
L’emergenza sanitaria ha messo allo scoperto i comportamenti di singoli e gruppi evidenziandone i difetti e i pregi di sempre. E’ bene non sottovalutare alcune “furbizie”che stanno tornando in campo, prepotentemente. Queste “furbizie“si avvalgono di buona stampa, si ammantano di buon senso e manipolano con demagogia per disorientare il pensiero libero.
Chi sono i furbetti al tempo del Covid ?
1.Quelli che quando c’è una crisi economica invocano l’intervento dello Stato per salvare l’economia privata, chiedono sussidi a fondo perduto e senza vincoli alcuno e, quando c’è da pagare le tasse allo Stato, spostano la residenza nei paradisi fiscali, delocalizzano, licenziano;
2.Quelli che dicevano”meno stato e più mercato”e ora dicono”socializzare le perdite ” adesso che c’è una crisi devastante e poi domani, quando non ci sarà più, torneremo a “privatizzare i loro profitti”;
3.Quelli che invocano l’intervento dello Stato per l’assunzione di migliaia di medici e infermieri per far fronte all’ epidemia e che domani, finita l’emergenza sanitaria, ne chiederanno il licenziamento, in nome dell’economia di mercato e della libertà di licenziamento;
4.Quelli che, quando sono nell’esecutivo, esaltano la velocità del comando e la rapidità del decidere da soli senza intralci del Parlamento e, quando sono in Parlamento, invece parlano di centralità del dibattito parlamentare;
5.Quelli che prima teorizzano l’uomo forte, il decisionismo, la centralità dello Stato e poi quando l’emergenza impone cambiamenti delicati nella vita istituzionale parlano di golpe democratico, di libertà personali;
6.Quelli che ora si lamentano della mancanza di manodopera straniera per la raccolta della frutta in Piemonte o dei pomodori nel Sud e pensano ad una “moratoria“per gli stranieri. Ma (mi raccomando) che sia provvisoria e senza diritti che domani bisogna ricacciarli nella clandestinità e licenziarli;
6.Quelli che elogiano e predicano l’obbedienza e adesso di fronte alle disposizioni del lockdown governativo parlano, a sproposito, di attentato alla “libertà di culto”. Bastava mordersi la lingua per qualche ora che sarebbe arrivato anche il monito autorevole dal Vaticano a “obbedire alle disposizioni del governo“;
7.Ma soprattutto quelli che, con la scusa dell’emergenza, vogliono fare presto e non discutere di nulla.“Bisogna ripartire subito“. Non discutere del modello di sviluppo, non mettere in discussione i privilegi, “fare un grande piano dell’ediliza (privata), non pagare le tasse, eliminare i controlli..“ perché tutto ritorni come prima. Nonostante che il problema sia appunto “il come prima”.
Ecco a tutti questi dobbiamo dire che noi, con le nostre poche forze, faremo di tutto perché nulla torni come prima, anche qui a Paderno Dugnano.