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Salvini e i fascisti

L’esibizione di Salvini sul palco di Palazzolo Milanese (domenica 28) non è sfuggita al compito di trasmettere volgarità istituzionale e politica.

La foto, scattata dal quotidiano La Repubblica, accosta l’aquila nazista tatuata sul corpo di un militante di destra felicemente accanto al Ministro dell’Interno.

In questi giorno sono stati troppi i segnali di indifferenza o meglio di connivenza tra il leader della Lega e la destra fascista italiana.

La polemica sul 25 aprile (definito un derby), lo sfregio dei simboli partigiani per le vie milanesi, lo stupro di militanti di Casa Pound di Viterbo ai danni di una donna picchiata selvaggiamente, il corteo di militanti di destra per Ramelli nelle strade di Milano e il vergognoso servizio di Rai 3 dell’Emilia Romagna su Predappio.

In tutti questi casi il Ministro della Paura non ha fatto un commento appropriato da uomo di Stato e delle Istituzioni, quale dovrebbe essere.

Anzi sui questi fatti staglia plasticamente quella foto volgare, politicamente ed  esteticamente di un Salvini che non fa una piega.Tutto ingurgita perché tutto fa brodo (di cultura neofascista).

Solo il quotidiano La Repubblica ha denunciato quella immagine, insieme a Giulio Cavalli che ha invocato lo stato di diritto democratico su fanpage.it. Siamo ancora in tempo.

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Contro l’amianto

Rilancio dal quotidiano il Giorno:

“Il 27 Aprile a Sesto San Giovanni, il Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio ha sfilato dalla sede di via Magenta fino alla lapide di via Carducci che ricorda i morti di amianto.«Domani (28 aprile) è la giornata nazionale contro l’amianto. Per noi questa manifestazione è ormai una tradizione. Nonostante i giorni di festa noi siamo qui a ricordare i morti sul lavoro e i morti di lavoro», spiega Michele Michelino, ex bredino e portavoce del comitato.

Accanto alle ex tute blu sestesi c’erano i rappresentanti di Medicina democratica del Nord Milano, i familiari delle vittime della strage di Viareggio, che si appresta al decimo anniversario, l’Aiea, Associazione italiana esposti all’amianto di Paderno Dugnano. Tutti insieme «perché uniti si è più forti, come si diceva in fabbrica».

In corteo anche Loredana Pastorino, vicepresidente del consiglio comunale del Pd, il sindacalista per eccellenza Antonio Pizzinato, l’ex assessore Giovanni Urro. «Conviviamo con l’amianto e con gli altri materiali killer e l’Italia è il Paese delle stragi impunite», diceva il coro che ha percorso le strade cittadine. «Siamo già a 400 morti bianche dall’inizio dell’anno. Il 10% di aumento rispetto al 2018 – sottolinea Michelino –.

E questo dato è ancora più impressionante se lo rapportiamo al fatto che le fabbriche chiudono e delocalizzano. Significa che, in questo Paese, morire sul lavoro e di lavoro è considerato una cosa normale». Ogni anno si contano 1.500 morti e altre migliaia di malati. «Per la morte di un carabiniere si sono scomodati ministri del Governo. Muoiono 4 operai al …

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Il trasporto metropolitano

Forse c’è una nuova consapevolezza negli amministratori di Milano riguardo al trasporto pubblico.

Pur mantenendo una dose di prudenza e senza alimentare sentimenti di sfiducia constato che il sindaco Sala, nel presentare la tariffa unica del biglietto ATM, unitamente alle zone A e B e ZTL, ha parlato della necessità di una scala metropolitana per affrontare il tema del traffico veicolare e del trasporto pubblico.

Si riconosce, finalmente, che la rete metropolitana cittadina non è più sufficiente e che bisogna allargarla  in tutte le direzioni oltre i confini amministrativi di Milano,

Ecco quindi il senso dei “progetti”per intercettare i flussi di traffico veicolare su Milano e dirottarlo sul trasporto pubblico. Progetti sponsorizzati anche da Regione Lombardia. Si parla ormai apertamente di nuovi prolungamenti:

  • La M4 si spingerà a Sud-Ovest, a
    Buccinasco-Corsico-Trezzano sul Naviglio, e a Est, a Segrate e Pioltello;

•        
La M2 punterà verso la Brianza
fino a Vimercate.

•        
La M5, a Nord si immagina di
sdoppiare i binari a Bignami: da una parte verso Monza, dall’altra per
Cinisello, Bresso e Cusano Milanino. Sul fronte opposto, la M5 potrebbe correre
a Ovest verso Settimo e Magenta.

•        
La M3  punta a Sud-Est, a Paullo, e a Nord, a
Cormano e Paderno Dugnano.

 Finalmente un ragionamento corretto che non significa restare in attesa messianica senza fare nulla ma battersi per migliorare e ristrutturare le linee esistenti delle tranvie Milano-Limbiate e Milano-Desio e il servizio delle FNM.

Queste linee saranno una mitigazione dei disagi per i pendolari di oggi e prepareranno il volano per il futuro dei pendolari di domani