
Il 14 aprile la Lista Sinistra per Paderno Dugnano, tramite il suo portavoce, aveva posto alcune domande al Sindaco sull’emergenza sanitaria in Paderno Dugnano e in specifico sulla situazione delle due RSA. Il 27 aprile era seguito un comunicato stampa dell’Amministrazione comunale. E ieri, 8 maggio, Il Sindaco ha risposto direttamente a Marco Coloretti. Più sotto il testo della risposta.
Mi permetto di commentare che, nel frattempo, altre sono le domande che la “fase due” impone e a cui bisognerebbe rispondere con una comunicazione pubblica più attenta. Dal 27 aprile ad oggi come si è evoluta la situazione nelle due RSA padernesi? E’ migliorata, peggiorata o è stabile?”
A che punto siamo per i test sierologici? E i tamponi a domicilio ? E la USCA che deve essere istituita per il nostro territorio dov’è? E l’ATS Rodhense intende o no dare una svolta alla sua inesistente politica di sanità territoriale in una città di oltre 40.000 abitanti?
“Caro Marco,
mi rivolgo a te in prima persona dando riscontro alla comunicazione che hai posto alla mia attenzione a nome di SINISTRA PER PADERNO DUGNANO.Parto subito dalla questione RSA su cui si è particolarmente concentrata la mia attenzione sin dall’inizio dell’emergenza Coronavirus che è poi diventata urgenza proprio nei giorni successivi alla vostra mail.
Come ho avuto modo di informare la cittadiananza, ho costantemente tenuto contatti con tutte le strutture sanitarie cittadine. Fermo restando che il Comune non ha poteri di controllo, indirizzo e monitoraggio sulle stesse, ho sempre provato ad avere un quadro della situazione in modo diretto e nel caso poter dare un contributo di ascolto e sensibilizzazione anche istituzionale verso gli Enti preposti alla tutela sanitaria.
Ho deciso di muovermi formalmente, con richieste ufficiali, per raccogliere dati sull’andamento dei contagi e sulle misure adottate dalle stesse strutture nel corso dell’emergenza e a seguito dell’accertamento di casi tra ospiti e lavoratori.
Come già sai e sapete, i dati riportati sui comunicati stampa dell’Amministrazione Comunale sono gli ultimi che abbiamo ufficialmente, anche perchè dalla piattaforma ATS visibile ai Sindaci non è possibile ricavarne un quadro istantaneo e complessivo perchè l’anagrafica degli ospiti spesso è legata al Comune di residenza di origine. Alla RSA Bernaderlli c’erano 66 ospiti positivi Covid su 107, 12 deceduti, e 15 lavoratori anch’essi contagiati. Un quadro più preoccupante è emerso al Ricovero Uboldi dove i pazienti positivi erano 62 su 80 ospiti e 20 i dipendenti contagiati. Come ho pubblicamente informato, lo stesso Ricovero Uboldi ha accolto, nel periodo 18 marzo- 3 aprile, 12 pazienti provenienti da altre strutture ospedaliere e ci ha comunicato che all’atto delle dimissioni erano stati dichiarati Covid negativi. La Rsa Bernardelli ha invece dichiarato di non aver accolto nessun ospite da altre strutture ospedaliere. Per quanto riguarda la Clinica San Carlo, come ospedale ha predisporto reparti dedicati a pazienti Covid con disponibilità di volta in volta adeguata rispetto alle esigenze dettate dall’emergenza epidemiologica.
Non entro nel merito di responsabilità e non ho le competenze, ne formali ne personali, per valutare i protocolli seguiti, ma ho sollecitato quotidianamente l’ATS, per tramite della Direzione di Distretto di monitorare la situazione soprattutto dell’Uboldi ma soprattutto di sostenere la RSA fornendo in via straordinaria personale attraverso la rete di Protezione Civile e supportarla nel recrutamento di figure professionali idonee a garantire la massima, continua e doverosa assistenza anche medica agli ospiti della RSA. A oggi, ho report da parte della struttura e della stessa Direzione di Distretto ATS che l’emergenza-urgenza sia rientrata fermo restando che la situazione rimane sempre complessa per la natura stessa del rischio contagio.
Per quanto riguarda il Comune, già lunedì 24 febbraio, tutti gli Uffici comunali sono stati chiusi al pubblico per consentire l’adozione di procedure organizzative e l’allestimento di misure di prevenzione rispetto all’epidemia in atto. Di tutti i protocolli di sicurezza sono stati informati i lavoratori, le RSU e le organizzazioni sindacali. Sono stati consegnati i DPI ed emanate le disposizioni relative ai protocolli di sicurezza. Questo Ente, già a partire dalla prima settimana dell’emergenza, ha adottato misure organizzative tese a valorizzare il lavoro agile. A partire dal 9 di marzo sono state garantite in presenza solo le funzioni indifferibili per la gestione dell’emergenza sanitaria, il restante personale ha garantito i servizi in smart working (circa l’80%). Non sono state riscontrate criticità e, in previsione della graduale riapertura di alcuni servizi al pubblico, è in corso un piano di riorganizzazione degli spazi e di gestione delle misure di sicurezza di cui è già stata data informazione agli RLS.
Per quanto riguarda il controllo del territorio, la Polizia Locale ha garantito 7 giorni su 7 due o tre pattuglie su ogni turno per il rispetto delle misure previste da DPCM e Ordinanze Regionali (1.635 i controlli effettuati) elevando nel periodo di emergenza 161 sanzioni e 22 denunce. A questo si aggiunge il lavoro specifico che si fa sul controllo delle quarantene e isolamenti previsti dai protocolli sanitari.
Sulle attività produttive, come disposto dalle norme, le aziende hanno di volta in volta informato in via diretta la camera di Commercio e la Prefettura sulle aperture che ha disposto controlli secondo proprie valutazioni.Rimango come sempre a disposizione per ogni necessità. “
Un caro saluto. Il Sindaco Ezio Casati