
(foto dell’Archivio del Corriere della Sera)
Del 12 dicembre 1969 ricordo poco, ma del 15 dicembre ricordo ancora i funerali in piazza Duomo insieme a una marea silenziosa e composta di persone, in una giornata grigia e ammutolita. Avevo 16 anni e frequentavo il terzo anno del Liceo classico Omero, a Bruzzano. Come molti giovani di allora cercavo di capire cosa stava succedendo. E seguivo con emozione le illusioni e le speranze dei giovani e giovanissimi di quegli anni. Il 68 era già scoppiato, almeno sui media, pochissimo o nulla in Paderno Dugnano. E mi aiutava a capire il movimento degli studenti della mia scuola.
Quella bomba cambiò la mia percezione del mondo. Capii o meglio intuii che la battaglia per le idee di uguaglianza e progresso, per una scuola migliore e meno ossificata nelle nozioni e più aderente alla realtà del paese che cambiava, poteva essere rischiosa. Avvertimmo che in Italia si muovevano forze oscure e anche sanguinarie.
L’incontro con il movimento operaio, il movimento della controinformazione (“La strage è di stato”) e il dolore e lo sgomento delle persone in piazza sotto la pioggia ci fecero capire immediatamente da che parte stare. Ai funerali capii e capimmo che il castello delle accuse mediatiche e statali per “sbattere il mostro in prima pagina” era possente.
ma fasullo. Era in corso una campagna violenta prima contro Pinelli e poi contro Valpreda.
Dopo quel giorno seguirono anni di strategia della tensione, spesso ignorata, deviata, coperta. Seguirono altri attentati, altri morti e altri feriti. Ma la sinistra (anche quella chiamata extraparlamentare) aveva ragione: c’era in atto una strategia della tensione contro il movimento operaio e i suoi partiti e la strage era di stato ed era “coperta” da diversi apparati.
Non sono bastati 50 anni di indagini e inchieste per la verità processuale, ma la verità storica e politica è ormai chiara. La strage la fecero i fascisti e lo stato li coprì per anni. Pinelli e Valpreda non c’entravano nulla. Erano innocenti.
Nella ricorrenza dei 50 anni Milano, e l’Italia si preparano a ricordare., in diversi modi.Numerosissimi i libri che sono stati stampati e rieditati. Tra i tanti voglio ricordarne solo alcuni:
Ventrone: L’Italia delle stragi, Donzelli
Tobagi: Piazza Fontana, il processo impossibile, Einuadi
AA.VV.dopo le bombe, Mimesis
Ceci: La Cia e il terrorismo italiano, Carocci
Salvini: La maledizioen di piazza Fontana, Chiareletterere
La strage di stato, Savelli editore (introvabile):
Saverio Ferrari: La strage di piazza Fontana
F.Zinni: Piazza Fontana: nessuno è stato
Tante le iniziative per ricordare quegli eventi a Milano. Tra quelle in programma segnalo: il 10 dicembre alle 9 al Teatro Pime, per gli studenti, ” Il nostro bisogno di verità a 50 anni dalla strage” con A. Spataro, B. Tobagi, G.Benvenuto e R. Cenati e alle 20,30 alla Casa della Cultura “La strategia della tensione a 50 anni da piazza Fontana” Con A. Spataro, B. Tobagi, G. Benvenuto, V. Rognoni,G. Cervetti, C. Ghezzie e M.Bertoli. L’11 dicembre in Aula magna del Tribunale “Strage di piazza Fontana, indagini e processi” con C. Stajano, C. Smuraglia, I. Mannucci, P. Calogero e F. Sinicato e altri.
Infine il 12 dicembre, anniversario della strage, Palazzo Marino ospiterà il Capo dello Stato Mattarella per un consiglio comunale straordinario. Subito dopo da piazza della Scala partirà il corteo che raggiungerà piazza Fontana prima delle 16.37, ora esatta dell’esplosione della bomba neofascista.