Si moltiplicano gli episodi di “Cittadinanza attiva”, spesso motivati da esigenze particolari, di piccolo ambito, altre volte capaci di toccare i temi e i problemi cruciali del territorio comunale. Dal Comitato Vittime Eureco, contrario all’autorizzazione provinciale per una nuova ditta sull’area dell’incidente mortale al più noto Comitato Interramento Rho-Monza capace di fornire idee e progetti alternativi al disegno istituzionale. Dal Comitato di via Sant’Ambrogio contrario alla proposta di riqualificazione progettata dalla giunta Alparone, che ha demolito i tigli della stessa via per una riqualificazione e messa in sicurezza che non tiene conto né della coerenza urbana di Paderno né delle nuove esigenze della mobilità leggera, fino al piccolo esempio della pensilina del Villaggio Ambrosiano di cui abbiamo già parlato. Quest’ultima, di cui parlano i quotidiani oggi (vedasi Il Giorno del 2 agosto) ha una breve storia che riassumo. Una segnalazione di Padernoforum del compianto Carlo Arcari del giugno 2013 e una interpellanza della consigliera del PD Colnago. Poi ecco l’ iniziativa di una nuova associazione del Villaggio Ambrosiano nata da poco tempo: “Associazione Quartiere 1”. E’ una storia emblematica di come i cittadini, spesso stanchi del rituale dell’amministrare e delle difficoltà di ascolto della politica locale, sappiano affrontare i problemi della propria cittadinanza e riescano, a volte, a costruire comunità e idee prima di altre forme di partecipazione. Si chiama appunto cittadinanza attiva e meriterebbe una riflessione delle forze politiche ed istituzionali sul presente e sul futuro della partecipazione in città, dopo la chiusura dei Consigli di Quartiere e il silenzio che ne è seguito. Non disturbare il manovratore è un monito altamente sconsigliato per chi vuole fare l’interesse della propria città.
(PS: la foto dei cittadini del Villaggio Ambrosiano è tratta dal quotidiano IL Giorno del 2 agosto)