
Ricevo da Andrea Capolongo due lunghe, ma interessanti, riflessioni sul lavorio che il governo Salvini-Dimaio sta facendo contro l’attuale Costituzione italiana. Poiché pochi ne parlano sono contento di darne evidenza invitando a leggerle con attenzione. Per contrastare la deriva populista, connotata da elementi autoritari-plebiscitari, bisogna anche capire cosa sta avvenendo alla Costituzione formale, oltre che a quella materiale di questo nostro paese.
Il Governo Gialloverde e le Riforme costituzionali (1 parte)
Senza clamore e nel più assoluto silenzio dei media anche il governo Salvimaio, al pari di quelli che l’hanno preceduto, sta procedendo a modificare la Costituzione.
E’ in corso, infatti, presso la Commissione affari costituzionali della Camera l’esame della proposta di legge costituzionale A. C. n.1585, già approvata, in prima deliberazione al Senato, che, modificando gli artt. 56, 57, e 59 Cost., riduce il numero dei parlamentari a 400 deputati e 200 senatori, e nel contempo è all’esame del Senato, il disegno di legge costituzionale A.S. n. 1089, già approvato dalla Camera in prima lettura il 21 febbraio 2019, di modifica degli artt. 71 e 75 Cost..
Entrambi i disegni di legge costituzionali citati fanno parte di un pacchetto di modifiche alla costituzione, predisposte dal Ministero per le riforme e la democrazia diretta dell’attuale governo, quali: la soppressione del C.N.E.L o la sua sottrazione dall’attuale copertura costituzionale, non è ben chiaro; l’attribuzione alla Corte Costituzionale del ricorso diretto sulle deliberazioni assunte dalle Camere in materia di elezioni e cause di ineleggibilità e incompatibilità dei membri del Parlamento; il rafforzamento del mandato elettorale; il trasferimento di ulteriori funzioni dallo Stato alle regioni e agli enti territoriali; l’incentivazione degli strumenti di …




