli alberi del Parco Nord, per far posto alla vasca di
laminazione per il Seveso. …

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Contro le vasche di laminazione

Dal quotidiano Il Giorno del 31 luglio; articolo di Giuseppe Nava:

“Presidio a Bresso: “Quelle vasche sono una bomba sanitaria”

Con
oltre trecento persone è stata un successo la protesta contro l’invasione
del Nord per la costruzione dei bacini di laminazione

Bresso (Milano), 31
luglio 2020 – Oltre 300
persone per dire “No” alla vasca di laminazione nel Parco Nord,
nonostante il caldo e l’afa. Ottiene, ieri pomeriggio, il successo sperato la mobilitazione del coordinamento “Torrente
Seveso”, che riunisce tutto il fronte anti-vasca dei comitati bressesi e metropolitani,
lungo la milanese via Aldo Moro e nella zona dei laghetti di Niguarda.

Striscioni colorati ,
volantini, cartelloni, musica e cori per gridare insieme “Salviamo il bosco e difendiamo la salute”.
Il bosco è quello di 4
ettari che sarà completamente tagliato per far posto all’invaso artificiale da 250mila
metri cubici, in grado di raccogliere le acque limacciose del Seveso quando è in piena. La salute è
soprattutto quella dei 2mila
residenti bressesi del Supercondominio di via Papa Giovanni XXIII, che si troveranno
la vasca di laminazione a poco
meno di 100 metri dalle loro finestre.

L’area di cantiere dove
sorgerà l’invaso è stata praticamente recintata; i lavori potrebbero partire a breve, rendendo sempre
più evidente la preoccupazione di
chi si ritroverà i mezzi in azione sotto casa: “Gli interventi
riguarderanno anche le sponde del Seveso in più punti. – spiega Matilde Minella, portavoce del Comitato “No Vasca” -. È prevista
anche una leggera deviazione del corso attuale del fiume. Mi chiedo come si può
lavorare sulle sponde che accolgono i residui delle acque reflue, contenute nel
Seveso, in un periodo di emergenza
sanitaria come questo? Queste prime opere sono già delle criticità sanitarie; senza parlare poi
del problema sanitario che avremo con una vasca piena delle acque inquinate del …