Provo a rispondere all’osservazione che Giuranna (post del 12 giugno:La lezione del voto amministrativo) ricava dai risultati elettorali del 10 giugno in alcuni comuni vicini a noi,:” Un’indicazione importante, a mio parere, è la forza del civismo, sulla quale bisognerà riflettere l’anno prossimo anche a Paderno Dugnano (soprattutto in un momento così delicato per i partiti, ad eccezione del Carroccio).” Accolgo l’invito a riflettere. Partiamo dal “civismo”.
Che cosa è il civismo? Letteralmente il termine civismo deriva dal latino civis «cittadino»]. Secondo il vocabolario si può intendere come “Nobiltà di sentimenti civili, alto senso dei proprî doveri di cittadino e di concittadino, che spinge a trascurare o sacrificare il benessere proprio per l’utilità comune: dare prova di civismo. Questo atteggiamento prende anche la scena politica con la Rivoluzione francese (civisme).
Spesso in questi anni (soprattutto da “Mani pulite”) civismo e partiti sono stati in contrapposizione . A fronte di partiti, a volte, corrotti, incapaci o semplicemente distanti dai cittadini, il civismo si è manifestato come spirito partecipativo e di vicinanza ai problemi quotidiani delle persone e con un disponibilità maggiormente di servziio verso le istituzioni locali. Molti sono gli esempi positivi di un civismo forte e innovatore, in Italia e all’estero. Ma si può generalizzare? Tutto il civismo è sano e tutti i partiti sono malati? Non c’è anche una politica e dei partiti sani e al servizio degli altri e un civismo personalistico ben radicato nel piccolo potere locale? Non c’è stato anche un civismo (il proliferare di liste locali) che ha portato alla degenerazione della vita politica cittadina? Alcuni comuni vicini a …



