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Ieri sera in Consiglio Comunale presentazione ed approvazione del “Piano per il diritto allo Studio”. Un buon piano, che si può sempre migliorare.
Nel dibattito è emersa una differente concezione che dell’uguaglianza hanno il centrodestra e il centrosinistra. Per il primo l’uguaglianza è un concetto formale e astratto che prescinde dalla realtà sociale del paese. Per il centrosinistra è sostanziale perché si cerca di realizzarla, per quanto possibile.
Viene alla mente anche una polemica del 1976 che guadagnò una pagina del quotidiano l’Unità e l’attenzione del polemista Fortebraccio.
L’ antefatto fu la presa di posizione di una nota organizzazione clericale che criticava la decisione della giunta di sinistra perché aveva fissato nuove tariffe per la refezione scolastica in base alle fasce di reddito. Apriti cielo. Cito dal volantino:”il nuovo criterio è fortemente diseducativo. Il fatto di dividere gli alunni (e le famiglie) fra ricchi e poveri contrasta infatti fondamentalmente con l’esigenza di realizzare nella scuola condizioni minime di unità e di uguaglianza sociale”..e..”almeno fra i bambini riteniamo questioni di denaro non dovrebbero costituire fonte di divisione e quindi di individualisamo”.
Fortebraccio così rispondeva:
“Questo è il punto, ed è un punto che, superando la particolare situazione di Paderno Dugnano, assume carattere generale e rende, rabbiosi lor signori. I redditi debbono rimanere celati perché la loro conoscenza induce a confronti «oltre che spiacevoli, inevitabilmente negativi». Per l’appunto, signori: in un Paese onestamente governato le paghe sarebbero giuste, i compensi meritati, le retribuzioni adeguate, le differenze, pur possibili, eque. Invece da noi che succede? Succede che a povertà pietosissime fanno riscontro ricchezze immense, a indigenze pietose sfacciate fortune, a ristrettezze …

Un episodio divertente narrato da Luigi Ippolito| 25 settembre 2024 (Corriere della Sera)
“Verrà ricordato per la gaffe che è diventata subito virale, il discorso conclusivo di Keir Starmer al congresso laburista che si è appena tenuto a Liverpool: «Chiedo l’immediato cessate il fuoco a Gaza e la restituzione delle salsicce», ha proclamato il primo ministro laburista, scambiando hostages, ostaggi, con sausages, salsicce. Può sembrare un piccolo lapsus verbale, ma c’è un motivo se questa gaffe e lo scandalo dei sontuosi regali ricevuti dai ministri del nuovo governo britannico hanno finito in questi giorni per dominare l’agenda e far crollare il premier nei sondaggi: è perché manca una narrativa, un progetto, un grande disegno che catturi l’attenzione.
E così Starmer ha pure dovuto subire l’umiliazione della base del partito che gli vota contro e chiede di non togliere i sussidi ai pensionati, come deciso dal governo. Doveva essere una celebrazione della vittoria, questo congresso, ma il Times lo paragona piuttosto a una veglia funebre: «È tutto una m..da fot..ta», dice un anonimo ministro. Ma è soprattutto il flop della sinistra iper-pragmatica, come testimoniato anche dalle difficoltà che incontra Olaf Scholz in Germania: perché una sinistra che non si propone altro che gestire meglio l’esistente finisce per cadere in balia degli eventi, invece di guidarli. E se i progressisti non riescono a ispirare, alla fine restano solo le salsicce.”
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Inaugurata ieri la Mostra di Manifesti della Raccolta Risso che ricordano le mobilitazioni degli anni’70 a favore della resistenza cilena contro il colpo di stato di Pinochet, e a sostegno di quella vietnamita contro gli USA.
Alla presenza della sindaca Anna Varisco, e di rappresentanti dello Spi-CGIL, dell’ANPI e dell’Associazione Restare Umani che hanno collaborato alla riuscita della manifestazione, Sergio Risso ha raccontato della sua raccolta e della sua passione.
Era presente anche G.Pelucchi, responsabile dell’archivio storico della CGIL Milanese.
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“Colpo ai clan, arrestato Giuseppe Montedoro: si nascondeva in un residence a Paderno Dugnano
Esponente della famiglia Cammarata era ricercato dalla Procura di Caltanissetta nell’ambito di una inchiesta sul pizzo imposto ad aziende siciliane Il presunto appartenente ai clan è stato arrestata a Paderno Dugnano dai carabinieri (foto di repertorio).
Paderno Dugnano (Milano), 24 settembre 2023 – Dalla Sicilia alla Lombardia per sfuggire alla giustizia ma Giuseppe Montedoro è stato arrestato nella notte a Paderno Dugnano. L’uomo era ricercato nell’ambito dell’esecuzione che ha colpito negli ultimi giorni il gruppo di Riesi del clan Cammarata. E’ stato trovato dai carabinieri all’interno di un residence.
Le indagini, condotte dai militari del reparto Operativo di Caltanissetta insieme alle stazioni di Riesi e Butera sotto la direzione della Procura distrettuale nissena, erano scattate nel 2018 dopo la denuncia di un imprenditore, cui era stato imposto il pagamento di 30.000 euro da corrispondere al clan. Durante la consegna della prima tranche di 3mila euro, i carabinieri arrestarono Salvatore Cammarata. Le successive attività investigative, però, hanno permesso di accertare la responsabilità di altri appartenenti allo stesso gruppo criminale.
Nei giorni scorsi i militari del Comando provinciale di Caltanissetta avevano già eseguito un ordine di carcerazione, emesso dalla Procura generale presso la Corte di Appello di Caltanissetta, a carico di tre persone condannate per estorsione continuata e aggravata dal metodo mafioso. Si tratta di Teresa Cammarata e Giuseppe Cammarata, figli di Francesco considerato il capo mandamento di Riesi, condannati entrambi alla pena di 6 anni e 8 mesi di reclusione, e nei confronti di Orazio Migliore, condannato alle pena di 8 anni …