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Le domande di Legambiente

Sul sito di Legambiente del 4 luglio leggiamo di una nuova previsione di cemento dentro il Parco Toti. Si tratta di una eredità della giunta Bogani. Ma è davvero una priorità questa scelta? E se è sbagliata perché non correggerla? Mi sembrano domande legittime. Ecco il testo del post:

“Il Palazzo Inam, il GOR e …ancora cemento nei Parchi

Con delibera di Giunta n.183 del 6/12/2018, è stato approvato un”progetto di fattibilità per lo spostamento delle sedi della Protezione civile e del magazzino comunale presso le aree e strutture del Centro Sportivo di via Serra”. La motivazione indicata indicata in delibera :

Dato atto che l’edificio comunale di via 2 giungo, ove è collocata la sede del GOR, ha limiti tecnici e carenze manutentive che impediscono la possibilità di sviluppare in esso il servizio di protezione civile, dovendosi così valutare necessario il trasferimento della sede della Protezione civile locale nelle specifiche aree del centro sportivo comunale di via Serra, quale contesto più consono alle funzioni esercitate in coerenza con Piano Emergenza comunale di protezione civile di cui alla citata delibera consiliare n.58 del 2016″

Il costo totale previsto per il progetto approvato con la suddetta Delibera di Giunta, considerando le stime e quanto già pagato per gli studi fattibilità, è di circa 2.000.000 di euro.

L’intervento presso il
Centro sportivo prevede la costruzione di manufatti realizzati in
prefabbricati, la riduzione dell’area parcheggi e la ristrutturazione della ex
“casa del guardiano” per trasformarla nella sede uffici del GOR locale.

Il 25/07/2018 è stata inaugurata la nuova sede della protezione civile metropolitana in via Reali a Cassina Amata; in quella occasione …

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Autonomia o secessione?

Ricevo il seguente comunicato stampa
che diffondo:

“L’ANPI NIGUARDA Sezione Martiri Niguardesi organizza per Venerdì 5 luglio ore 21 presso il salone del Caffè letterario ARTIS in via Adriatico 10 una conferenza per comprendere i progetti di autonomia regionale differenziata.

Sono previsti interventi di:

Felice Besostri, avvocato costituzionalista ex senatore della Repubblica,

Angelo Barbato medico dell’Istituto Mario Negri,

Luca Massironi insegnante, Associazione “Non uno di meno” per il diritto allo studio.”

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La prova del budino

Ieri sera, primo consiglio comunale della giunta Casati-Dimaio. Gli interessati possono rivederlo cliccando sul sito del comune di Paderno Dugnano. Tutto come da copione.

Sala consiliare stracolma, presiede il consigliere anziano Nunzio Papaleo neo leghista ed ex forzista. Il sindaco in una breve introduzione riassume i punti del programma della coalizione che lo ha fatto vincere. Poi, a seguire, tutti i capigruppo a cominciare da Gianluca Bogani che in una lettura del risultato elettorale tutta “pro-domo sua” non rinuncia ad una polemica con i “capricci di un ottantenne” che ha preteso la poltrona di vicesindaco. Seguono interruzioni e qualche parola di troppo. Annuncia infine una Lega compatto e una opposizione dura. La lega c’è. Col suo 28% è il primo partito di Paderno Dugnano.

Boffi invece, di Paderno Cresce, nel chiedere continuità ai suoi progetti sociali annuncia una opposizione costruttiva. Divisi già al primo Consiglio come si vedrà poi nel momento del voto sul presidente del Consiglio. 

Da segnalare il buon intervento del consigliere di Persone al Centro e quello del capogruppo di Insieme per Cambiare Walter Tiano che scommette su questa maggioranza “per portare avanti le proprie battaglie” di opposizione, per realizzare i punti programmatici sottoscritti, per valorizzare la partecipazione dei cittadini. Insomma per “cambiare paradigma”. Per la lotta ai cambiamenti climatici, per il commercio di vicinato, per una politica dal consumo di suolo zero.

Poi si passa al voto per la presidenza del Consiglio. La candidata della maggioranza Simona Arosio ottiene 15 voti e quindi bisogna rinviare al successivo Consiglio. L’opposizione si divide. Ghioni su Arosio si astiene mentre la Lega vota Papaleo. Infine il sindaco annuncia le …

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“Il Pd non basta più”

Dopo il deludente risultato elettorale delle Europee delle liste del Pd e di quelle a sinistra del Pd è, forse, cominciato il dibattito sul futuro della sinistra e del centrosinistra italiano. Sembra ancora un dibattito “in codici politichesi” e che non riesce a parlare alla società civile, ma è un inizio.

Proviamo a seguirlo e non a inseguirlo. Da un lato c’è stata l’intervista di M. De Angelis a Roberto Speranza sull’Huffington Post del 26 giugno nella qule si annuncia un’Assemblea nazionale di MDP il 13 luglio a Roma.

Dall’altro, nello stesso giorno è apparsa l’intervista di Daniela Preziosi a Stefano Fassina sul Manifesto che annuncia una scuola di politica della sua Associazione “Patria e Costituzione” per il 6-8 settembre e infine l’appello di Francesco La Forgia per un incontro della sua Associazione “E’ viva” per il 6-7 luglio sempre a Roma. La più interessante mi sembra però l’intervista di Marco Damilano al Sindaco Giuseppe Sala, sull’Espresso in edicola dal 30 giugno: “Il Pd non basta più: serve un nuovo partito”. Eccola di seguito:

“Giuseppe Sala«Io vorrei una sinistra più determinata e, per quanto riesco, sto cercando di portare il mio contributo. I giovani sentono poco la politica. Purtroppo sentono ancora meno il Pd, visto come un partito vecchio e litigioso. Ma questo ci mette davanti a una grande opportunità. Non ci sono alternative. O il Pd riesce a cambiare rapidamente pelle e a presentarsi come un partito più moderno che affronta seriamente i temi più sensibili, dall’ambiente alla giustizia sociale, oppure ci penserà qualcun altro».

Dopo la vittoria a Losanna della candidatura di Milano-Cortina come sede delle Olimpiadi il sindaco di Milano

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Le proposte giallo-verdi (2^)

Iniziativa legislativa e referendum, le proposte di revisione costituzionale. Di Andrea Capolongo

“Senza troppo clamore e con discussioni che allo stato coinvolgono solo la ristretta cerchia degli specialisti, il governo Gialloverde sta procedendo a modificare la Costituzione. La riforma più avanti nel procedimento di approvazione è quella che modifica gli artt. 71 e 75 cost..

 L’art. 71 cost. viene modificato nella parte
in cui disciplina l’iniziativa legislativa popolare, che mediante una procedura
rinforzata introduce il referendum propositivo. La   modifica dell’art. 75, comma 4 della
Costituzione riguarda invece il referendum abrogativo con la previsione che il
quorum da superare sia non più il 50% degli elettori, ma basta un quarto degli
stessi, ossia il 25%.

Questa
riforma ha già passato il primo voto all’esame della Camera e ora è all’esame
del Senato.

Lo
scopo dello scritto è solo quello di illustrare, o meglio far conoscere la
riforma nel suo articolato, senza entrare nel merito della stessa.

Si
tratta di una riforma di non facile lettura, con implicazioni estremamente
complesse.

Il progetto di legge costituzionale introduce per l’iniziativa legislativa popolare una “procedura rinforzata”. In particolare, le proposte di legge di iniziativa popolare devono essere presentate da 500.000 elettori e devono essere approvate dal Parlamento entro 18 mesi. Prima di essere presentata alle Camere la proposta deve essere presentata alla Corte Costituzionale, e in tal caso bastano  200.000 firme, mentre le restanti 300.000 firme possono essere raccolte successivamente, nel caso in cui vi sia il nullaosta da parte di quest’ultima.  Nel caso in cui l’approvazione da parte delle Camere non avvenga, le proposte vengono sottoposte a referendum, diventando legge se ottengono la maggioranza …