Con la fine dell’anno si avvicinano e si moltiplicano le ricostruzioni critiche o celebrative di quell’avvenimento importante che fu la Rivoluzione russa. Scritti, articoli, libri, trasmissioni TV ci stanno sommergendo di informazioni. Tra i più interessanti e seri quelli del quotidiano Il Manifesto e di E.Mauro sulla Repubblica.
Ma trovo sempre lucido e pertinente la riflessione di Mario Tronti, oggi senatore del PD. Più che un pesce fuor d’acqua, un pesciolino rosso con il vuoto intorno. Comunque rilancio volentieri, per chi se lo fosse perso, il discorso pronunciato il 24 ottobre 2017 nell’aula del Senato da Mario Tronti per ricordare il centenario della Rivoluzione d’Ottobre 1917-2017, pubblicato su Il Manifesto del 25 ottobre.
“Il 1917 è conseguenza del 1914. Senza la grande guerra non ci sarebbe stata la grande rivoluzione. E la cosa da ricordare è che la prima rivendicazione fu la pace
Presidente, colleghe e colleghi, vi chiedo un momento di attenzione. In mezzo ai lavori convulsi di questi giorni, una pausa di riflessione può far bene.
Volevo ricordare un evento, di cui ricorre quest’anno il centenario. Il 24 di ottobre, secondo il calendario giuliano, o il 7 novembre, secondo il calendario gregoriano, del 1917, esplodeva nel mondo la rivoluzione in Russia. Mi sono interrogato sull’opportunità di proporre qui, nel Senato della Repubblica, il ricordo di questa data.
Sono consapevole che questo arrivi a turbare la sensibilità di alcuni, e di alcune, che legittimamente possono nutrire, nei confronti di quell’evento, una ostilità assoluta.
Ma siamo a cento anni da quella data e possiamo parlarne, come io intendo parlarne, con passione e nello stesso tempo con disincanto.
Non so …



