E’ vero che il sistema informativo macina e dimentica in fretta. Anche noi non ne siamo immuni essendo formidabile l’apparato mediatico di cui siamo spesso un piccolo ingranaggio inconsapevole. Tuttavia non ci è sfuggito che a dicembre 2017 è stata approvata la legge sul “Biotestamento” che prevede le Disposizioni Anticipate di Trattamento. E’ stato un fatto positivo e di civiltà. Non mi sfuggono le delicate implicazioni etiche e le differenti opzioni che ne possono derivare. Per le scelte del cittadino e per quelle degli operatori della sanità. Non contesto la possibilità dell’obiezione di coscienza ma penso che sarebbe inammissibile che questa legittima scelta, prevista dalla legge per il personale sanitario, giunga al punto di ledere la legittima scelta del “paziente”: prevista anch’essa dalla legge sui DAT. Questa significa che le strutture sanitarie pubbliche e oserei dire anche le convenzionate (e anche le private) debbono garantire la scelta dei DAT dei cittadini e non solo l’obiezione di coscienza. Come? Fatti organizzativi loro! Una cosa è certa: se c’è un diritto bisogna che sia esigibile e non fittizzio.E questo vale per ogni legge dello stato; anche per la 194.
Fatta questa conquista di civiltà possiamo togliere dalla testata del nostro blog l’impegno che ci eravamo presi inserendo la scritta “Keep Calm and approva il Registro”? Non ancora.
Perchè ,se da un lato dobbiamo ringraziare quanti a Paderno Dugnano si erano impegnati per far approvare un Regolamento per i DAT – dai radicali all’ex segretario del PD Oscar Figus a Giovanni Giuranna di Insieme per Cambiare e a quanti avevano condiviso questa richiesta di civiltà -, dall’altro non abbiamo nessuna notizia degli adempimenti comunali. Ricordo che all’articolo 6 la legge prevede che:
“Le DAT devono essere redatte per atto pubblico o per scrittura privata autenticata ovvero per scrittura privata consegnata personalmente dal disponente presso l’ufficio dello stato civile del comune di residenza del disponente medesimo, che provvede all’annotazione in apposito registro, ove istituito, oppure presso le strutture sanitarie, qualora ricorrano i presupposti di cui…“
Forse qualche consigliere comunale dovrebbe sollecitare una risposta pubblica dell’Amministrazione Comunale.