
Dal Comune di Cinisello Balsamo arriva la seguente notizia:
“Cinisello costituisce il Comitato di gestione e indirizzo del settore commercio.
Riferisce il vicesindaco Giuseppe Berlino: “La nomina di questo Comitato è un atto fondamentale e necessario per attuare al meglio le finalità del Nuovo Distretto del Commercio così come da poco ridisegnato. Con lo strumento del Distretto intendiamo andare a sostenere e consolidare la funzione delle polarità commerciali, che riteniamo sempre più importanti nel processo di riqualificazione e trasformazione urbana. Per meglio affrontare la concorrenza dei grandi centri commerciali, si deve puntare ad una maggiore competitività degli esercizi di vicinato che si costruisce sulla capacità di fare sistema e di organizzare un’offerta integrata di qualità, valorizzando le rispettive sinergie e complementarietà”.
Questa notizia mi dà lo spunto per una riflessione sul Paderno Dugnano dove sembra che tutti stiano ad aspettare cosa fa il governo. Ma pochi a chiedersi cosa si può fare a livello locale per il commercio al dettaglio. Bisognava e bisogna attrezzarsi. Già in campagna elettorale molte forze politiche avevano sostenuto la necessità di un cambio nella politica commerciale e avevano avanzato anche proposte concrete. Poi l’accordo di maggioranza rimandava, per la verità, una sintesi non proprio felice. Cosa significa infatti “no all’attuale progetto di ampliamento del Carrefour “ ? e cosa significa “tener contro delle proprietà immobiliari”?
Poi a marzo è arrivato il coronavirus e anche il sistema commerciale locale è andato in crisi, anche se qualcuno ha riscoperto nuove possibilià (l’asporto, il commercio a domicilio, l’e-commerce..). Ma ora che fare? Vengono al pettine mesi di stallo e di silenzi. Alcuni comuni invece, si sono mossi e si stanno muovendo meglio. Di questi giorni le iniziative di Cinisello Balsamo e di Segrate. Il primo ha nominato, “a distanza di qualche mese dall’approvazione del nuovo perimetro del Distretto Urbano del Commercio (DUC) , la istituzione di un Comitato con il compito di governance del Distretto che possa indirizzarne le azioni così da rendere il Commercio un fattore fondamentale di rilancio e volano per la ricrescita del territorio, di innovazione delle risorse, di nuova attrattività e sia un’occasione di miglioramento del sistema economico e della qualità di vita cittadina”. Il secondo (Segrate) ha dato lo stopo al progetto di mega centro commerciale.
E, a Paderno Dugnano, dell’ampliamento Carreforue che ne è stato? Con i lavoratori in cassa integrazione a difendere il loro posto c’è ancora spazio per un ampliamento che porterà un beneficio solo alla proprietà immobiliare e danneggerà ulteriormente il commercio al dettaglio? Sorgono spontanee alcune domande:
E i centri commerciali naturali previsti? I i progetti di DUC? Cosa sta facendo l’assessorato al Commercio, oltre ad assistere alla protesta di commercianti e parrucchieri? Nella strategia di adattamento “PD 2020” cosa c’è. Quale confronto pubblico è stato avviato? Perché non si sa nulla delle attività dell’Amministrazione Comunale ?
Forse vale la pena ricordare le 4 proposte, già avanzate da qualcuno e che mi sembrano ora ancora più lungimiranti. Ecco cosa potrebbe servire in questo frangente:
1.Nuovo Piano di “urbanistica commerciale” con una pianificazione condivisa, sostenibile e attenta alla qualità della vita, anche per quel gruppo crescente di cittadini, gli anziani che soffrono della scomparsa di botteghe e negozi tradizionali.
2.Costruire insieme un “centro commerciale naturale”.L’insieme dei negozi presenti nelle vie della nostra città può essere pensato come un “centro commerciale diffuso” sul territorio. Questo “insieme di negozi” ha però bisogno di una nuova organizzazione e innovazione per reggere la concorrenza della “Grande Distribuzione” e del commercio “online.
3.Serve un’alleanza e una gestione unitaria al fine di attivare una competitività di “sistema”, creando una relazione virtuosa tra servizi commerciali, produzioni creative e culturali e processi integrati di formazione
4.Rivitalizzare i centri storiciper dare una nuova vitalità ai centri di aggregazione naturali e per impedirne il degrado e l’abbandono. Se le vetrine dei negozi di vicinato si spegneranno, aumenterà l’insicurezza dei cittadini
La nostra città ha già un’offerta commerciale della grande distribuzione troppo invadente. Lo dicono la Regione Lombardia e l’Unione del Commercio.Il futuro non è nei grandi centri commerciali che concentrano traffico e inquinamento.Serve una politica più attiva per i negozi di vicinato.