Militanti politici di base:Ciro Sorvino

Nella foto Ciro è la persona che spunta da dietro la bandiera della pace.

Ieri abbiamo accompagnato per il suo ultimo viaggio Ciro Sorvino,81 anni.Il più vecchio volontario dello Spi-CGIL di Paderno Dugnano. Ma chi era Ciro?

Lo ha ricordato Giancarlo Toppi, segretario della Lega Spi di Paderno Dugnano, davanti agli amici di sindacato e di fabbrica. Ciro, era partito da Napoli, sua città natale, per approdare nella Milano degli anni 60, in cerca di lavoro. Per farsi una vita e una famiglia. In quegli anni Ciro sperimentò anche la sua vena artistica e musicale, con componimenti che poi abbandonò per un lavoro più sicuro.

Entrò come operaio nella grande fabbrica di televisori ed apparecchi radiofonici che era la Imperial di Baranzate. Un’azienda fondata nel 1941, con marchi prestigiosi come CGE e Telefunken che giunse ad avere fino a 502 dipendenti quando nel 1996 chiuse i battenti. Numerose le vertenze e le lotte sindacali che videro Ciro prima militante e poi punto di riferimento sindacale della sua fabbrica e di tutta “zona Sempione”, zona che comprendeva anche l’Alfa Romeo.

Ciro ricordava con nostalgia quegli anni e quelle lotte operaie, durante le quali conobbe anche Stefano Strada il sindaco che lo aiutò, negli anni della cassa integrazione vissuti all’Imperial, nell’apertura di un negozio di riparazione di elettrodomestici in via Assunta a Paderno. Pochi anni e poi diventa volontario. A lui la CGIL milanese darà le chiavi per aprire la sede CGIL di via Roma. Da allora, ogni mattina ha aperto la sede sindacale e gestito l’accoglienza dei cittadini a cui dava informazioni e consigli.

Sua l’idea di piccoli “pizzini” cartacei (bigini …

Mostra di manifesti dalla Raccolta Risso

Una nuova mostra di Manifesti originali che ricordano gli anni delle mobilitazioni contro l’aggressione del Vietnam e contro il colpo di stato in Cile (11 settembre 1973). In entrambi i casi ci fu un ruolo preciso dell’imperialismo statunitense.

La Raccolta Risso, in collaborazione con l’Associazione Restare Umani e con l’adesione dello SPI-CGIL e dell’ANPI di Paderno Dugnano, invita all’inaugurazione della mostra per Martedì 24 settembre alle ore 18.

Sala fa il furbo

Il Sindaco Sala ha ripreso, qualche giorno fa la proposta dell’assessore Marco Granelli di un “piano straordinario per depavimentare”(secondo il quotidiano la Repubblica del 10 settembre). Una bella proposta che a me sembra un’arma di distrazione, come ha ben sottolineato il professor Paolo Pileri del Politecnico che ha ricordato all’attuale giunta che prima di depavimentare bisognerebbe non impermeabilizzare: non continuare a urbanizzare.

Ma il Sindaco della Città Metropolitana di Milano fa di più e aggiunge serafico: “Granelli ha ragione, a nord di Milano, si è costruito molto”. Quindi è una responsabilità collettiva”.

Il problema dell’impermeabilizzazione del suolo è quindi tutto del Nord Milano. E’ colpa nostra se Milano si allaga. Non delle politiche urbanistiche e di mancate manutenzioni della Città metropolitana di Milano.Troppo comodo! Cominci il Sindaco Sala a guardare alla propria responsabilità. Guardi a cosa sta diventando il “modello Milano”.

E no caro Sindaco adesso vorremmo che Lei facessi qualcosa anche per il nostro territorio. Noi per la Grande Milano abbiamo già dato. Adesso vorremmo che Lei facesse qualcosa anche per noi.

Cosa?

1.Ci aiuti a fermare le vasche di laminazione di Paderno Dugnano, visto che non servono;

2.Si impegni per prolungare la MM3 da Comasina fino a Paderno Dugnano;

3.Ci aiuti a bloccare il collegamento autostradale della Pedemontana con la Milano-Meda;

4.Ci aiuti a creare una “cintura verde” ampliando il Parco Nord al Parco Grubria;

5.Ci aiuiti a ottenere le mitigazioni ambientali della tangenziale Nord;

6.Si impegni per la manutenzione delle case Aler presenti anche in Provincia di Milano

Solo così lei potrà dirsi davvero il Sindaco dell’area metropolitana milanese. Quando cioè farà gli interessi anche del nostro …

Il “modello Milano”?

Confesso la mia diffidenza verso le politiche urbanistiche della Regione Lombardia che, alla prova dei fatti, si sono dimostrate tutte favorevoli alla rendita fondiaria, alla speculazione edilizia e contro gli interessi più generali della città pubblica, disattendendo sempre le istanze “riformatrici” proclamate a parole.

L’interesse pubblico e le esigenze della parte lavoratrice dei cittadini per una casa accessibile sono sempre state deluse o, peggio, eluse.

A partire dalla Legge regionale del 2005 e poi via via deregolamentando e liberalizzando a sproposito. Dalle norme sul recupero dei sottotetti a quelle sul “consumo di suolo zero”fino a quelle sulla “rigenerazione urbana”.

Dietro il paravento di parole e immagini di riforme di buon senso –spesso tollerate e non contrastate con vigore anche dalla sinistra- si è fatta solo un’operazione di “marketing” per coprire la solita logica privatistica dell’urbanistica lombarda. Un’altra eccellenza di cui si comincia a discutere, per fortuna.

Le ragioni del pubblico interesse, dei beni pubblici, di norme e leggi per “regolare” la proprietà e l’interesse privato a favore della città pubblica sono sembrate -per anni- decisamente fuori moda e fuori tempo. I cantori del moderno sono sempre in agguato per far si che tutto cambi perché nulla cambi. Solo il “laisser faire” è stato il motto dei “modernisti”, veri amici della rendita.

L’urbanistica contratta è poi diventata uno slogan e una modalità che ha devastato ogni argine e ogni velleità riformista. E così anche il “modello Milano” è andato in crisi e ora comincia  a perdere slancio a fronte di nuove obiezioni, alle tante critiche e alle inchieste della magistratura milanese.

Serve una Salva Milano? Si secondo …