Come non fare una pista ciclabile

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A cosa serve la “nuova pista ciclabile” in costruzione a Palazzolo Milanese? Una pista ciclabile per collegare via Monte Sabotino alla via Monte Cervino, in una zona frequentata da pochissimi?

Forse per andare a fare la spesa al Carrefour della Comasina? Perché un intervento di questo genere quando sarebbe stato meglio fare il marciapiedi direttamente sulla strada Comasina, prolungando quello appena accennato e mettendo così in sicurezza anche le attività commerciali esistenti e le fermate dei mezzi pubblici che vi transitano? Inoltre sulla Comasina la illuminazione è già esistente e si metterebbe ordine ad un pezzo di viabilità/mobilità, per i pedoni, che oggi lascia molto a desiderare.

La pista in costruzione è uno spazio che oltre ad essere illuminato dovrà anche essere protetto con barriere per la vicinanza del secondario Villoresi che vi scorre a fianco.

Fosse un tratto progettato per collegarlo all’insieme della rete delle piste ciclabili si capirebbe. Ma così sembra uno spreco: un intervento inutile.

Questa pista inoltre risulta essere avulsa da qualsiasi progettazione dell’area dismessa Gallieni e quindi al di fuori di qualsiasi previsione di usi, spazi e servizi pubblici. Sembra la progettazione e realizzazione di una opera pubblica nel deserto.

Una scelta davvero incomprensibile a fronte delle tante necessità di ricucitura della rete cittadina delle piste ciclabili