Il 24 maggio il Comitato per la Scuola pubblica di Paderno Dugnano e Sinistra Alternativa si erano fatti interpreti dei disagi della scuola pubblica e avevano inviato una lettera all’Amministrazione Comunale chiedendo ascolto. Il 5 maggio è arrivata la risposta delle assessore Anna Varisco, con delega alla Scuola, e Michela Scorta, con delega ai Servizi sociali. Di seguito la loro risposta:
“Gentile Signora e Comitato per la Scuola pubblica di Paderno Dugnano,
ringraziamo per la comunicazione inviataci, che in qualche modo anticipa il confronto con la cittadinanza e tutti i portatori d’interesse, che stiamo predisponendo in relazione alla così detta “Fase 2”. Con l’Assessore Michela Scorta, rispondiamo di seguito per quanto di nostra competenza.
Iniziando dal tema della scuola, v’informiamo che lo scorso venerdì si è tenuto un incontro con i Dirigenti scolastici nel quale si è concordato l’avvio di un tavolo di lavoro comune che, a fronte delle esigenze emerse e dell’evoluzione della situazione, avrà il compito di trovare soluzioni, favorire raccordi, rimodulare, laddove è possibile, il Piano Diritto allo Studio in corso e formularne un adeguato alle nuove istanze per il prossimo anno scolastico. Gli Istituti scolastici hanno informato circa l’attività di didattica a distanza che, in diverse forme, è stata attivata in tutti i plessi scolastici. Sono state riferite le misure prese per dare risposta alle difficoltà delle famiglie circa la disponibilità di device e connettività. In relazione a questo problema, come a quello delle sanificazioni, gli Istituti si sono attivati per utilizzare le risorse messe a disposizione dal Decreto Cura Italia e in alcuni casi hanno attivato anche altri canali. Resta inevasa una parte di domanda alla quale si sta cercando di dare risposta.
Riguardo al tema della connettività, l’Amministrazione comunale nella seduta di Giunta del 23 aprile scorso, ha approvato la bozza di convenzione fra il Comune di Paderno Dugnano e Infratel Italia S.p.a. che consente al nostro Comune di entrare nel progetto WIFI.ITALIA.IT promosso dal MISE, per incrementare la rete di accesso gratuito ad internet da parte dei cittadini (hot spot gratuiti).Regione, come da Voi richiamato, con il contributo E-Learnig ha attivato risorse a sostegno dei nuclei in difficoltà, opportunità della quale abbiamo cercato di dare ampia informazione. L’accesso alla misura, per i contenuti e le modalità, può indubbiamente essere precluso proprio ai nuclei più svantaggiati. Di questo siamo consapevoli e il tema sarà oggetto del lavoro sul Piano Diritto allo studio. Uno degli obiettivi è riuscire a destinare più risorse per l’acquisto di supporti tecnologici e connettività che le scuole potranno usare per far fronte a questo problema.
Sotto il profilo dei criteri applicati,con l’entrata nella fase di lockdown, le scelte adottate per i servizi prima infanzia, e i servizi educativi comunali, hanno tenuto conto della disponibilità dei soggetti del terzo settore incaricati, laddove applicabile l’art. 48 del Decreto Cura Italia, di rimodulare l’offerta su progetti e servizi a distanza che potessero garantire supporto e mantenere il contatto con le famiglie. Tra questi lo sportello di consulenza pedagogica prima infanzia, l’attivazione della piattaforma digitale WESCHOOL, i tour virtuali per i genitori dei servizi per le iscrizioni ai servizi di prima infanzia, la partecipazione al servizio “Restiamo in contatto” per le scuole primarie e dell’infanzia, curato dai gestori dei servizi pre e post scuola ma aperti a tutta la cittadinanza. Gli stessi criterisono stati applicati per attivare, sulla base dei contratti in essere con gli Enti del Terzo Settore, servizi rivolti alle famiglie comprensive di persone con disabilità. A tale fine i progetti condivisi con l’Amministrazione, hanno perseguito lo scopo di volere conservare e sviluppare le competenze, nonché di evitare l’isolamento sociale di soggetti e famiglie fragili. Tra le azioni messe in campo si menzionano la didattica a distanza e l’utilizzo di strumenti e interventi di supporto alle famiglie.
Sotto il profilo economico, data la chiusura delle attività in presenza, si è provveduto da subito a sospendere le rette dei servizi di prima infanzia e, non appena è stato chiaro che la situazione non avrebbe permesso di riprendere l’attività, ad attivare i rimborsi (in corso) a quanti avevano già provveduto a pagare i servizi pre e post scuola. Questo (unito ad altri profili) comporterà minori entrate e problemi di tenuta degli equilibri di bilancio. Su questo stiamo già lavorando anche per reperire risorse altrove. L’impegno è in ogni caso è di non gravare su nessuno.
In questa prima fase di epidemia, il sostegno alle famiglie è stato articolato in un’ottica necessariamente di emergenza. In primo luogo, si è cercato di sostenere quelle famiglie che hanno iniziato a manifestare segnali di difficoltà con riferimento alla didattica a distanza. La modifica delle modalità della didattica ha, infatti, portato all’emersione di alcune situazioni di fragilità familiare, per le quali si sta valutando un intervento specifico di accompagnamento. La prima preoccupazione dell’intervento sociale è stata quella di fornire un supporto di vicinanza affinché non andassero perdute competenze acquisite in ambito scolastico e non si cronicizzassero le (nuove) difficoltà emerse. In secondo luogo, le risorse fornite dal Governo come fondo di solidarietà in alcuni casi hanno – di fatto – sopperito al servizio mensa sul quale alcune famiglie contavano per fornire pasti ai propri figli. Altre ipotesi sono al vaglio per verificare di stanziare un ulteriore contributo destinato al sostegno alimentare.
Con riferimento all’incrementarsi di richiesta di servizi di sostegno psicologico di cui alla vostra lettera, v’informiamo che dall’inizio dell’emergenza, l’ATS ha attivato un servizio telefonico di ascolto e supporto psicologico rivolto a coloro che sono in condizione d’isolamento e/o quarantena domiciliari, ma aperto anche ai cittadini esposti in stato di forte disagio psicologico. Nell’ambito del progetto comunale “Io resto a casa” sono state, inoltre, attivate due linee telefoniche gestite dagli assistenti sociali aperte a tutti i cittadini. Continuano a essere seguite le famiglie e le persone che già prima dell’epidemia erano in carico ai servizi sociali. Restano aperte ancora domande di ricevere sostegno psicologico, a cui stiamo cercando di dare risposta.
Alcuni progetti e interventi che erano previsti nel Piano Diritto allo studio 2019-20 non possono essere attivati – tra cui il Consiglio dei ragazzi e il Consiglio dei bambini. Tali progetti saranno ripresi nelle forme che saranno consentite. L’idea è comunque di non lasciare incompiuto quanto le classi hanno avviato.Sono state altresì sospese le iniziative di carattere sportivo e ludico che erano state previste quali momenti di condivisione per le famiglie. Tra queste rientrano i laboratori, gli incontri in materia di educazione e vita famigliare, ma anche la festa dello sport, momento elettivo d’incontro, gioco e sport.
Rispetto al futuro, è difficile definire scenari attendibili ma, sulla base di quanto sembra prospettarsi, siamo già al lavoro da qualche settimana per delineare soluzioni organizzative e gestionali che possano garantire un’offerta di servizi per il periodo estivo e per la conciliazione, che rispettino i parametri di sicurezza, ma soprattutto il bisogno dei nostri bambini e ragazzi di vivere situazioni di normalità e di socialità. Da qui la scelta, anticipata rispetto ai discorsi in atto in questi giorni, di aprire le iscrizioni ai Centri Estivi. Stiamo valutando sedi e aree verdi, in relazione a risorse disponibili e necessarie. Importante in questa fase il raccordo con le scuole, non solo per preparare l’avvio dell’anno scolastico e l’articolazione dei servizi di supporto, ma anche per realizzare, come vorremmo, attività dedicate a quanti occorre recuperare terreno, perché nella fase di lockdown sono rimasti tagliati fuori o in situazione di svantaggio.In un’ottica temporale più lunga, ci si aspetta che potranno ripartire anche le attività sportive.
Ci stiamo preparando, pertanto, a tale fase successiva, perché sia rafforzato il coordinamento e la collaborazione, già in essere, con le associazioni sportive, affinché se individuino modalità sicure per reinserire la pratica dell’attività fisica nella crescita dei nostri bambini e ragazzi. Su questo da parte nostra c’è l’impegno e la volontà.Tra i grandi temi che dovremo affrontare insieme come Amministrazione, famiglie (incluse quelle con articolari fragilità), sport e istituzioni scolastiche, c’è quello della mobilità pedonale e ciclabile che deve essere studiata e realizzata affinché almeno gli studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado possano recarsi in autonomia a scuola.
C’è il tema del Piano degli orari che deve essere riformulato. Il tema della fruizione delle aree verdi, delle aule virtuali e all’aperto. Il tema della conciliazione e del supporto pedagogico e psicologico a famiglie, studenti e insegnanti.Chiudiamo dicendo che è in ogni caso prematuro anticipare soluzioni. Dobbiamo aspettare le linee guida in elaborazione da parte del Governo e avere conferma della messa in disponibilità di risorse aggiuntive.
Riteniamo, tuttavia, che la fase che stiamo attraversando non debba essere vissuta solo nei suoi aspetti negativi. Deve, a nostro avviso, essere colta come opportunità per realizzare innovazione, produrre servizi inclusivi, a misura di tutti, capaci di una nuova e migliore convivenza, rispettosa di quelli che sono gli equilibri che l’ambiente ci richiede.
Cordiali saluti “